Non dirmi che hai paura (Samia) è un film del 2024 diretto da Yasemin Şamdereli in collaborazione con Deka Mohamed Osman.
Il soggetto è tratto dal romanzo omonimo di Giuseppe Catozzella, edito da Feltrinelli nel 2014 e vincitore del Premio Strega Giovani e finalista al Premio Strega.
Trama La protagonista è la giovane Samia, che vive a Bondere nella periferia di Mogadiscio, capitale della Somalia. Il suo talento è la corsa, che pratica in ogni occasione e con immensa passione sin da piccola.
A 9 anni si trova coinvolta nella guerra civile che dal 1991 dilania la Somalia: nonostante le difficoltà, la mancanza di mezzi e il continuo ostacolo delle bande armate che soffocano ogni forma di liberta, soprattutto femminile, Samia continua ad accresce la propria passione riuscendo ad allenarsi di nascosto, spesso di notte, nei pochi spazi liberi da un controllo spietato, coadiuvata dal padre e soprattutto dall'amico Alì.
All'età di 17 anni, dopo le vittorie ad alcune gare importanti nel proprio paese, viene scelta per rappresentare la Somalia alle Olimpiadi di Pechino del 2008 nella specialità dei 200 metri femminile. Nonostante si classifichi ultima nella competizione viene comunque acclamata dal pubblico: il fatto che abbia partecipato alla gara senza indossare il velo attira su di lei e sulla sua famiglia la minaccia di ritorsione da parte del governo somalo e delle bande armate. L'amico Alì che ricompare all'improvviso dopoché si era trasferito altrove, tempo prima, con la famiglia, e che le confessa di essersi unito alle milizie armate, le rivela di essere in pericolo così come tutti i suoi congiunti se fosse rimasta in Somalia, in nome della vecchia amicia mai dimenticata le lascia il denaro necessario per la fuga in Europa. Samia decide di partire affidandosi ai trafficanti di migranti, dopo aver attraversato il deserto viene catturata e finisce in una prigione libica e soltanto con un ulteriore esborso di denaro da parte della famiglia riesce a completare il viaggio sino alla costa libica per imbarcarsi su una delle tante carrette del mare per poter raggiungere l'Italia ma il sogno termina tragicamente durante la traversata. Il film si conclude con le immagini, tratte dalle registrazioni televisive, della giovane atleta somala Samia Yusuf Omar che partecipò alle Olimpiadi del 2008.
Accoglienza Critica «Nell’adattamento di Yasemin Şamdereli (..) la vicenda si arricchisce di un personaggio, Ali, l’amico che l’allena e la sostiene. È un elemento, certo il più rilevante, che testimonia quanto realtà e finzione (prima narrativa e poi cinematografica) non siano scompartimenti stagni ma contenitori fluidi: la sostanza di una storia non passa solo attraverso una restituzione lineare, che non di rado rischia di scoprirsi scolastica. (..) C’è qualcosa di Io capitano nello sguardo delle registe, ma laddove in Garrone il “look” era un asse per sottolineare la dimensione della favola tipica del suo autore e a consegnare il viaggio verso una speranza di cambiamento, qui la fotografia di Florian Berutti appare piuttosto una scelta di superficie, forse rivolta a una fruizione il più possibile larga anche nell’ottica del pubblico adolescenziale.» (Cinematografo )
«Il progetto della colonna sonora di “Non dirmi che hai paura” è tra le collaborazioni artisticamente più stimolanti e interessanti su cui abbia mai lavorato, perché mi ha spronato, soprattutto in termini di ricerca sonora e di sperimentazione timbrica, a raggiungere lidi sonori che ancora non avevo esplorato – spiega Rodrigo D’Erasmo – È stata una grandissima fortuna lavorare con Yasemin Şamdereli, regista con una grandissima visione internazionale e con una sensibilità profonda, che è riuscita a raccontare questa storia con una molteplicità di sfumature. Siamo riusciti a raggiungere un equilibrio delicato e raffinato, senza mai eccedere, con un uso della musica che non calca mai troppo una vicenda già sufficientemente drammatica». (..) «È stata Yasemin, con la sua meticolosità, a spingermi alla ricerca di un impianto musicale che evocasse il suono della corsa di Samia. Abbiamo cercato di descrivere l’infanzia gioiosa di una bambina che inseguiva il suo sogno, giocando con sonorità dalla matrice africana – soprattutto grazie all’utilizzo degli strumenti a percussione – e ho scelto di creare un ponte tra queste sonorità e alcuni strumenti della mia tradizione brasiliana, creando un unico grande territorio etnico musicologico. (TuttoRock )
(domanda) Il cast d'insieme è davvero parte integrante del film. (risposta) Y.S.: «Molti di loro sono attori esordienti. Abbiamo dovuto cercare cittadini somali perché volevamo un cast interamente somalo e che il film fosse interamente nella loro lingua madre.Non è stato facile perché c'è un'enorme diaspora in tutto il mondo. Soprattutto nella comunità somala - ed è per questo che il lavoro di Deka è stato così importante - era essenziale che la gente vedesse qualcuno che comprendesse la cultura, che la rispettasse e che fosse anche in grado di parlare la loro lingua. Le persone volevano saperne di più e avevano anche paura di essere ritratte in un modo per cui poi avrebbero pensato: "Questi non siamo veramente noi". Quindi abbiamo cercato di dedicare a questo personaggio la massima attenzione e la massimo cura possibile. C'è voluto più di un anno di casting intenso.» (Cineuropa - Intervista a Yasemin Şamdereli durante il Tribeca film festival del 2024 )
(Yasemin Samdereli) «Abbiamo affrontato grandi sfide nella trasformazione in sceneggiatura cinematografica, perché era chiaro che il film, in quanto tale, doveva ovviamente mettere in giusto risalto l'aspetto visivo. Volevamo celebrare la vita di questa giovane atleta. Volevamo mostrare di cosa fosse capace questa giovane donna e perché gli islamisti la temessero e la combattessero così duramente. Samia è stata fonte di ispirazione per molti e desiderava semplicemente diventare una grande atleta, cosa che è riuscita a fare, nonostante tutti gli ostacoli. Ci siamo concentrati sugli aspetti che sono fonte di ispirazione, sconvolgenti ma assolutamente avvincenti. Credo che la sceneggiatura abbia dato forma a quese aspettative.»
Riconoscimenti 2024 - Filmfest München International Audience Award Candidatura al CineCoPro Award Yasemin Şamdereli 2024 - Tribeca Film Festival Special Jury Mention Candidatura al World Narrative Competition a Yasemin Şamdereli 2024 - Reykjavík International Film Festival Candidatura a Best Documentary 2024 - Silk Road International Film Festival China Golden Silk Road Award, Miglior Regista a Yasemin Şamdereli Candidatura Golden Silk Road Award Miglior Film 2024 - Artios Award Candidatura Casting Society (CSA) International Film a Cassandra Han
Note
Collegamenti esterni
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