La spedizione Acali (nota anche come esperimento Acali o zattera del sesso) fu un esperimento sociale condotto nel 1973 dall'antropologo messicano Santiago Genovés. Scopo dell'esperimento era studiare l'effetto della convivenza in spazi limitati e isolati sulle relazioni interpersonali, nonché indagare le origini della violenza umana.
Il nome Acali deriva dalla lingua nahuatl e significa "casa sull'acqua". Fu la stampa dell'epoca a rinominare la spedizione zattera del sesso (Sex Raft), facendo leva su una delle caratteristiche più controverse dello studio.
La spedizione, definita da Santiago Genovés "Progetto pace", fu finanziata dal governo del Messico e da una televisione messicana.
Scopo La spedizione Acali nacque nell'ambito delle ricerche che Santiago Genovés conduceva sulle origini della violenza umana e sui meccanismi che regolano i conflitti interpresonali. L'antropologo riteneva che situazioni di isolamento, convivenza forzata e pericolo potessero far emergere i comportamenti più autentici degli individui, consentendo di osservare direttamente le dinamiche che conducono all'aggressività e, di conseguenza, individuare possibili strategie per prevenirla. Per questo motivo definì l'iniziativa un "Progetto pace" .
Nel disegno teorico di Genovés, la componente sessuale occupava un ruolo centrale: lo scienziato ipotizzava che la forte promiscuità fisica e la convivenza forzata tra uomini e donne in uno spazio ridotto avrebbero inevitabilmente scatenato gelosie, rivalità e tensioni a sfondo sessuale, fornendo così un terreno di studio ideale per osservare l'insorgere dell'aggressività maschile legata alla territorialità e alla competizione riproduttiva.
L'idea dell'esperimento maturò definitivamente nel novembre 1972, quando Genovés si trovava a bordo di un volo di linea diretto a Città del Messico che venne dirottato verso Cuba. Durante il sequestro osservò come il comportamento dei passeggeri cambiasse radicalmente nelle diverse fasi della crisi, convincendosi che soltanto condizioni di forte stress e di pericolo fossero in grado di rivelare la reale natura delle relazioni umane. Sulla base di questa esperienza concepì una traversata oceanica su una zattera come laboratorio sociale isolato, dal quale i partecipanti non avrebbero potuto allontanarsi.
Descrizione dell'esperimento La zattera salpò dal porto di Las Palmas, in Spagna, il 12 maggio 1973 con a bordo gli 11 partecipanti all'esperimento. Il piano di viaggio era attraversare l'Oceano Atlantico per raggiungere dopo 101 giorni di navigazione l'isola messicana di Cozumel, facendo soltanto una tappa non prevista alle Barbados.
Santiago Genovés aveva già preso parte in passato a due traversate, le due missioni di ricerca Ra I e Ra II.
L'imbarcazione fu progettata da Colin Mundie e costruita in Inghilterra. Misurante 12 x 7 m, la zattera era realizzata in acciaio e poliuretano espanso, che la rendeva quasi inaffondabile, e spinta da una vela frontale in stile Kon-Tiki. La cabina, che fungeva da dormitorio comune per tutti gli 11 partecipanti, era di forma piramidale e misurava circa 3,9 x 4 m. La dimensione ridotta della zattera era funzionale all'intenzione di Genovés di esasperare il contatto fisico, la coesione e la vicinanza forzata tra persone: nel dormitorio i materassi erano tutti affiancati; uomini e donne erano disposti in alternanza. Su consiglio del neurofisiologo statunitense Donald Lindsley, l'antropologo messicano aveva fatto realizzare un unico gabinetto, che scaricava direttamente in mare ed era privo di paratie o protezioni visive, azzerando ogni privacy.
A bordo erano stipate 5 tonnellate di provviste, che si affiancavano a grandi quantitativi di alcolici. Sulla zattera non era presente elettricità ed erano severamente vietati i libri, che avrebbero impedito ai naviganti di spendere l'interezza del loro tempo a contatto con gli altri membri dell'equipaggio. I contatti con il mondo furono mantenuti via radio e numerose scene della vita sull'imbarcazione furono filmate su pellicola da 16 mm da Eisuke Yamaki. Partecipanti L'equipaggio di Acali contava undici persone (6 donne, 5 uomini), attentamente selezionate da Genovés, anche lui a bordo della zattera.
