Villa Grimaldi Dufour, nota anche come Palazzo del Vento, era una villa suburbana situata nel quartiere di Sampierdarena, a Genova. Appartenuta alla famiglia Grimaldi, sorgeva all'estremità occidentale della spiaggia di Sampierdarena, non lontano dalla foce del torrente Polcevera. Nel XIX secolo fu trasformata in raffineria di zucchero da Laurent Dufour e successivamente utilizzata per attività industriali. Dell'edificio originario sopravvive oggi soltanto la torre, inglobata in edifici moderni.
Storia
La presenza di un palazzo di Giovanni Giacomo Grimaldi, doge della Repubblica di Genova, a Sampierdarena è documentata fin dal 1599; nel 1608 Giovanni Giacomo lasciò al figlio Giorgio un fedecommesso sulla propria casa con villa e pertinenze, situata «in cima della piaggia» di Sampierdarena. Nel 1617 la villa fu raffigurata da Lazzaro Tavarone in un affresco del salone della villa di Franco Borsotto a Terralba. Nel 1627 è documentata la costruzione di un galeone presso il palazzo di Giorgio Grimaldi, mentre nel 1630 un ulteriore documento conferma la posizione della casa dei Grimaldi all'estremità occidentale della spiaggia di Sampierdarena. Nel 1677 la proprietà era nella disponibilità del cardinale Gerolamo Grimaldi, che la destinò ai cugini Rainero e Ignazio Grimaldi. Nell'anno successivo sono documentate costruzioni navali presso la proprietà Grimaldi e nel 1784 presso il Palazzo del Vento fu consegnato legname destinato alla costruzione di navi. Nel 1708, nella veduta di Sampierdarena pubblicata da Johann Christoph Volkamer, la villa risulta intestata a Filippo Cattaneo, cognato di Francesco Maria Grimaldi. Nel 1757, secondo la carta di Matteo Vinzoni, il titolare era Rainero Grimaldi. Nel 1802 Francesco Maria Grimaldi vendette il palazzo ad Agostino Carena, che l'anno successivo lo cedette a Giuseppe Bobbio. Nel 1811 la proprietà passò ai Savignone e nel 1830 fu acquistata in cattive condizioni da Laurent Dufour, insieme alle pertinenze, a una porzione del Prato dell'Amore e a un'antica cappella. Trasformato dal Dufour in raffineria di zucchero, ma ancora utilizzato in parte come dimora di villeggiatura, il palazzo fu poi utilizzato come edificio industriale e successivamente alienato all'Ansaldo, prima di essere sostituito da costruzioni moderne.
Descrizione
Il palazzo era situato sulla spiaggia di Sampierdarena, alla sua estremità occidentale, verso mare rispetto alla linea della palazzata della marina. A levante del palazzo si trovava il cortile d'ingresso, racchiuso da mura per ripararlo dalle mareggiate. Gli orti e i giardini di pertinenza si trovavano a ponente del palazzo, con un ulteriore appezzamento a sud, lungo la spiaggia. A levante della proprietà si trovava un terreno denominato Prato dell'Amore, area che sarà utilizzata fino all'Ottocento per la realizzazione di grandi bastimenti. Delle strutture originarie rimane soltanto la torre, inglobata in edifici moderni che ricalcano l'antico sedime del complesso.
Note
Bibliografia
Categoria:Ville di Genova Categoria:Sampierdarena