I magazzini del sale sono due magazzini realizzati su progetto di Pier Luigi Nervi e situati a Tortona, in provincia di Alessandria.

Storia Nel secondo dopoguerra l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato avviò un programma volto al ripristino e all'ampliamento delle sue strutture, in buona parte distrutte o danneggiate dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale. Tra questi interventi ci fu anche quello sull'area industriale di circa 100.000 m² dove in precedenza si trovava la sede della Società A.L.F.A., acronimo di Anonima Ligure Forniture Acciai, che aveva subito vari danneggiamenti nel corso del 1944.

La costruzione dei due fabbricati per lo stoccaggio del sale venne commissionata a Nervi nel 1949, nell'ottica di una più ampia riconversione e ricostruzione dell'area, che coinvolse edifici del primo ventennio del Novecento e vari corpi di fabbrica successivi. I due capannoni vennero progettati nel 1949 e la loro costruzione avvenne tra il 1950 e il 1951, per poi essere adibiti, a partire dal 1954, a magazzino per sali e tabacchi.

I due capannoni parabolici sono tra le opere più rilevanti dell'intero complesso e vengono considerati, per la forma, eredi diretti delle aviorimesse dell'aeroporto di Orvieto e dell'idroscalo di Orbetello, anch'esse progettate da Nervi e andate entrambe distrutte nel 1944.

Dopo anni di disuso, nel 1995 furono eseguiti alcuni scavi di sondaggio per verificare le condizioni dei plinti e delle strutture di appoggio, con i primi che risultarono generalmente in buono stato di conservazione, al contrario dei piedritti di raccordo, che mostravano un forte degrado, con fenomeni di carbonatazione e rigonfiamenti dovuti all'aggressione chimica del cloruro di sodio; anche la volta presentava problemi simili, con evidente carbonatazione, fessurazione ed espulsione di materiale, che aveva esposto i ferri agli agenti atmosferici.

Al 2019 il complesso risultava avvolto da fitta vegetazione e in stato degradato, con la chiusura di alcuni finestroni, la distruzione della struttura che in origine univa i due capannoni e l'apertura di due accessi che in origine erano chiusi.

Descrizione I due edifici, realizzati in cemento armato gettato in opera, sono praticamente gemelli e si presentano come due capannoni rettangolari lunghi rispettivamente circa 100 e 130 metri per 25 metri di larghezza e alti 12,85 metri in chiave, sormontati da un lanternino volto a illuminare i nastri trasportatori del sale; entrambi sono inoltre coperti con una sezione parabolica sormontata da un lucernario e rivestimento esterno metallico.

I due edifici si differenziano per caratteristiche minime, tra le quali la lunghezza, la disposizione dell'attuale porta d'accesso, il numero di pensiline esterne e la chiusura perimetrale posteriore.

All'esterno alcune pensiline fungevano da riparo per i convogli ferroviari durante le operazioni di carico e scarico del sale, mentre l'interno è scandito dal susseguirsi di costoloni parabolici, sui quali poggia una maglia modulare di tavelloni prefabbricati. La copertura, impostata a 4,72 m da terra, si sviluppa fino al lanternino superiore ed è composta con nervature incrociate a quarantacinque gradi, così da indirizzare i carichi verso gli archi e irrigidire la struttura.

Dal punto di vista statico, gli edifici sono formati da una serie di portali parabolici che scaricano a terra tramite plinti di fondazione in cemento armato, inclinati rispetto al piano della campagna. La forma parabolica era legata alla funzione produttiva del complesso, in quanto garantiva un grande spazio interno senza necessità di sostegni intermedi, oltre a richiamare la forma dei cumuli di sale che gli edifici contenevano; anche il pavimento, rivestito in mattoni, era pensato per rispondere alle esigenze produttive, presentando una sezione a schiena d'asino necessaria per favorire il deflusso dell'acqua nel processo di asciugatura del sale.

Note

Bibliografia

Categoria:Architetture di Tortona Categoria:Architetture di Pier Luigi Nervi