La Bottega d'Erasmo è un edificio situato a Torino, in via Gaudenzio Ferrari n. 9-11 (quartiere Centro), progettato da Roberto Gabetti e Aimaro Isola con Guido Drocco.

Storia Progettato nel 1953 e realizzato tra quell'anno e il 1956 su commissione del libraio Angelo Barrera, l'edificio nelle intenzioni del committente e dei progettisti era destinato a ospitare una libreria antiquaria e alcuni appartamenti. Sorto su un lotto posto in prossimità della Mole Antonelliana e intercluso tra altri edifici che avevano subito danneggiamenti durante i bombardamenti, l'edificio si inserì nel contesto della Torino post-bellica assumendo un ruolo centrale nel dibattito del movimento architettonico italiano della seconda metà del XX secolo.

La Bottega d'Erasmo già durante la sua realizzazione suscitò clamore per la sua presa di distanza dalla tradizione del Movimento Moderno e del razionalismo attraverso il recupero di riferimenti architettonici legati alla cultura di inizio Novecento della città. A seguito della pubblicazione dell'opera sulla rivista Casabella nel 1957, l'eco della stessa arrivò a coinvolgere anche la stampa internazionale, che vide nell'edificio un elemento di discontinuità all'interno dell'architettura italiana; inoltre, il dibattito nato dall'edificio fu in buona parte dedicato alla definizione di neoliberty e del ritorno del concetto di decoro urbano legato all'estetica delle facciate degli edifici delle città.

Descrizione Dal punto di vista funzionale, l'edificio aveva al piano interrato, al seminterrato e nel piano rialzato la libreria, mentre il primo e il secondo piano erano destinati all'uso residenziale con le due funzioni mantenute distinte dalle diverse soluzioni di distribuzione verticale degli elementi architettonici. Inserito nel contesto del centro storico di Torino, l'edificio è stato progettato per rispettare l'allineamento dei fronti edilizi su strada e le altezze degli edifici a lui adiacenti con una rielaborazione autonoma dei materiali tradizionali utilizzati nel contesto urbano, tra i quali il laterizio e la pietra di Luserna.

La facciata su strada è impostata secondo una lettura tripartita divisa tra il basamento in pietra, il corpo centrale e il coronamento dell'edificio — originariamente in eternit —, con il prospetto che si presenta con una superficie compatta, scandita da serrate fasce verticali e non modulari che ripartiscono le aperture e alternano le porzioni in laterizio a vista con le finestre a tutt'altezza e i loro parapetti in pietra. L'attacco a terra è invece caratterizzato da una fascia orizzontale in pietra di Luserna nella quale sono inserite le aperture a ziggurat per l'aerazione del piano sotterraneo.

Nelle fasce laterali del prospetto sono ospitati l'ingresso della libreria e quello delle residenze, con quest'ultimo che è affiancato da una rampa di scale che porta verso il magazzino sotterraneo. La struttura si presenta con pilastri in cemento armato che consentono l'apertura di finestre a tutta altezza, che hanno l'obiettivo di garantire la migliore illuminazione possibile agli ambienti interni; dal piano di facciata invece sporgono dei piccoli balconi triangolari e dei bovindi. Sul fronte interno si aprono delle logge continue con archi ribassati.

Anche gli arredi della libreria furono disegnati dagli architetti che progettarono l'edificio.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

Categoria:Palazzi di Torino Categoria:Architetture di Roberto Gabetti Categoria:Architetture di Aimaro Isola