Amico dell'Ottimo sono definiti sia l'autore anonimo di un commento trecentesco alla Divina Commedia di Dante Alighieri, diverso da quello noto come "Ottimo" ma che in parte ne condivide testo e sua tradizione, sia il Commento stesso.

Introduzione: l'Ottimo Commento LOttimo Commento è ritenuto uno dei più importanti e precoci apparati esegetici trecenteschi alla Commedia di Dante Alighieri. L'opera, anonima, fu composta da un autore sulla cui identità si è fortemente dibattuto, pressoché contemporaneo del poeta, ed è generalmente databile al quarto decennio del XIV secolo.

Per tale ragione, lOttimo è anche correntemente considerato il primo Commento fiorentino alla Commedia.

L'appellativo di "Ottimo" è attestato dall'Accademia della Crusca e poi «codificat[o]» nel 1827 «dal primo [...] editore, il Torri»; viene indi usato dalla bibliografia sia per designare l'esegesi comunemente nota come “Ottimo Commento alla Commedia” sia, per estensione, l'anonimo autore, indicato nelle schede moderne appunto anche come “l'Ottimo”.Anche la scheda OEC dell'edizione critica lo registra tra i nomi alternativi dell'autore:

Autore L'autore, anonimo, viene correntemente definito, nelle schede bibliografiche, "Amico dellOttimo".

La denominazione bivalente per autore e opera deriva dal commento 'maggiore', lOttimo: PernaCiro Perna prima di essere professore associato di Letteratura italiana all'Università della Campania "Luigi Vanvitelli" era stato Ricercatore presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" ed era coinvolto nel progetto IDP-Illuminated Dante Project; aveva svolto attività di ricerca e insegnamento in più università nazionali e internazionali, confluite in saggi e monografie su Dante e la ricezione della Commedia specie nei primi secoli: ; ; dichiara. che, tralasciando la ormai superata definizione «terza redazione» di matrice vandelliana, non più utilizzabile a fronte degli accertamenti sullo «status» del commento, ha tratto la soluzione individuabile per l'identificazione, e in seguito per la titolazione editoriale, Chiose sopra la Comedia dalla rubrica proemiale del manoscritto "New York, Morgan Library & Museum, M 676": «Cominciano le chiose sopra la Comedia di Dante Alleghieri tracte da diversi ghiosatori».

Similmente, la denominazione attribuita all'autore è fissata dalla critica moderna: Perna. ne attribuisce l'avvio da un proprio studio e da uno coevo di Vittorio Celotto.Vittorio Celotto è Professore di "Filologia della Letteratura Italiana" presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II: . Al momento della pubblicazione dell'edizione dellOttimo era Ricercatore presso la stessa Università e autore di saggi dedicati a Dante, alla poesia comica medioevale e ai commenti antichi alla Commedia:

Lo stesso Perna, nel proprio contributo che è alla base della individuazione moderna dell'"Amico dellOttimo". come corpus distinto dallOttimo, e già anticipato da altri suoi,; ; ; ; tratteggia un quadro delle referenze e della fisionomia dell'Autore quale intellettuale raffinato, che rivelerebbe conoscenza non soltanto di Dante e delle sue opere, comprese la Monarchia e il Convivio, ma «delle fonti bibliche e classiche» da quegli usate, tanto da fargli concludere che sia «evidente che ci troviamo di fronte ad un uomo di cultura, ad un lettore attento e, perché no, appassionato dell'opera dantesca, ad un sofisticato esegeta»..

La formulazione "Amico dell'Ottimo" adotta, per analogia, un modello attributivo convenzionale già usato nella filologia italiana per autori anonimi, come nel caso dell'"Amico di Dante" che Gianfranco Contini riprese dalle arti figurative; in particolare vol.II pp. 693-709 non indica quindi un nome medievale attestato, ma una designazione critica moderna fondata sulla prossimità del commentatore all'ambiente e alla tradizione dellOttimo Commento.

Perna ne spiega i passaggi logici in una serie di suoi lavori, tra cui quelli in cui proponeva uno stemma codicum per le Chiose dell'"Amico" alle tre cantiche, Purgatorio, Paradiso, Inferno, quest'ultimo con una definitiva rappresentazione genealogica dei codici e sicché illuminando anche le relazioni fra i quattro testimoni delle glosse.

