La peste d'acqua arcuata (Lagarosiphon major (Ridl.) Moss, 1928), nota anche come elodea africana o erba ossigeno, è una pianta acquatica sommersa della famiglia delle Hydrocharitaceae, originaria dell'Africa australe. È una specie dioica che fuori dall'areale nativo si è diffusa in diverse regioni a clima temperato, dove è considerata una delle specie acquatiche invasive più problematiche; nell'Unione europea è inclusa nell'elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale.
Etimologia Il nome del genere Lagarosiphon deriva dal greco e significa «tubo stretto o molle», in riferimento ai fusti cavi e flaccidi della pianta; l'epiteto specifico major («più grande») indica le maggiori dimensioni rispetto alle altre specie del genere. Il nome comune italiano «peste d'acqua» allude al carattere invasivo e dannoso, mentre «elodea africana» ed «erba ossigeno» (dall'inglese African elodea e oxygen weed) richiamano rispettivamente l'area d'origine e la reputazione, diffusa in ambito acquariofilo, di pianta ossigenante.
Descrizione Lagarosiphon major è un'erba perenne, sommersa, con fusto ramificato. Le foglie, lunghe 20-30 mm, sono lineari, a margine intero, di colore verde scuro e traslucide, con tre squame nodali; sono ottuse e arcuato-ricurve, tratto che conferisce alla pianta il caratteristico aspetto arricciato. Le foglie superiori sono verticillate in gruppi di quattro o più, mentre quelle inferiori sono disposte singolarmente a spirale.
La specie è dioica, con fiori minuscoli. I fiori femminili, di 2-3 mm, sono sessili e ascellari; quelli maschili presentano la base allungata in una struttura simile a un peduncolo lunga 3-6 cm e petali bianchi. I frutti sono capsule a becco contenenti circa nove semi.
Specie simili Lagarosiphon major può essere confusa con altre piante acquatiche della stessa famiglia, dalla biologia simile e anch'esse note come «peste d'acqua», in particolare le specie dei generi Elodea (E. canadensis ed E. nuttallii) ed Egeria (E. densa). Rispetto a queste, L. major si distingue per le foglie nettamente arcuato-ricurve e per la disposizione mista, verticillata nella porzione superiore e spiralata in quella inferiore.
Biologia ed ecologia Fuori dall'areale nativo di L. major sono note pressoché unicamente piante femminili; la specie si riproduce pertanto per via vegetativa, attraverso la frammentazione del fusto, i cui frammenti radicano con facilità.
La massima espressione vegetativa si ha in acque limpide e calme, non troppo calde (tra 10 e 25 °C), in condizioni di elevata insolazione; la specie può regredire all'aumentare della torbidità, pur mostrandosi adattabile e talvolta abbondante anche in acque parzialmente torbide. Colonizza un ampio intervallo di profondità, dalle acque più superficiali fino a 6-7 metri, con presenze rilevate fino a 9 metri nel Lago Maggiore.
Distribuzione e habitat La specie è originaria dell'Africa australe (Zambia, Zimbabwe, Botswana, Lesotho e Sudafrica). L'habitat tipico è costituito da acque ferme o a lento deflusso: laghi, stagni, bacini e canali.
Fuori dall'areale nativo la specie è stata introdotta, in genere come pianta ornamentale per acquari e laghetti, in Nuova Zelanda, Australia, Regno Unito, Irlanda e in diversi paesi dell'Europa occidentale a clima temperato.
Specie invasiva Impatti Lagarosiphon major cresce rapidamente dal fondo dei corpi idrici e forma densi tappeti di vegetazione, spessi anche diversi metri, in prossimità della superficie. La chioma sommersa intercetta la luce e sottrae spazio alle specie native (Myriophyllum spp., Potamogeton spp. e macroalghe) e ad altre esotiche, con cui entra in competizione con successo. La riduzione della penetrazione luminosa limita lo sviluppo delle piante acquatiche autoctone e altera le comunità di invertebrati associate.
I nuclei monospecifici densi possono inoltre modificare la chimica dell'acqua, aumentando il pH e i livelli di ossigeno e riducendo la CO2 disponibile; i processi di decomposizione della biomassa possono determinare consumi di ossigeno tali da peggiorare la qualità delle acque. Le infestazioni ostacolano infine la navigazione e le attività ricreative come balneazione e pesca.
Diffusione in Italia In Italia la specie è presente soltanto nelle regioni settentrionali. In Lombardia è segnalata in quasi tutti i principali laghi ed è stata oggetto di monitoraggi nel Lago Maggiore (progetto SPAM), nel Lago di Garda e nel Lago d'Iseo. La diffusione avviene principalmente per rilascio di frammenti, trasporto accidentale a mezzo di imbarcazioni e, più raramente, a opera dell'avifauna acquatica; una via di introduzione rilevante rimane il commercio a fini acquariofili, sebbene vietato dalla normativa europea.
Nel bacino dei laghi d'Iseo, Endine e Moro la presenza di L. major è oggetto di gestione attiva: segnalata dal Comune di Spinone al Lago nell'estate del 2020, con conseguenti problemi di fruizione delle rive, è stata sottoposta a ricorrenti campagne di sfalcio finanziate da Regione Lombardia, Province di Bergamo e Brescia e dall'Autorità di Bacino Lacuale. La proliferazione delle macrofite nel basso Sebino, aggravata negli anni dal caldo e dall'abbassamento del livello del lago, è stata trattata dalla stampa come un'emergenza dai risvolti ambientali, turistici ed economici, per l'ostacolo alla navigazione e il danno d'immagine alle località rivierasche.
Quadro normativo e gestione Lagarosiphon major è inclusa nell'elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale del Regolamento (UE) 1143/2014, recepito in Italia con il D.Lgs. 230/2017; tale normativa ne vieta il commercio e impone misure di prevenzione, eradicazione rapida o controllo. Per la specie è stato predisposto un Piano di gestione nazionale a cura del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica.
Il controllo si avvale principalmente della rimozione meccanica (sfalcio) e, per infestazioni ridotte, della rimozione manuale; l'impiego di erbicidi in ambiente acquatico non è consentito in Italia. Il rilevamento precoce è supportato da tecniche di telerilevamento, anche tramite droni, e da campagne di citizen science.
Note
Bibliografia
Voci correlate Hydrocharitaceae Elodea canadensis
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Hydrocharitaceae Categoria:Flora dell'Africa Categoria:Taxa descritti nel 1928