Nella serie Odissea nello spazio di Arthur C. Clarke, i Monoliti sono macchine dalla forma di parallelepipedi neri, le cui dimensioni seguono il rapporto esatto 1 : 4 : 9, cioè 1² : 2² : 3². Furono costruiti da una specie extraterrestre mai mostrata direttamente, che Clarke chiamò i Primogeniti (Firstborn) e che viene suggerita come la prima specie dotata di elevata intelligenza ad essersi evoluta nella Via Lattea. Nella serie di romanzi, e nei film da essi tratti, tre Monoliti vengono scoperti nel Sistema Solare dagli australopitechi e, in seguito, dai loro discendenti umani. Le reazioni dei personaggi a queste scoperte costituiscono uno dei motori principali della trama e influenzano la storia immaginaria della saga, soprattutto perché spingono l'umanità a progredire sul piano tecnologico.

Il primo Monolito compare all'inizio della vicenda, quattro milioni di anni prima dell'epoca presente. Viene scoperto da un gruppo di australopitechi e provoca una svolta evolutiva, a partire dall'acquisizione della capacità di usare strumenti e armi. In seguito si scopre che migliaia di altri Monoliti esistono in diverse regioni della galassia.

Origini La specie che costruì i Monoliti non viene mai descritta nei dettagli, ma alcune informazioni sulla sua esistenza vengono comunicate a Dave Bowman dopo che questi viene trasportato attraverso il portale stellare nello «zoo cosmico», come narrato nel romanzo 2001: Odissea nello spazio del 1968 e nel suo seguito del 1982, 2010: Odissea due. Per il resto dell'umanità l'esistenza di questa specie rimane soltanto un'ipotesi, ma appare evidente, poiché il Monolito viene subito riconosciuto come un manufatto di origine non umana.

La specie che edificò i Monoliti sviluppò i viaggi interstellari milioni, o forse miliardi, di anni prima dell'epoca attuale. Nei romanzi Clarke la chiama i «Primogeniti», poiché con ogni probabilità furono la prima specie senziente a possedere una significativa capacità di viaggiare tra le stelle. I membri di questa specie esplorarono l'universo alla ricerca di conoscenza, in particolare riguardo ad altre forme di vita intelligenti.

Nel corso delle loro esplorazioni, questi antichi viaggiatori scoprirono che la vita era piuttosto comune, ma osservarono anche che la vita intelligente spesso restava bloccata nel proprio sviluppo, oppure si estingueva prematuramente. Decisero quindi di favorirne l'evoluzione. Sebbene non fossero affatto simili agli esseri umani dal punto di vista morfologico, i Primogeniti erano comunque creature di «carne e sangue» e, come gli uomini, in origine erano mortali.

Tuttavia, i progetti evolutivi da loro avviati richiedevano, per loro stessa natura, tempi lunghissimi per essere portati a compimento, ben superiori alla durata della vita dei loro creatori. Per questo gli alieni crearono macchine automatiche sempre più complesse, destinate a sorvegliare e realizzare i loro piani nel corso degli eoni. Quando incontravano un mondo vivente dotato di caratteristiche favorevoli all'evoluzione della vita intelligente, vi lasciavano i Monoliti come osservatori remoti, capaci anche di intervenire in vari modi secondo la volontà dei loro creatori. Uno di questi pianeti, incontrato quando era ancora molto giovane, fu la Terra. Essi osservarono anche Giove e la sua luna ricca d'acqua, Europa. Visitarono inoltre l'ecologia ormai in declino di Marte, ma la trascurarono a favore di luoghi più promettenti, come la Terra. I Primogeniti lasciarono nel Sistema Solare tre Monoliti, incaricati di osservare gli eventi e di mettere in atto il loro piano: incoraggiare gli ominidi a sviluppare la tecnologia e il viaggio spaziale.

Come descritto nel romanzo di Clarke, in seguito i Primogeniti scoprirono come trasferire la propria coscienza nei computer, trasformandosi così in macchine pensanti. Alla fine superarono anche questa conquista e riuscirono ad abbandonare del tutto la condizione fisica, assumendo forme incorporee: i «Signori della Galassia», immortali e capaci di viaggiare a velocità immense. I Primogeniti avevano ormai rinunciato alla forma materiale, ma le loro creazioni, i Monoliti, rimasero e continuarono a svolgere i compiti originariamente assegnati loro.

