La torre civica di Pontecurone è una torre medievale situata nel comune di Pontecurone, in provincia di Alessandria.
Storia Il borgo di Pontecurone è di origine romana ed era noto anticamente come Pons Curionis; la sua prima attestazione risale al 958, quando è citato in un diploma di Ottone I di Sassonia che ne confermava il possesso al monastero di San Pietro in Ciel d'Oro. Successivamente venne donato ai vescovi di Tortona, cosa che venne confermata anche nel 1083.
Nel 1392, quando Tortona passò alla famiglia Visconti, Gian Galeazzo fece rafforzare il già presente castello a Pontecurone ed edificare la torre, anche se secondo altre ricostruzioni essa sarebbe un avanzo del castello duecentesco. Successivamente, nel 1432, Filippo Maria Visconti concesse il luogo agli Isnardi, ai quali seguirono diverse altre casate, tra cui i Moroni e gli Spinola.
Originariamente la torre si trovava inserita nel complesso delle fortificazioni del borgo, insieme alla cinta muraria, al castello e alla chiesa parrocchiale di San Giovanni, fino al suo crollo nel 1814. Già dal Medioevo la torre era dotata di campana e svolgeva funzioni civiche, tra le quali il richiamo per le convocazioni, la segnalazione di allarmi, il coprifuoco, le ricorrenze e le visite di personalità religiose e politiche.
Durante il Seicento venne dotata di orologio, che nei secoli successivi venne collegato meccanicamente alla campana; negli anni settanta del Novecento gli orologi divennero quattro, uno per lato della torre.
Descrizione Resto delle originarie fortificazioni di Pontecurone, la torre si presenta con i mattoni a vista e sorge nella piazza principale del borgo, nel punto di intersezione dell'originario impianto urbano romano.
La torre è alta 31,32 metri, dei quali 27,20 metri fino alla gronda, a cui si aggiungono 4,12 metri di tetto e torretta; la sua base è quadrata e misura 5,9 metri per lato. Originariamente la struttura terminava con tre merli per ogni lato, probabilmente a coda di rondine, che vennero squadrati per permettere di appoggiarvi sopra una copertura, sopra la quale venne poi costruita la torretta che ospita campana, parafulmine e portabandiera.
Nella parte più bassa si trova una camera buia e umida, utilizzata storicamente come prigione del borgo per detenervi i prigionieri in attesa di giudizio.
Note
Bibliografia
Pontecurone Categoria:Architetture di Pontecurone