La convenzione di Saint-Cloud fu un accordo militare firmato il 3 luglio 1815 con il quale l'esercito francese, comandato dal maresciallo Davout, si arrese e consegnò Parigi agli eserciti del maresciallo prussiano Blücher e del duca di Wellington, ponendo fine alle ostilità dei Cento Giorni. L'accordo fu firmato a Saint-Cloud, un sobborgo parigino.

Antefatti

Il ritorno di Napoleone dall'Elba portò ad una generale insurrezione della popolazione francese contro la dinastia borbonica. In breve tempo, l'imperatore francese riuscì ad allestire un esercito, sebbene questo fosse solo l'ombre dell'armata che pochi anni prima aveva terrorizzato le potenze europee. Direttosi a nord, per respingere le armate britanniche del duca di Wellington e quelle prussiane del maresciallo Blücher, i soldati francesi trovarono una iniziale serie di successi. Dopo aver diviso le sue forze e affidato al maresciallo Grouchy il compito di tenere a bada i prussiani, Napoleone si apprestava a ingaggiare i britannici a Waterloo: i progetti dell'imperatore andarono però a scontrarsi con l'inaspettato arrivo dell'esercito prussiano sul campo di battaglia. Sconfitto e privo delle forze per rispondere all'avanzata delle forze della coalizione, l'esercito francese abbandonò il Belgio. Pochi giorni dopo, Napoleone consegnò al suo ministro della guerra, il maresciallo Davout, il comando dell'esercito e si consegnò agli inglesi. Davout organizzò le difese della capitale e iniziò immediatamente le trattative con le potenze della coalizione, convinto che solo un rapido ritorno della monarchia borbonica potesse portare ad una resa condizionata e onorevole per la Francia.

Il trattato L'accordo tra le parti fu trovato il 3 luglio. In base ai termini della convenzione, il maresciallo Davout consegnò Parigi ai due eserciti alleati della Settima Coalizione e accettò di spostare l'esercito francese lontano da Parigi, a sud della Loira. In cambio, gli alleati promisero di rispettare i diritti e le proprietà del governo locale, dei civili francesi e dei membri delle forze armate francesi....

I firmatari francesi furono:

Louis Bignon, responsabile degli affari esteri, il generale Guilleminot, capo dello stato maggiore dell'esercito, il conte di Bondy, prefetto del dipartimento della Senna.

I firmatari per la coalizione furono:.

Karl Müffling, il commissario prussiano dell'esercito di Wellington, il colonnello Hervey-Bathurst.

La convenzione fu approvata dallo stesso Davout per i francesi e dai comandanti Blücher e Wellington per la coalizione.

Gli articoli della convenzione La convenzione prevedeva 18 articoli:.

La stipulazione di un cessate il fuoco tra gli eserciti alleati comandati dal maresciallo Blücher e dal duca di Wellington e l'esercito francese sotto le mura di Parigi. La marcia dell'esercito oltre la Loira: l'evacuazione completa di Parigi sarebbe avvenuta in tre giorni, il suo spostamento oltre la Loira in otto giorni. La facoltà dell'esercito, del personale addetto ai depositi e all'amministrazione dell'esercito di portare con sé il proprio equipaggiamento, l'artiglieria, i cavalli e le proprietà dei vari reggimenti senza eccezioni. I malati, i feriti intrasportabili e i medici curanti avrebbero potuto rimanere nella capitale sotto la protezione degli eserciti della coalizione. I soldati e il personale menzionati nell'articolo precedente avrebbero potuto rientrare nelle rispettive unità immediatamente dopo la guarigione. Le mogli e i figli di tutti i membri dell'esercito francese avrebbero avuto il diritto di rimanere a Parigi. Allo stesso modo, avrebbero potuto seguire l'esercito, portando con sé i beni propri e dei mariti. Gli ufficiali di linea in servizio con le forze federali o con i fucilieri della Guardia Nazionale avrebbero potuto rientrare nell'esercito oppure tornare alle proprie case o al luogo di nascita. Il 4 luglio a mezzogiorno le barricate di Saint-Denis, Saint-Ouen, Clichy e Neuilly sarebbero state rimosse, così come il 5 luglio alla stessa ora sarà aperto il passaggio per Montmartre. Il 6 luglio, tutte le altre barricate sarebbero state rimosse. La sicurezza interna di Parigi sarebbe stata garantita dalla Guardia Nazionale e dalla gendarmeria municipale. I comandanti in capo degli eserciti della coalizione si sarebbero impegnati a rispettare le autorità francesi esistenti e ad assicurare che anche i soldati dei loro eserciti facessero lo stesso. Tutti i beni pubblici, con l'eccezione dei materiali bellici, avrebbero dovuto essere rispettati e i soldati della coalizione non avrebbero potuto interagirvi in alcun modo. Gli abitanti della capitale e le proprietà private sarebbero state rispettate. Nessun cittadino francese avrebbe potuto essere perseguito per azioni compiute, posizioni occupate durante il precedente periodo o alle loro opinioni politiche, Le truppe straniere avrebbero protetto e garantito l'arrivo e la libera circolazione delle merci ad essa destinate. La convenzione avrebbe regolato le relazioni reciproche fino alla conclusione della pace. In caso di violazione, questa dovrà essere denunciata con almeno dieci giorni di preavviso. In caso di difficoltà nell'attuazione di uno dei punti della convezione, l'interpretazione corretta sarebbe stata quella che favoriva l'esercito francese e la popolazione parigina. La convenzione sarebbe stata estesa a tutti gli eserciti della coalizione, previa ratifica da parte delle potenze della coalizione stesse. Le ratifiche sarebbero state scambiate il 4 luglio alle ore sei del mattino presso il ponte di Neuilly. Le rispettive parti avrebbero nominato dei commissari per sovrintendere all'esecuzione della convenzione.

Note

Bibliografia

Categoria:Trattati della Francia Categoria:Guerra nel 1815