Anomalie Magnetiche di Tycho Il termine «Anomalia Magnetica di Tycho» è, in parte, improprio quando viene applicato a «AMT-0» e «AMT-2», poiché nessuna delle due si trova sulla Luna, e tantomeno nel cratere Tycho, né emette un campo magnetico significativo, come viene spiegato nel romanzo 2010: Odissea due. In alcuni romanzi, gli stessi personaggi fanno riferimento con perplessità a questa nomenclatura anomala. Nel romanzo, i membri russi dell'equipaggio dell'astronave Aleksei Leonov chiamano AMT-2 «Zagadka», dal termine russo che significa «enigma», «mistero» o «indovinello».

Anomalia Magnetica di Tycho-1 Il nome Anomalia Magnetica di Tycho-1, nota anche come AMT-1, indica il forte campo magnetico individuato in qualche punto del cratere lunare Tycho da un satellite scientifico statunitense. Gli astronauti scoprono che questa anomalia magnetica è causata da un Monolito alieno sepolto circa sotto la superficie. Nel romanzo, quando il Monolito viene riportato alla luce ed esaminato, si rivela essere un parallelepipedo nero le cui dimensioni seguono il rapporto esatto 1 : 4 : 9, cioè 1² : 2² : 3². Le sue misure sono indicate nel romanzo come 1,25 piedi × 5 piedi × 11 piedi, ossia circa × × , in realtà corrispondenti a un rapporto di circa 1 : 4 : 8,8. Il Monolito poggia su una piattaforma dello stesso materiale, collocata sopra roccia indisturbata. Clarke suggerisce che la sequenza, o il rapporto, possa proseguire oltre le tre dimensioni spaziali note, estendendosi in dimensioni molto più elevate.

AMT-1 viene dissotterrato durante la notte lunare, ma dopo l'alba, quando viene esposto alla luce diretta del Sole, emette un singolo e potentissimo impulso di energia, interpretato come un segnale radio. Nel romanzo, il segnale è diretto verso Giapeto, una luna di Saturno; nel film, invece, verso Giove. I romanzi successivi seguono la continuità cinematografica, collocando quindi l'intera vicenda attorno a Giove. Subito dopo, il suo potente campo magnetico scompare. Nel romanzo, alcuni scienziati ipotizzano che tale campo magnetico fosse prodotto da grandi correnti elettriche circolanti, per milioni di anni, in un sistema di superconduttori usato come meccanismo di accumulo energetico. Tutta quell'energia viene consumata nell'unico segnale inviato verso quello che in seguito si sarebbe rivelato essere AMT-2.

Anomalia Magnetica di Tycho-2 Un oggetto identico, salvo che per le dimensioni, viene scoperto più tardi in orbita attorno a Giove, oppure su una luna di Saturno nel primo romanzo, anche se questa collocazione viene modificata in Giove nel seguito, 2010: Odissea due. L'oggetto viene chiamato «AMT-2», un termine che il libro definisce «doppiamente improprio»: non possiede alcun campo magnetico e si trova a milioni di miglia da Tycho. AMT-2 viene spesso soprannominato «Grande Fratello», a causa delle osservazioni di David Bowman sulle sue dimensioni maggiori. AMT-2 agisce come Portale Stellare e, in 2001, trasporta Dave Bowman attraverso la galassia; in 2010, riporta indietro la sua coscienza. In quell'occasione si duplica oltre un milione di volte per trasformare Giove in una stella. In seguito, AMT-2 diventa la dimora delle menti digitalizzate di Bowman e HAL e, presumibilmente, si sposta su Europa per sorvegliare l'evoluzione della vita su quella luna. In 2061: Odissea tre, viene lasciato intendere che AMT-2 sia il Monolito trovato disteso su un fianco su Europa, poiché ha le stesse dimensioni, 2 chilometri di lunghezza, e contiene le menti digitalizzate di Dave Bowman e HAL. Tuttavia, nessun personaggio lo chiama AMT-2 o Grande Fratello; viene invece ribattezzato «la Grande Muraglia». In 3001: Odissea finale, l'autore modifica la descrizione del Monolito europano, attribuendogli una lunghezza di 20 chilometri; perciò non è chiaro se AMT-2 abbia cambiato dimensioni o se si tratti in realtà di un Monolito diverso. In ogni caso, HAL e Bowman infettano quel Monolito con un virus informatico, dopo aver scoperto che i suoi superiori stanno inviando l'ordine di distruggere l'umanità. Come conseguenza del virus, AMT-0, AMT-1 e AMT-2, o la Grande Muraglia, scompaiono dal Sistema Solare.

