La chiesa dei Santi Pietro e Paolo è la parrocchiale di Azzano Mella, in provincia e diocesi di Brescia.; fa parte della zona pastorale di Bagnolo Mella.
Storia Forse, l'orignaria chiesa di Azzano sorse tra i secoli VII e VIII, per poi aumentare di importanza verosimilmente verso l'XI secolo.
La prima citazione della pieve di San Pietro è contenuta nella bolla di papa Alessandro III recante la data 3 agosto 1173, da cui si apprende che essa aveva, tra le sue filiali, la cappella di Pievedizio.
Con una secondo documento, risalente al 1177, il medesimo pontefice confermò l'autonomia della pieve azzanese dal monastero di Provaglio, retto dai monaci cluniacensi.
Il declino della pieve iniziò contestualmente alla peste del 1348; agli inizi del Cinquecento il beneficio parrocchiale, a causa dell'incuria in cui versava, fu aggregato ai possedimenti dell'Ospedale Maggiore di Brescia.
La nuova chiesa barocca venne costruita su progetto dell'architetto Antonio Corbellini nel 1734 e cinque anni dopo i fratelli Carlo e Giorgio Corbellini provvidero alla realizzazione delle decorazioni.
Negli anni settanta si procedette all'esecuzione dell'adeguamento liturgico mediante l'aggiunta dell'altare rivolto verso l'assemblea; nel 1986 e nel 1992 furono condotti due restauri che interessarono rispettivamente il tetto e le decorazioni della chiesa.
Descrizione
Facciata La facciata della chiesa, rivolta a nordovest e abbellita da un fregio composto da metope e triglifi, è suddivisa da una cornice marcapiano in due registri, entrambi scanditi da quattro lesene; quello inferiore, più largo, presenta centralmente il portale d'ingresso timpanato, mentre quello superiore è caratterizzato da una finestra e coronata dal frontone curvilineo.
Vicino alla parrocchiale si erge su un alto basamento a scarpa il campanile a pianta quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora a tutto sesto affiancata da doppie lesene ed è coronata da una balaustra.
Interno L'interno dell'edificio si compone di un'unica navata, sulla quale si affacciano le cappelle laterali e le cui pareti sono scandite da lesene e semicolonne terminanti con capitelli corinzi e sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante, sopra la quale si impostano le volte a vela; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di alcuni gradini, ospitante l'altare maggiore e chiuso dall'abside smussata.
Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali l'organo, costruito nel 1906 dalla ditta Pedrini, la tela ritraente il Martirio dei Santi Pietro e Paolo, dipinta dal veronese Rotari nel XVIII secolo, e la pala avente come soggetto la Madonna con il Bambino tra gli Angeli ed i Santi Giovanni Battista e Francesco, attribuita inizialmente a Palma il Giovane ma poi ricondotta a Francesco Giugno.
Note
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