La liberazione di Milano dell'aprile 1945 fu l'insieme degli scioperi, delle occupazioni e delle azioni armate che portarono alla liberazione della città di Milano dall'occupazione tedesca e dalle autorità della Repubblica Sociale Italiana tra il 24 e il 29 aprile 1945.
L'episodio ebbe rilievo nazionale perché Milano era sede del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI); dalla città, il 25 aprile, partì l'ordine di insurrezione generale nei territori dell'Italia settentrionale ancora occupati dai nazifascisti. Il 25 aprile fu quindi assunto nel dopoguerra come data simbolica della Liberazione nazionale e divenne l'Anniversario della liberazione d'Italia.
Contesto
Dopo l'armistizio di Cassibile, la città di Milano fu occupata dalle forze tedesche e divenne uno dei principali centri politici e militari della Repubblica Sociale Italiana; nella stessa città operarono il CLNAI, presieduto da Alfredo Pizzoni, e dal giugno 1944 il comando del Corpo volontari della libertà. A Milano erano attivi anche Gruppi di Azione Patriottica, Squadre di Azione Patriottica, comitati di fabbrica, Gruppi di difesa della donna e organizzazioni antifasciste clandestine, in un quadro segnato dagli scioperi operai del 1943 e del 1944 e dall'attività partigiana urbana.
Il 29 marzo 1945 il CLNAI costituì per Milano un comitato esecutivo insurrezionale composto da Luigi Longo, con Emilio Sereni come supplente, per il Partito Comunista Italiano, da Sandro Pertini per il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria e da Leo Valiani, con Egidio Liberti come supplente, per il Partito d'Azione. I piani predisposti dal Comando piazza milanese prevedevano il coordinamento tra formazioni militari e strutture civili, l'attacco ai presidi nazifascisti, la difesa degli impianti industriali e il mantenimento dell'ordine pubblico durante la fase finale dell'insurrezione.
Svolgimento
I primi scontri si ebbero nella mattina del 24 aprile 1945 nella zona di Niguarda, dove un combattimento tra partigiani della 110ª brigata Garibaldi e militi fascisti si estese progressivamente al quartiere. Nello stesso pomeriggio morì Gina Galeotti Bianchi, militante comunista dei Gruppi di difesa della donna, indicata dalle fonti sulla Resistenza milanese come prima caduta dell'insurrezione cittadina. Quasi contemporaneamente Valiani, Pertini e Sereni diramarono, in nome del Comitato insurrezionale, l'ordine di sciopero generale a partire dalle ore 13 del 25 aprile.
La mattina del 25 aprile il CLNAI si riunì alle ore 8 nel collegio dei Salesiani di via Copernico; nella riunione nominò Rodolfo Morandi alla presidenza, approvò la proclamazione dell'insurrezione ed emanò il decreto di assunzione di tutti i poteri da parte dei comitati di liberazione. All'incirca alla stessa ora si riunì il comando generale del Corpo volontari della libertà presso il convento delle suore della Riparazione in corso di Porta Magenta 79; il Comando piazza stabilì provvisoriamente la propria sede operativa nel commissariato di via Carlo Poma. Tra mezzogiorno e il primo pomeriggio le principali fabbriche milanesi furono occupate dai partigiani, che respinsero attacchi alla Motomeccanica, al deposito ATM di viale Molise, alla CGE e alla OM.
Nel pomeriggio del 25 aprile furono occupate le sedi del Corriere della Sera e del Popolo d'Italia in piazza Cavour; gli impianti tipografici vennero usati per stampare le edizioni insurrezionali de l'Unità, dell'Avanti! e di Italia libera. Alle ore 17, attraverso la mediazione del cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, Benito Mussolini incontrò i rappresentanti del CLNAI in Arcivescovado; dopo avere chiesto una sospensione delle trattative, si recò in Prefettura e lasciò Milano in serata in direzione di Como.
Nella serata del 25 aprile Valiani scrisse l'ordine di insurrezione destinato alla Guardia di Finanza, affidandone la trasmissione al colonnello Alfredo Malgeri. All'alba del 26 aprile il reggimento della Guardia di Finanza uscì dalla caserma "5 Giornate" di via Melchiorre Gioia; dopo brevi scontri con elementi della Decima MAS e delle Brigate nere, prese possesso del palazzo del Governo in corso Monforte, del palazzo della Provincia, dell'edificio dell'EIAR, del comando militare repubblicano e di Palazzo Marino. Alle ore 8 del 26 aprile Malgeri annunciò alla città l'avvenuta liberazione facendo suonare le sirene del posto centrale di avvistamento aereo; poco dopo Riccardo Lombardi assunse la carica di prefetto e Antonio Greppi quella di sindaco.
Tra il 27 e il 29 aprile giunsero in città le formazioni partigiane provenienti dal Oltrepò Pavese, dalla Valsesia e dalla Val d'Ossola, mentre gli ultimi presidi nazifascisti si arresero al collegio dei Martinitt, alla Casa dello studente, all'Albergo Regina & Metropoli e alla caserma dell'aeronautica di piazza Novelli. Il 28 aprile entrarono da viale Certosa le brigate valsesiane di Cino Moscatelli; nello stesso pomeriggio Moscatelli, Longo e Pertini tennero un comizio in piazza del Duomo. Nella mattina del 29 aprile entrarono a Milano le prime avanguardie della V Armata statunitense; in serata il colonnello Charles Poletti, commissario per la Lombardia del Governo Militare Alleato, fu ricevuto in Prefettura.
Conseguenze
La liberazione di Milano precedette l'arrivo delle principali forze alleate e consolidò il ruolo politico del CLNAI nella transizione dell'Italia settentrionale. Nei giorni successivi riaprirono negozi, ripresero a circolare mezzi pubblici e furono riattivati gas ed energia elettrica; alcuni combattimenti proseguirono tuttavia localmente fino alla resa tedesca in Italia, firmata il 29 aprile e divenuta operativa il 2 maggio 1945. Il 6 maggio 1945 si svolse a Milano la parata della Vittoria del Corpo volontari della libertà, guidata dal gruppo dirigente del comando generale del CVL.
Il 25 aprile, giorno della proclamazione dell'insurrezione generale da Milano, fu assunto nel dopoguerra come data simbolica della Liberazione nazionale e divenne l'Anniversario della liberazione d'Italia. Milano venne insignita della Medaglia d'oro al valor militare per il Risorgimento e per la Liberazione, a riconoscimento del ruolo avuto nella storia nazionale e nella Resistenza.
Note
Bibliografia Fonti
Approfondimenti
Voci correlate Anniversario della liberazione d'Italia Arrendersi o perire! Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia Corpo volontari della libertà Guerra civile in Italia (1943-1945) Guerra di liberazione italiana Offensiva della primavera 1945 sul fronte italiano Resistenza italiana
Collegamenti esterni
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