Borgo Città Nuova è un complesso urbano situato nel quartiere Pista di Alessandria, realizzato su progetto di Léon Krier e Gabriele Tagliaventi.

Storia e descrizione Il complesso, commissionato da una società privata, venne realizzato tra il 1995 e il 2002 per riqualificare l'area precedentemente occupata dai capannoni dell'azienda OLVA di Alessandria, e venne promosso nel 1998 come il primo grande intervento di rinascimento urbano con una conferenza internazionale e l'apertura di una mostra, in quanto nelle intenzioni dei progettisti si trattava di un'opera-manifesto del movimento del New Urbanism.

Come da tradizione del New Urbanism, l'obiettivo dell'opera era quello di contrapporre la tradizione architettonica vernacolare ai modelli di sviluppo urbano della seconda metà del Novecento, con il nuovo quartiere che venne concepito come un borgo stratificato in maniera artificiale che tentava di sincretizzare il linguaggio architettonico dello sviluppo urbano della seconda metà del Novecento con l'esistente tessuto cittadino.

Il progetto interessò un lotto di circa un ettaro e fu impostato attorno alla creazione di una piazza centrale nel quartiere Pista, integrandovi la chiesa della Madonna del Suffragio, alla quale fu aggiunto un campanile; inoltre, il progetto comprendeva 2.500 m² di spazi pubblici pavimentati, 6.000 m² di residenze, 2.000 m² di uffici, 1.000 m² di negozi, 500 m² destinati a funzioni bancarie e 300 posti auto interrati.

Il complesso, una volta completato, risulta formato da sette edifici separati tra loro, il più alto dei quali di sette piani, organizzati in quattro isolati, con nuove strade, affiancate da portici e spazi commerciali di diverse metrature, che tagliano diagonalmente gli isolati. Caratteristici del quartiere sono l'utilizzo negli spazi aperti degli elementi architettonici della tradizione architettonica alessandrina e la sua vocazione mista, con la funzione residenziale affiancata da quella commerciale e bancaria, con l'obiettivo di garantire vitalità alla zona. I portali sono arricchiti dall'uso del bugnato, soluzione adottata per garantire continuità al fronte urbano in rapporto con le palazzine adiacenti.

I vari elementi edilizi, che si presentano di dimensioni e forme variabili, sono interrotti da cortili e giardini murati; gli appartamenti risultano orientati in più direzioni con l'obiettivo di favorire illuminazione e ventilazione naturali, mentre i piani superiori sono coronati da logge aperte, pergolati, terrazze e belvederi. L'accesso al borgo è inoltre segnato da una colonna isolata di ordine dorico, posta in asse con l'ingresso alla banca, pensata come "monumento" all'intervento storico ed edilizio.

Il nuovo settore urbano è stato interpretato come estraneo al contesto del quartiere Pista, tradizionalmente caratterizzato dallo stile architettonico dei primi decenni del Novecento, con Borgo Città Nuova che restituisce l'effetto di una scenografia urbana, con assi convergenti, piccole piazze, bassi loggiati e cortili interni dall'effetto illusionistico e straniante.

Note

Bibliografia

Categoria:Architetture di Alessandria Categoria:Architetture di Léon Krier Categoria:Architetture di Gabriele Tagliaventi Categoria:Neourbanesimo