Monosmilus è un genere estinto di pesci ossei attinotterigi appartenente ai Clupeiformes e rappresenta uno dei più antichi membri del ramo evolutivo delle moderne acciughe. Comprende un'unica specie, Monosmilus chureloides, vissuta durante l'Eocene medio (Luteziano) nei mari poco profondi dell'attuale Pakistan.
Insieme al genere affine Clupeopsis, Monosmilus costituisce un clado basale rispetto alle moderne acciughe, informalmente noto come "acciughe dai denti a sciabola". A differenza delle acciughe attuali, generalmente planctivore, Monosmilus era un grande predatore piscivoro, probabilmente lungo fino a 1 metro.
Etimologia Il nome generico Monosmilus deriva dalla combinazione del greco antico mónos ("unico") e smílē ("coltello"), in riferimento all'unico enorme dente vomerino che caratterizza il genere. L'epiteto specifico chureloides combina il termine urdu Churel, che indica un demone mutaforma dotato di grandi zanne nella tradizione popolare pakistana, con il suffisso greco -oides, che significa "simile".
Scoperta Monosmilus chureloides è noto esclusivamente per l'olotipo GSP-UM 37, conservato presso il Geological Survey of Pakistan di Quetta. L'esemplare consiste in un cranio incompleto ma conservato tridimensionalmente, rotto anteriormente all'estremità del muso e posteriormente poco prima del condilo occipitale. Il cranio misura circa 104 mm tra le due superfici di frattura. Il fossile fu raccolto durante una campagna di ricerca del Geological Survey of Pakistan e dell'University of Michigan Museum of Paleontology nel novembre-dicembre 1977.
Il reperto proviene dalla località di Rakhi Nala, sul versante orientale della catena dei Sulaiman, nel distretto di Dera Ghazi Khan, nella provincia pakistana del Punjab occidentale. I sedimenti appartengono ai cosiddetti "lower chocolate clays" della Formazione Domanda, deposti in un ambiente marino costiero poco profondo. La biostratigrafia a nanofossili calcarei (zona NP15) attribuisce questi livelli al Luteziano, nell'Eocene medio.
Descrizione Monosmilus possedeva un cranio robusto e una dentatura altamente specializzata. Il vomere presentava due grandi alveoli dentari e un unico enorme dente, il maggiore dell'intero apparato boccale. Il parasfenoide era rettilineo in vista laterale, mentre l'orbitosfenoide entrava direttamente in contatto con esso nella regione antero-ventrale. La regione occipitale era particolarmente allungata.
La mascella era robusta, diritta e priva di denti, mentre il dentale era armato lungo tutta la sua estensione da grandi denti caniniformi ricurvi posteriormente. Il dente maggiore della mandibola raggiungeva circa il 70% della lunghezza dell'orbita. Gli etmoidi laterali erano rigonfi, la porzione anteriore del palatino aveva forma triangolare e l'ectopterigoide possedeva un'ampia lamina orizzontale sopra la mascella. Il terzo basibranchiale costituiva l'elemento più lungo della serie branchiale.
Rispetto al genere affine Clupeopsis, Monosmilus si distingue per denti sensibilmente più grandi, etmoidi laterali bulbosi anziché appiattiti, una regione postorbitale del neurocranio più lunga della regione preorbitale, il contatto tra orbitosfenoide e parasfenoide, un ectopterigoide più sviluppato, un endopterigoide più lungo e largo e il predominio del terzo, anziché del secondo, basibranchiale. Gli autori hanno ritenuto tali differenze sufficienti per istituire un nuovo genere.
Paleoecologia Le grandi dimensioni corporee, la poderosa dentatura caniniforme e la mandibola relativamente sottile indicano che Monosmilus era un predatore attivo, probabilmente specializzato nella cattura di altri pesci. Sebbene il fossile sia incompleto, confronti con i Clupeiformes attuali suggeriscono una lunghezza totale prossima a un metro, rendendolo uno dei più grandi rappresentanti noti del gruppo.
La maggior parte dei Clupeiformes moderni è planctivora, mentre la piscivoria si è evoluta indipendentemente in diversi lignaggi. Tutti i clupeiformi viventi dotati di denti caniniformi sono piscivori, ma nessuna specie attuale possiede una dentatura comparabile a quella di Monosmilus e Clupeopsis, caratterizzata da un'enorme zanna vomerina isolata. La funzione precisa di questa zanna rimane sconosciuta, poiché non esistono analoghi viventi. È probabile che fosse utilizzata per immobilizzare o trattenere prede relativamente grandi durante la rapida chiusura delle mascelle.
Significato evolutivo Monosmilus e Clupeopsis documentano una sorprendente diversità ecologica nelle prime fasi dell'evoluzione delle acciughe. Entrambi appartengono a un lignaggio estinto di grandi clupeiformi predatori che prosperò durante il Paleogene inferiore, poco dopo l'estinzione di massa del Cretaceo-Paleogene.
La comparsa di questi predatori coincide con una profonda riorganizzazione delle faune marine successive all'estinzione di numerosi grandi pesci predatori del Cretaceo, come i pachicormidi, gli ittiodectiformi e altri teleostei mesozoici. Durante il Paleogene, le nicchie ecologiche lasciate vacanti furono occupate da molteplici linee evolutive di pesci predatori, tra cui anche questo singolare ramo di acciughe dai denti a sciabola, destinato tuttavia a estinguersi senza lasciare discendenti diretti.
Note
Categoria:Clupeiformes estinti Categoria:Taxa descritti nel 2020