Palazzo Cotti di Brusasco è un palazzo storico di Torino, costruito agli inizi del Settecento per Giovanni Ottavio Cotti (conte di Brusasco e primo presidente della Camera dei Conti dello Stato Sabaudo) e abbellito successivamente dall'architetto Nicolis di Robilant, in via Scuole 5 (ora via Bligny), nel Quadrilatero Romano (quartiere Centro)https://digit.biblio.polito.it/372/1/1908_005.pdf.
Storia Il palazzo venne costruito nell'ambito del terzo ampliamento di Torino pianificato da Michelangelo Garove nel 1711 e poi concluso da Filippo Juvarra nel 1716 con i cosiddetti Quartieri Militari. La posizione degli edifici seguiva una gerarchia legata all'importanza dei loro proprietari: il palazzo fu destinato ad un nobile, ma in seconda fila, in una posizione arretrata, subito dietro alla piazza Savoia e prevedeva, oltre al piano nobile destinato alla famiglia, appartamenti da reddito ai piani alti, secondo il modello collaudato in città ed in particolare nel quartiere https://atlas.landscapefor.eu/category/secxviii/poi/16863-palazzo-cotti-di-brusasco/.
Venne quindi acquistato dall'avvocato Giovanni Ottavio Cotti, conte di Brusasco dal 1731 e Signore di Scalaro (frazione di Quincinetto) dal 1737, primo Presidente della Camera dei Conti dello Stato Sabaudo https://www.lambello.org/la-chiesa-romanica-di-san-pietro-gioiello-architettonico-di-brusasco/, destinata poi a diventare nel 1859 l'attuale Corte dei Conti https://www.facebook.com/groups/540304286125346/posts/649396568549450/. Il conte fece in seguito abbellire, secondo le guide della città, il palazzo dall'architetto Nicolis di Robilant https://www.mepiemont.net/torino_pala4.html. Fu anche sovrintendente all'amministrazione del Regio Ospizio di Carità all'interno della Giurisdizione Subalpina e lasciò, alla sua morte avvenuta nel 1768, un patrimonio di diciottomila lire all'Ospizio che lo ricordò con un busto che lo raffigura, commissionato allo scultore Giovanni Battista Bernero https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100025331.
L'immobile rimase della famiglia Cotti per diverse generazioni. Il primogenito di Giovanni Ottavio Cotti e Angela Maria Ferraris, Giovanni Antonio Ottavio, si unì in matrimonio con Orsola Gabriella Filippa della Martiniana ed ella diede alla luce, nel 1761, Giuseppe Luigi Cotti. Apprezzato musicista (il patrimonio delle sue musiche e 35 partiture delle opere messe in scena presso il Teatro Nazionale fu donato all’Accademia Filarmonica di Torino da Carlo Alessandro Luserna d’Angrogna, suo lontano successore), sperperò gran parte del capitale di famiglia https://www.giornalelavoce.it/news/blog/119847/il-conte-giacobino-luigi-cotti.html. Suo figlio Alessandro, avuto da Anna Paola Francesca Faussone di Clavesana, fu Ministro a San Pietroburgo ed estinse la casata morendo nel 1821 mentre si recava in missione a Costantinopoli prima di aver contratto matrimonio https://www.risvegliopopolare.it/giuseppe-luigi-cotti-conte-di-brusasco/.
Nel 1878 l'edificio passò in proprietà al conte Leonetto Ottolenghi, che fece fare alcuni interventi di abbellimento all'ingegnere Giovanni Angelo Reycend. Il conte Ottolenghi, esponente di una delle più famose e influenti famiglie astigiane, fu mecenate e collezionista https://www.studipiemontesi.it/il-museo-egizio-e-leonetto-ottolenghi/; sulla scia dell’interesse suscitato dalla costituzione del Museo Egizio di Torino, volle dotare il museo di Asti, all’epoca in palazzo Alfieri, di una sezione egizia, acquistando una rara tipologia di sarcofago femminile, con copricapo decorato da motivi floreali https://comune.biella.it/novita/la-mummia-femminile-di-asti-un-cold-case-dallantico-egitto/.
Palazzo Brusasco è stato restaurato dallo studio Archa nel 1974.
Descrizione Il palazzo ha imponente facciata barocca sovrastata da un balcone in marmo. L'androne, con pavimenti in marmo mosaicati, è ricco di fregi, e porta ad un cortile interno al quale si accede grazie ad un maestoso cancello in ferro battuto.
Nel 1822 il palazzo presentava ancora affreschi di Giovambattista Bagnasacco nelle sale degli appartamenti nobili. Una parte non indifferente del fascino dell'androne e del cortile è dovuta agli interventi del Reycend eseguiti nel 1878 per il proprietario Leonetto Ottolenghi, che hanno comportato abbellimenti esterni e interni (ad esempio il pozzo nel cortile).
Note
Bibliografia Giuseppe Bonino, Palazzi Barocchi a Torino. Architetti, famiglie, vicende, Tipografia Saviglianese, 2025.
Collegamenti esterni Palazzo Cotti di Brusasco, via Bligny 5 -Torino, Carlo Bonicatto
Cotti di Brusasco