Il castello di Murisengo è un castello situato nel comune di Murisengo, in provincia di Alessandria.

Storia

Il borgo di Murisengo viene citato con sicurezza per la prima volta nel 1164 in un documento dove l'imperatore Federico Barbarossa ne concedeva il feudo ai marchesi del Monferrato; successivamente a questi il feudo passò prima ai signori di Montiglio e poi alla famiglia Radicati fino al 1420 quando divenne proprietà degli Scozia, famiglia che mantenne la proprietà del feudo e del castello per quattro secoli, precisamente fino al 1873 quando tramite il matrimonio di Terzilia Scozia con Francesco Guasco, marchese di Bisio e di Solero, il castello entrò a fare parte delle proprietà della famiglia Guasco

Varie fonti confermano che una fortificazione dove si trova ora il castello fosse presente già dal medioevo anche se l'attuale configurato del castello è riconducibile al XVIII secolo con la torre che era preesistente almeno al 1510 anno in cui subì un importante intervento edile relativo alla parte superiore della struttura. La torre storicamente portava un'iscrizione a oggi scomparsa che riportava l'intervento nel 1510 aggiungendo le scritte "roccaforte per i nemici" e "corte gradita per gli amici".

Nel tempo il castello subì vari assedi e saccheggi che crearono danni irrimediabili sia materiali che culturali, con buona parte della documentazione precedente al Quattrocento finita distrutta a causa degli incendi e dei saccheggi subiti dal complesso.

Nel 1813 all'interno dell'edificio venne ospitato Silvio Pellico che durante il suo soggiorno a Murisengo compose la sua tragedia Francesca da Rimini.

Dal 2005 il castello è proprietà della famiglia Collura Di Leo che patrocinò il recupero e il restauro della struttura..

Descrizione

Il castello, che anticamente si estendeva fino all'area dove oggi si trova la chiesa parrocchiale e gli edifici a lei adiacenti è posto in una posizione dominante rispetto all'abitato di Murisengo e dell'antico maniero medievale l'unica parte sopravvissuta è l'antica torre; quest'ultima era coronata da un ballatoio che però risultava già scomparso nell'Ottocento e presenta una triplice serie di beccatelli e quattro monofore sovrapposte.

La merlatura ghibellina presente non è originale ma è una aggiunta Novecentesca, figlia del gusto neomedievale dell'epoca.

Negli interni sono conservate varie sale decorate da opere d'arte e affreschi dal Quattrocento, di particolare pregio sono la sala dei Fiori e quella delle Quattro Stagioni conservano sale decorate con opere d'arte e affreschi ottocenteschi, tra cui la sala dei Fiori e la sala delle Quattro Stagioni, decorate dal pittore Cesare Pifferi; è inoltre presente anche un corridoio a sette volte ornato dagli stemmi delle famiglie delle spose che sono entrate a fare parte della famiglia Guasco nei secoli.

All'interno del complesso è presente anche una cappella gentilizia, costruita nel 1878 per volontà di Tersilla Scozia e Francesco Guasco su progetto di Carlo Ceppi che si presenta a una pianta ellittica ed è caratterizzata dalle sue colonne lignee.

Note

Bibliografia

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