Il governo Frederiksen III è l'80º governo della Danimarca, in carica dal 3 giugno 2026.
Si tratta di un esecutivo di coalizione di minoranza, composto da Socialdemocratici (A-SD), Partito Popolare Socialista (F-SF), Moderati (M) e Sinistra Radicale (B-RV), con l’appoggio esterno dei partiti affratellati a quelli continentali nelle Fær Øer e in Groenlandia, Partito dell'Uguaglianza (C-JF) e Inuit Ataqatigiit (IA), e di Lista dell'Unità - I Rosso-Verdi (Ø-EL) e L'Alternativa (Å-ALT).
Storia Formazione
In seguito al complesso quadro politico frammentato emerso dalle elezioni parlamentari dello stesso anno, che hanno visto nuovamente la vittoria, sebbene solo relativa e di misura, dei Socialdemocratici (A-SD) della Ministra di Stato in carica Mette Frederiksen e, parimenti, la crescita di varie formazioni alle estremità dello spettro politico a discapito della coalizione di governo composta dagli stessi Socialdemocratici (A-SD), Venstre (V) e Moderati (M) — nonostante quest’ultimo sia rimasto un fondamentale ago della bilancia —, per il paese è iniziato un nuovo periodo post-elettorale incerto, caratterizzato, come prevedibile, da lunghe negoziazioni (anche ben oltre la media) e importanti ostacoli in tutto il processo di formazione.
Dunque, constatato l’esito del voto, i principali partiti hanno presto iniziato una fase intensa di consultazioni tra loro, facendo manifestare così sin da subito una serie di evidenti difficoltà e stretti ventagli per la formazione di una nuova coalizione, dovute principalmente al rifiuto iniziale di Venstre (V), di centro-destra di costituire un nuovo governo con i Socialdemocratici (A-SD), di centro-sinistra — preferendo a questo un governo di centro-destra insieme agli altri partiti politici facenti parte del c.d. Blocco blu, ed al desiderio dei Moderati (M) di Lars Løkke Rasmussen, accompagnato anche qui da un rifiuto iniziale di collaborare con i restanti partiti politici facenti parte della sfera del c.d. Blocco rosso di centro-sinistra, di formare un governo di centro e di grandi intese come quello uscente. Ciononostante, in questa fase, vista anche la forte frammentazione della politica danese e la necessità obbligata di costituire una coalizione, nessuna formazione politica ha apertamente escluso la possibilità di collaborare con le altre.
Appreso dunque ciò a seguito delle consultazioni, il Re Federico X ha d quindi deciso di affidare inizialmente l’incarico alla Ministra di Stato uscente Mette Frederiksen, in quanto vincitrice relativa delle elezioni, la quale, dopo averlo ricevuto in data 25 marzo, ha presto orientato il suo sguardo verso una coalizione di centro-sinistra (intavolando contestualmente tavoli negoziali con il Partito Popolare Socialista — F-SF, Lista dell'Unità - I Rosso-Verdi - Ø-EL, Sinistra Radicale — B-RV e L'Alternativa — Å-ALT), ritenendo quest’ultima l’opzione più realistica e negoziando contemporaneamente altresì con i Moderati (M) che, con la loro presenza parlamentare, avrebbero dovuto assicurare al governo la maggioranza al Folketing. Poco dopo, al tavolo negoziale si sono aggiunti anche Partito dell'Uguaglianza (F-JF), Inuit Ataqatigiit (IA) e Naleraq (N), cercando concessioni in materia di autogoverno territoriale per Faer Øer e Groenlandia in cambio di un appoggio esterno al governo, al fine di rispondere efficacemente, nel primo caso, a bisogni locali e, nel secondo, anche ai tentativi degli Stati Uniti di annettere il territorio artico.
Tuttavia, nonostante i numerosi incontri, i negoziati sono presto andati in stallo per la forte opposizione e resistenza ideologica dei Moderati (M), e segnatamente del leader di partito Løkke Rasmussen, verso questa soluzione di governo, portando così dapprima ad una sospensione delle riunioni il successivo 10 aprile, in attesa di risposte dalla formateur Frederiksen in merito ad un’eventuale ingresso dei negoziati, a discapito dei partiti del Blocco rosso, di Venstre (mostratosi più incline a negoziare) e di altri attori (al fine di riequilibrare lo sbilanciamento a sinistra) e successivamente, vista l’incapacità di Frederiksen (pur apertasi a tale soluzione) di conciliare le posizioni, ad un completo arenamento degli stessi, a causa dell’opposizione dei partiti di sinistra a tale configurazione o ad altre che comprendessero partiti politici di destra (spingendo invece per un rientro dei moderati al tavolo dei negoziati).