Anomalia Magnetica di Tycho-0 Nell’anno 2513, il primo Monolito incontrato dai predecessori evolutivi preistorici dell'umanità, quello presente nel primo romanzo, viene ritrovato nella gola di Olduvai, sepolto in rocce antichissime, e riceve retroattivamente il nome di «TMA-0».

Altri Monoliti Oltre ai Monoliti contrassegnati con la sigla TMA, nella serie compaiono molti altri Monoliti. In due occasioni ne vengono generati milioni per un periodo limitato. La prima avviene in 2010: Odissea due, quando milioni di Monoliti vengono prodotti per trasformare Giove in una stella, poi chiamata Lucifero. La seconda si verifica in 3001: Odissea finale, quando milioni di Monoliti vengono generati per schermare sia la Terra sia Ganimede, ormai colonizzato dagli esseri umani, dalla luce della loro stella primaria, nel tentativo di distruggere l'umanità. Di seguito sono descritti altri Monoliti specifici.

La Grande Muraglia Nel romanzo 2061: Odissea tre viene trovato su Europa un grande Monolito disteso su un fianco. A causa della sua posizione orizzontale, viene soprannominato «la Grande Muraglia», in riferimento alla Grande Muraglia cinese. Si ritiene che stia sorvegliando gli Europani in modo analogo a quanto TMA-0 fece sulla Terra nel primo libro. Il romanzo 2061 lascia intendere che questo Monolito sia TMA-2, già apparso nel romanzo precedente, ma i personaggi non lo chiamano mai né TMA-2 né «Grande Fratello». Viene descritto come avente le stesse dimensioni di TMA-2 e come dimora delle menti digitalizzate di Bowman e HAL, proprio come TMA-2 alla fine del romanzo precedente. Tuttavia, in 3001, la descrizione della Grande Muraglia viene modificata e la sua lunghezza è indicata in 20 chilometri; non è quindi chiaro se questo Monolito sia effettivamente lo stesso TMA-2 oppure no. In 2061, Bowman e HAL spiegano che il Monolito fu rovesciato su un fianco, e forse danneggiato, dall'impatto del Monte Zeus, un enorme frammento di diamante proveniente dal nucleo di Giove, precipitato sulla superficie di Europa qualche tempo dopo la trasformazione di Giove in stella. In 3001, invece, il Monolito disteso su un fianco viene descritto come dotato di una funzione precisa: proteggere gli Europani in evoluzione. Arthur C. Clarke ammise di aver modificato alcuni concetti ogni volta che scriveva un nuovo seguito; per questo non è possibile conciliare pienamente TMA-2 e la Grande Muraglia.

Minilito Un piccolo Monolito appare davanti a Heywood Floyd in 2061, a bordo dell'astronave Galaxy. Floyd lo soprannomina «Minilito» a causa delle sue dimensioni ridotte rispetto agli altri Monoliti osservati. Alla fine del libro viene spiegato che Halman usò il Minilito per replicare la coscienza di Heywood Floyd, così da aiutarlo a scoprire il funzionamento dei Monoliti.

Monolito Superiore Nel romanzo 3001 si scopre che, all'inizio del XXII secolo, TMA-2 aveva trasmesso un rapporto sul proprio stato verso un punto situato a di distanza, e che solo ora sta ricevendo istruzioni in risposta. Sebbene non venga mai mostrato, si presume che si tratti di un altro Monolito, incaricato di sovrintendere ai Monoliti presenti nel Sistema Solare. In altre parole, TMA-2 stava riferendo al proprio Superiore.

Aspetto e capacità

In entrambi i film, tutti i Monoliti appaiono come solidi rettangolari neri, estremamente piatti e non riflettenti. Nel primo romanzo, invece, il Monolito della savana africana è trasparente e «non fu facile scorgerlo, tranne quando il Sole nascente scintillò sui suoi spigoli»; quando si attiva, però, diventa meno trasparente e viene descritto come un cristallo.