Divenne famoso per i fotomontaggi creati in camera oscura. Egli sovvertì gli insegnamenti di Ansel Adams, passando per il suo maestro Minor White, secondo la propria filosofia in cui la fotografia non deve necessariamente essere pre-visualizzata prima dello scatto ma dallo scatto in poi può avere esiti imprevedibili. Il suo esempio ha influenzato generazioni di fotografi. C'è chi lo seleziona in un piccolo gruppo di artisti che ha cambiato il linguaggio stesso del mezzo fotografico.

Biografia Figlio di Norman (1904-1962), un droghiere, e di Florence Crossman (1903-1986). Entrambi i genitori incoraggiarono Jerry ed il fratello Robert verso la creatività. Appassionato fotografo, il padre costruì una camera oscura che condivideva con i figli.

Frequentò il Rochester Institute of Technology, dove dopo aver seguito i corsi di Minor White, Beaumont Newhall e Ralph Hattersley i quali insegnavano la precisione tecnica ma insieme agli aspetti emotivi e percettivi della fotografia artistica, conseguì una laurea in Belle Arti nel 1957. Rimase particolarmente colpito da ciò che sosteneva Minor White a proposito dei fotografi che si dedicavano alla fotografia come forma d'arte i quali dovrebbero "sforzarsi di catturare i soggetti per quello che sono e per quello che sono in altri modi". Anche le teorie di Hattersley erano simili a quelle di White, ma aveva una tendenza alla scoperta di sé stesso attraverso la fotografia.

Dopo la laurea, Uelsmann decise di iscriversi all'Università dell'Indiana dove incontrò Henry Holmes Smith, che era stato un allievo di László Moholy-Nagy, e che ne parlò come di un uomo che incoraggiava la sperimentazione, attraverso le immagini. La formazione culturale, attraverso i numerosi corsi che abitualmente frequentava, variava dalle suggestioni visive, legate anche al mondo dei sogni, di artisti come Magritte, Joseph Cornell, Man Ray, alla fascinazione della sperimentazione del Bauhaus, ai grandi fotografi del fotomontaggio del XIX secolo, quali Oscar Gustave Rejlander e Henry Peach Robinson. Nel 1960 terminò gli studi con la seconda laurea.

Nello stesso anno fu assunto ad insegnare all'Università della Florida, una delle poche università americane che avevano un corso specializzato in fotografia, dove rimase fino al pensionamento nel 1998, anche se negli anni venne invitato a tenere corsi in varie altre facoltà negli States. Nel 1970 venne ammesso alla Royal Photographic Society. Tre anni prima, il fotografo John Szarkowski, direttore del Museum of Modern Art ospitò Uelsmann nella personale sui suoi fotomontaggi. Da allora ha esposto in moltissime mostre, tenuto conferenze, workshop, scritto decine di libri con le sue immagini; molti i musei che conservano le sue fotografie.

Stile Consacrato al procedimento analogico, Uelsmann "costruiva" le proprie fotografie attraverso diversi passaggi, sovrimpressioni di vari negativi su un'unica stampa. Un singolo negativo può essere interpretato e definito nel suo significato infinite volte, infatti era fermamente convinto che l'immagine finale non dovesse essere legata a un singolo negativo, come ha scritto nel fondamentale Post-Visualization nel 1967. Il suo metodo era quello di stendere sul tavolo centinaia di provini, piegarli, ritagliarli, sovrapponendoli e accostandoli gli uni agli altri fino a trovare l'immagine finale. Dopo prendeva i negativi e iniziava il lungo lavoro in camera oscura, utilizzando fino a una dozzina di ingranditori e spostando progressivamente la carta fotografica lungo la fila di ingranditori, fino a comporre il risultato finale.

Il ruolo dello spettatore viene semplificato dal fatto che l'autore è andato a "pescare" soggetti simbolici, i quali sembrano affini col pensiero junghiano, quali la barca solitaria, l’acqua, la casa e altri simboli dove ogni cosa indica sé stessa ma anche altro. Le fotografie di Uelsmann non cercano e non offrono risposte, bensì pongono sempre nuove domande, in un fluttuare di significati. Pur apprezzando le nuove tecnologie digitali (usate con straordinaria perizia tecnica dalla terza moglie Maggie Taylor, nata nel 1961), egli è stato un vero e proprio mago dello sviluppo in camera oscura.

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