Tradizione manoscritta L'inquadramento critico dellAmico dell'Ottimo si colloca sullo sfondo della più ampia revisione della tradizione, a sua volta, dellOttimo Commento, nella quale l'ipotesi di redazioni d'autore multiple è stata ridimensionata a favore di una tradizione ricondotta a una versione originaria unica.

La prima trasmissione delle Chiose dell'Amico dellOttimo dipende da tre testimoni completi: il "New York, Morgan Library & Museum, M676", il "Bibl. Apostolica Vaticana, Barber. Latino 4103", il "Bibl. Apostolica Vaticana Vatic. Latino 3201", cui se ne aggiunge uno, parziale perché contiene Chiose relative solo ad alcuni canti dellInferno: il "Paris, Bibliothèque Nationale de France, Fonds Italien 70".; Essi sono essenzialmente i primi testimoni conosciuti, e «apografi»: . Per la nozione di "apografo": Una valutazione di tali fonti è presentata nel paragrafo sull'Edizione critica.

Codice "New York, Pierpont Morgan Library, M 676" ʍ Il codice con segnatura "M676" custodito nel Morgan Library & Museum, struttura che comprende Biblioteca e Museo di New York: il manoscritto consiste in 127 fogli ed è stato realizzato e miniato a Firenze tra il 1345 e il 1355, la scrittura è gotica antica e semicorsiva notarile. Fu acquisito dal collezionista J.P. Morgan nel 1923 dalla casa antiquaria dei librai e editori inglesi Quaritch che a loro volta lo avevano comprato tre anni prima da Thomas Hobart Llewellyn, terzo barone Mostyn (1856-1929);. era appartenuto nel XV sec. a Ferdinando I di Napoli come parte del patrimonio della "Biblioteca aragonese":. secondo Perna non è ben documentato il percorso del documento sino alla biblioteca napoletana né quelli successivi,. ma fu del bibliofilo Celio Calcagnini nella prima metà del XVI sec. secondo Azzetta e come registra l'Archivio digitale della cultura medievale Mirabile, mentre ne è attestata la cessione in dono, nel 1702, dal medico e docente ferrarese Giuseppe Antonio Testa a Girolamo Baruffaldi.

Secondo lo stemma codicum proposto da Ciro Perna,. ambedue i codici "M676" della Morgan Library e «il Barb. Lat. 4103 (BA) con il suo descriptus, il Vat. Lat. 3201 (VA), entrambi della Biblioteca Apostolica Vaticana» derivano, pur in maniera tra loro non dipendente, da un comune antigrafo di identità sconosciuta.

Poiché risalente al «quarto o quinto decennio del XIV secolo», il codice "New York, Pierpont Morgan Library, M 676" viene considerato il «testimone più antico» delle Chiose dell'"Amico".

La datazione delle Chiose Proprio alla datazione di tale fonte è connesso linquadramento cronologico delle chiose dell'Amico dellOttimo, che nelle schede bibliografiche. sono fatte risalire genericamente al XIV sec., altresì tenendo presente la presumibile datazione al «quarto o quinto decennio del [...] secolo» del manoscritto più antico che le veicola. Ugualmente di matrice editoriale è l'indicazione di appartenenza al più stretto periodo tra il 1337 e il 1341.

Andrea Lancia La rilevanza del manoscritto si interseca con l'ambito più ampio della questione attributiva di codici ed esegesi della Commedia.

Per più di due secoli, a partire dagli studi settecenteschi, la critica, come riassunto anche nella relativa voce nell'"Enciclopedia Dantesca" "Treccani" del 1970, ha ritenuto che autore. dellOttimo Commento fosse Andrea Lancia, notaio fiorentino, diplomatico, copista, letterato, conoscente di Boccaccio con cui ebbe a condividere studi danteschi, volgarizzatore dal latino e appassionato di letture, studi e commenti sulle opere di Dante.