A questo punto, Troels Lund Poulsen, leader di partito di Venstre (V), insieme con la sua collega Stephanie Lose e la leader del Partito Popolare Conservatore (C-KF) Mona Juul, percependo la crisi, hanno presto proposto a Lars Løkke Rasmussen ed ai Moderati (M) di unirsi invece ai negoziati per un governo di centro-destra, trovando un cauto appoggio presso quest’ultimi, in virtù del desiderio espresso dall’ex-Ministro di Stato di “sondare il terreno” per la coalizione politica più adeguata alle loro richieste, pur senza impegnarsi in alcun esito che non determinasse grossomodo un governo tendente al centro.
In virtù di ciò, avendo nel mentre Mette Frederiksen rimesso l’incarico di formateur al Re per assenza di supporto, questi ha conferito, in data 8 maggio, tale incarico proprio a Troels Lund Poulsen, su richiesta dello stesso Løkke Rasmussen e degli altri partiti politici di centro-destra, a seguito di nuove consultazioni indette dal sovrano. In questo modo, Poulsen ha così avviato i colloqui con le altre formazioni il successivo 11 maggio, rendendosi tuttavia presto conto che, a causa di una serie di forti divergenze, anche la formazione di un governo di minoranza di centro-destra appoggiato dai moderati sarebbe risultato alquanto arduo (nonostante la convergenza di vedute su molti capitoli negoziali), a causa principalmente della forte dipendenza che il nuovo governo avrebbe subìto da parte dell’estrema destra.
Il successivo 22 maggio dunque, per via di tali opposizioni, anche Lund Poulsen ha rimesso al Re Federico X il mandato di formateur senza successo, portando così il sovrano, desideroso di evitare il più possibile lo scioglimento parlamentare e l’indizione di nuove elezioni anticipate, a conferire nuovamente, il giorno successivo, a Mette Frederiksen l’incarico di formateur, la quale ha così contestualmente ravvivato gli originari colloqui il giorno successivo.
Alla fine, a seguito di quest’ultimi, un accordo tra Socialdemocratici (A-SD), Moderati (M) e gli altri partiti del Blocco rosso è stato raggiunto il successivo 1º giugno, grazie sì alle intese già precedentemente negoziate, ma soprattutto grazie alle concessioni di Lista dell'Unità - I Rosso-Verdi (Ø-EL) e L'Alternativa (Å-ALT) di non entrare nell’esecutivo — bensì di appoggiarlo solo esternamente — e dei Socialdemocratici di lasciare il governo “aperto al dialogo” con l’opposizione di centro-destra nell’esame dei disegni di legge di particolare rilevanza. Grazie a ciò, dunque, il governo è così potuto entrare in carica con pieni poteri ed il benestare del Folketing, due giorni dopo, in data 3 giugno.
Compagine di governo Appartenenza politica Partito Ministro di Stato Ministri Totale Socialdemocratici (A-SD) 1 8 9 Partito Popolare Socialista (F-SF) - 5 5 Moderati (M) - 4 4 Sinistra Radicale (B-RV) - 3 3Totale 1 20 21
Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti Seggi Folketing Governo Blocco Rosso-Viola (82): A-SD (38), F-SF (20), M (14), B-RV (10) Appoggio esterno Blocco Rosso-Viola (18): Ø-EL (11), Å-ALT (5), C-JF (1), IA (1) Opposizione Blocco Blu (79): V (18), O-DF (16), I-LA (15), C-KF (13), Æ-DD (10), H-BP (1), B-SF (1), N (1), Indipendenti (4)
Composizione
Ufficio della Ministra di Stato Carica Titolare Partito Ministra di Stato Mette Frederiksen A-SD Ministeri Ministri Partito Affari economici e interno Pia Olsen Dyhr F-SF Affari esteri Lars Løkke Rasmussen M Imprese e competitività Martin Lidegaard B-RV Finanze Peter Hummelgaard Thomsen A-SD Tassazione e crescita Jakob Engel-Schmidt M Giustizia Nicolai Halby Wammen A-SD Difesa Jeppe Bruus Christensen A-SD Salute e affari ecclesiastici Ida Auken A-SD Affari sociali e cooperazione nordica Monika Rubin M Infanzia, anzianità ed edilizia abitativa Jacob Mark F-SF Istruzione Magnus Heunicke A-SD Istruzione superiore, scienza e digitalizzazione Christina Egelund M Cultura Zenia Stampe B-RV Impiego e uguaglianza Ane Halsboe-Jørgensen A-SD Immigrazione e integrazione Morten Bødskov A-SD Città, aree rurali e trasporti Signe Munk F-SF Clima, energia e servizi pubblici Samira Nawa B-RV Ambiente Maria Reumert Gjerding F-SF Natura e benessere animale Christian Rabjerg Madsen A-SD Resilienza e preparazione Lisbeth Bech-Nielsen F-SF
Note Esplicative
Bibliografiche
Altri progetti
Frederiksen III