LIstituto Provinciale per l’Infanzia e la maternità è un complesso immobiliare storico di Torino costruito tra il 1887 e il 1890 in Borgo Crimea.

Storia La villa principale fu costruita tra il 1887 e il 1890 per volontà del banchiere Luigi Marsaglia (1851-1934), principale guida per circa sessant’anni della società in accomandita semplice F.lli Marsaglia e C., costituita a Torino nel 1875 con sede in Piazza San Carlo 1 poi diventata Banco Marsaglia .

Nel 1929, in seguito alla decadenza dell'istituto bancario, l’edificio viene acquistato dalla Società Anonima Civile Sanatrix, che nel 1932 lo inaugura come struttura assistenziale privata rivolta a persone facoltose. Le scuderie sono trasformate in edificio di servizio e la villa in padiglione maternità. In corrispondenza del cambio di proprietà vengono costruiti due nuovi padiglioni sotto la guida dell'ingegnere Antonio Sibilla, responsabile anche della ristrutturazione della villa: il primo edificio (oggi Padiglione B), situato tra la maternità e gli edifici di servizio, è adibito a padiglione di degenza, mentre il secondo (oggi Padiglione D) ospita strutture di cura e di ricerca. Allo stesso periodo risale anche la realizzazione di una passerella di collegamento completamente chiusa tra gli edifici progettati da Sibilla e il padiglione maternità per migliorare la comunicazione tra i vari reparti Daniele Dabbene, Carla Bartolozzi, Cristina Coscia, v..

Tra gli anni ’30 e il dopoguerra è una clinica privata di alto livello, utilizzata anche come luogo di cura e rifugio durante gli anni della guerra . Negli anni della Seconda Guerra Mondiale, sotto la direzione di Armando Ceratto, medico legato alla Resistenza piemontese, la clinica offre ospitalità, sotto la tutela dell'Ordine di Malta, a persone che rischiano la vita per motivi politici e razziali. Tra di essi anche il presidente della FIAT, Vittorio Valletta, trasportato di nascosto in un'ambulanza dell'Ordine mandata apposta da Carlo Schmidt, dirigente FIAT che aveva mantenuto i contatti con gli Alleati a Roma Jennifer Clark, L'ultima dinastia, Solferino, Milano 2024, pag. 153.

Durante l'incursione aerea del 13 luglio 1943, la clinica è colpita da bombe dirompenti che causano il crollo di solette e muricci .

Nel 1952 la Provincia di Torino subentra nella proprietà e riconverte la struttura in Istituto Provinciale per l’Infanzia e la Maternità (IPIM), un brefotrofio destinato ad accogliere neonati illegittimi, abbandonati o in difficoltà della città, improntato su modelli educativi all’avanguardia per i tempi. Fin dal 1871 infatti, la Provincia di Torino, per prima in Italia, curava l’assistenza all’infanzia “illegittima” . L’istituto, inaugurato dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi , ospita circa 300 bambini da 0 a 18 mesi ; nel 1954 la Provincia ottiene l'autorizzazione per la costruzione di un nuovo padiglione destinato ad ospitare il reparto maternità. Il nuovo edificio (oggi blocco A), progettato dall'architetto Natale Reviglio sul sito delle ex scuderie, è utilizzato in parte come uffici e in parte come sala di osservazione . Il complesso rimane attivo fino ai primi anni ’80, quando il sistema dei brefotrofi viene progressivamente superato e la struttura viene chiusa. La Città metropolitana di Torino, subentrata alla Provincia di Torino, ha in deposito gli atti relativi all'Istituto provinciale .

Dopo la dismissione dell’IPIM, il complesso entra in una fase di parziale abbandono e utilizzi intermittenti per servizi della città di Torino (comunità alloggio, attività dell'ASL e più recentemente uffici degli assessorati alla Viabilità e Politiche attive di cittadinanza e servizi sociali della Provincia), fino al progressivo degrado e alla perdita di una funzione pubblica stabile. Per anni, l’edificio resta un grande contenitore vuoto sulla collina torinese: imponente, carico di memoria ma privo di una reale identità condivisa La Stampa - Consultazione Archivio.

Con una delibera del settembre 2011 il Consiglio Comunale ne approva la conversione in area edilizia residenziale 2011_01490.

Dopo aver provato, tramite asta, a vendere il complesso per 45 milioni di euro nel 2012 www.lospiffero.com, 29 Agosto 2012, la Provincia di Torino lo vende per 30 milioni di euro nel 2013 al Fondo Investimenti per la Valorizzazione gestito da CDP Immobiliare Sgr Spa https://www.cdp.it/internet/public/cms/documents/CDP_Real_Asset_Piemonte_Torino_Lanza.pdf.

Dal 2022 è uno spazio espositivo che ospita mostre, installazioni e performance .

Descrizione Il complesso si sviluppa su circa 20.000 mq di superficie, articolati in padiglioni e spazi immersi nel verde. È composto da alcuni padiglioni, quattro palazzine ed una portineria con alloggio del custode avvolte da un ampio parco per oltre 11mila metri quadrati, e stanze per i pazienti arredate con mobili d’epoca.

Note

Bibliografia Cesare Bellocchio Brambilla, Nascere senza venire alla luce. Storia dell'Istituto per l'infanzia abbandonata della Provincia di Torino 1867-1981, Franco Angeli, Milano 2010 Alfonsina Esposito, Il complesso ex-Sanatrix: rifunzionalizzazione tra storia e progetto, Tesi di laurea, Politecnico di Torino, I Facoltà di Architettura, a.a. 2003/04, relatore Eugenia Monzeglio, Guido Montanari Michele Coppi, Arianna Meneghello, Cesare Bellocchio Brambilla (a cura di), Mater. Storie di nativi e tate dell'Istituto provinciale per l'infanzia e la maternità, Arabafenice, Boves (CN) 2026 Daniele Dabbene, Carla Bartolozzi, Cristina Coscia, Evaluating the Quality of Architectural Heritage Reuse Projects Using a Well-Being and NEB Approach: The Case Study of IPIM in Turin (Italy), Dipartmento di Architettura e Design, Politecnico di Torino, 2024 Antonio Sibilla, La Clinica Sanatrix Torino. L'Architettura Italiana. Periodico Mensile Dell’architettura Tec. 1934, 5, 170–171

Collegamenti esterni Nel cuore di Flashback, Ginevra Pucci: «Grazie all’arte rivive un luogo abbandonato», TorinoCronaca 19 ottobre 2023 RICORDI DI UN'ASSISTENTE ALL'INFANZIA DELL'IPIM DI CORSO GIOVANNI LANZA A TORINO, youprovto 7 marzo 2014

Categoria:Storia di Torino Categoria:Architetture di Torino