Spunti risolutivi del problema dell'identificazione autoriale sono stati però offerti dall'indagine filologica: Gabriella Pomaro in ha identificato per prima la mano del Lancia in una serie di codici danteschi (tra cui la parte iniziale del Morgan M.676); tale intuizione è stata poi accolta, sviluppata e definitivamente precisata da Luca Azzetta,Precedentemente ricercatore, quindi professore associato dal 2020 di "Filologia della Letteratura Italiana" presso l'Università degli Studi di Firenze , Azzetta è correntemente membro del Consiglio Direttivo del "Centro Pio Rajna per la ricerca linguistica, filologica e letteraria": . È, inoltre, condirettore del periodico «Rivista di Studi danteschi» che ha dimostrato come anche l'attribuzione dellOttimo Commento a Lancia presenti ostacoli filologici insuperabili.

L'indagine codicologica ha infatti ridimensionato nella sola copiatura, ma di autografia confermata,. del manoscritto in l'apporto di Lancia, del quale vengono peraltro riconosciuti sia l'interesse per le opere di Dante e in particolare la Commedia, di cui ricopiò il testo in almeno quattro manoscritti., sia una certa attenzione nella gestione del materiale commentario.

Gli studiosi si sono giovati anche di esame paleografico comparativo per l'attribuzione alla mano di Lancia, utilizzando il frammento della Commedia nei ff. 127-128 del manoscritto conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze con segnatura "Conventi Soppressi H.VIII.1012"..

Ancora a testimonianza dell'attenzione esegetica da parte di Lancia, Azzetta nota un'altra precauzione da accreditargli, nel caso specifico quanto al suo utilizzo, nel commento dantesco, dei prediletti materiali afferenti alla 'galassia' bambaglioliana, quando rileva che il complesso oggi noto come Chiose Selmi si ritrova, sì, «in alcuni testimoni», in glosse interpolate nel volgarizzamento del commento latino bambaglioliano ma che è altresì dettaglio importante che non sia invece utilizzato nelle Chiose alla Commedia di Lancia,. e, al riguardo ancora, che inoltre fa parte delle evolute abilità filologiche di Lancia pure l'utilizzo di [manoscritti] che riflettevano «lo stato originario corrispondente al testo latino di Graziolo».

Codice "Barber. Latino 4103" ʍ Il codice "Barber. Latino 4103" è un manoscritto su supporto membranaceo/cartaceo risalente, secondo Andrea Mazzucchi,Mazzucchi è professore ordinario di "Filologia della Letteratura Italiana" presso l'Università di Napoli "Federico II" e vicepresidente del "Centro Pio Rajna per la ricerca linguistica, filologica e letteraria", oltre che autore di studi sull'esegesi antica della Commedia e problemi attributivi e membro della Commissione scientifica preposta all'Edizione nazionale dei commenti danteschi: ; alla seconda metà del sec. XIV e vergato da più mani principali: una in semigotica, un'altra più recente che aggiunge alcune postille marginali; una terza per la maggior parte del commento.

È conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana,; con la segnatura "Barb.Lat.4103", mentre nell'OPAC è "Vat.lat.4103".

Il "Barberiniano Latino 4103" veicola materiali diversi, che rappresentano una stratificazione esegetica complessa: accanto a quelli ricondotti alla tradizione dell'Amico dellOttimo, Perna ha isolato e studiato un diverso nucleo di glosse, indicato come “chiose B”, rilevante per la circolazione meridionale della Commedia e della sua esegesi.

Codice "Bibl. Apostolica Vaticana Vatic. Latino 3201" ʍ Il codice "Bibl. Apostolica Vaticana Vatic. Latino 3201" è conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Come riflesso nella voce dell'"Enciclopedia Dantesca" "Treccani" del 1970, viene correntemente considerato descriptus, copiato, «anche se attraverso probabili anelli intermedi», dal «Vat. Barb. 4103» (ovvero il "Barber. Latino 4103").

Codice "Paris, Bibliothèque Nationale de France, Fonds Italien 70" ʍ Il codice "Paris, Bibliothèque Nationale de France, Fonds Italien 70" ha avuto segnature diverse a seconda dei cataloghi di appartenenza; l'ultima, attribuita dalla Biblioteca nazionale di Francia,I server della BNF (Bibliothèque Nationale de France) sono in aggiornamento da giugno 2026 sino a fine d'anno: .