Nei mesi precedenti la partenza della spedizione, Genovés aveva pubblicato diverse inserzioni in giornali internazionali dove descriveva brevemente l'esperimento e invitava chi volesse a candidarsi. Il processo di selezione fu molto stringente: i candidati, di ambo i sessi, dovevano avere background culturali diversi - preferibilmente contrapposti - e provenire da paesi differenti. Un'altra caratteristica importante per Genovés era la preparazione tecnica di ognuno dei partecipanti: per la buona riuscita della traversata oceanica e la sopravvivenza del gruppo era fondamentale che a bordo ci fossero esperti di navigazione, medici, subacquei e operatori radio.
Oltre ai criteri oggettivi, nel processo di selezione, Genovés preferì i candidati che trovava personalmente più attraenti, mentre scartò immediatamente coloro che riteneva pericolosi perché particolarmente inclini alla violenza. NomeEtàSessoNazionalitàRuoloSantiago Genovés Tarazaga49uomo Ispano-messicanoAntropologo, ideatore dell'esperimentoJosé María Montero Pérez34uomo UruguayanoAntropologo, ex studente di GenovésServane Zanotti32donna FranceseSubacquea, responsabile della conduzione di uno studio sull'inquinamentoCharles Antoni37 uomo CipriotaRadioperatoreRachida Mazani23 donna AlgerinaResponsabile della conduzione di uno studio sull'inquinamentoMary Gidley36 donna StatunitenseConoscenze di base di navigazioneFé Evangelina Seymour23 donna StatunitenseRadioperatriceMaria Björnstam30 donna SvedeseCapitana della spedizioneEdna Jonas32 donna Cecoslovacca residente in IsraeleMedicoBernardo Bongo29 uomo AngolanoSacerdote cristianoEisuke Yamaki29 uomo GiapponeseOperatore di ripresa (cameraman) L'eterogeneità del gruppo doveva, nel disegno di Genovés, causare attriti e portare a confronti accesi o addirittura violenti. Particolarmente significative in questo senso sono pertanto le scelte di affiancare Edna Jonas a Rachida Mazani, una ebrea residente in Israele, l’altra araba algerina (facendo quindi leva sul conflitto arabo-israeliano), e Mary Gidley a Fé Evangelina Seymour, la prima una donna bianca che lavorava come cameriera in Alaska e cercava di sfuggire a un marito aggressivo, la seconda una donna afroamericana, pertanto cercando di esasperare le dinamiche interraziali esistenti negli USA. La componente religiosa doveva, inoltre, essere considerata.
A bordo della zattera, inoltre i ruoli chiave di comando furono affidati alle donne: Maria Björnstam, prima donna svedese a diplomarsi come capitano presso l'Accademia navale di Göteborg, era a capo della spedizione; Fé Evangelina Seymour aveva il controllo sulle comunicazioni radio; Edna Jonas era responsabile della salute dell'intero equipaggio. L'aver collocato gli uomini in posizioni subalterne a figure femminili fu una scelta intenzionata a complicare ulteriormente le relazioni tra i partecipanti dell'esperimento sociale e operata in seno al crescere della rilevanza dei gruppi femministi.
Tra tutti i partecipanti, era solo Servane Zanotti a svolgere un compito diverso dalla gestione dell'imabarcazione, in quanto incaricata di condurre uno studio di biologia marina sull'inquinamento delle acqua dell'Atlantico. Durante un'immersione, Zanotti fu colpita da una caravella portoghese, riportando dolorose eruzioni cutanee che furono prontamente curate dalla dottoressa Jonas.
Sviluppo dell'esperimento Le prime settimane di navigazione non furono segnate da particolari avvenimenti: quando l'equipaggio non gestiva la zattera, passava il proprio tempo parlando o cantando. L'inattesa convivialità del gruppo sorprese Genovés, che decise di provocare i naviganti, rivelando le risposte date da ognuno a dei questionari studiati per generare conflitti. A ognuno veniva chiesto, per esempio, quale dei compagni avrebbe voluto eliminare dall'equipaggio. La strategia del ricercatore si rivelò quasi del tutto inefficace poiché i rari alterchi venivano risolti pacificamente.
La cattura di un piccolo squalo da parte dell'antropologo uruguayano José María Montero Pérez rappresentò uno dei pochi eventi rilevanti della traversata. Secondo l'interpretazione di Genovés, l'episodio offriva finalmente l'occasione ideale per documentare i più primitivi istinti violenti dell'essere umano: Pérez, infatti, colpì ripetutamente l'animale con un'accetta prima di estrarne il cuore. Anche in questo caso, le aspettative teoriche del ricercatore furono disattese: come evidenziato in seguito dalle stesse riprese video di Yamaki, la presunta e cieca furia dell'uruguayano era in realtà dovuta unicamente all'inaspettata durezza della pelle dello squalo, che richiedeva una notevole forza fisica per essere scalfita.
Ammutinamento Nel corso della traversata, le crescenti tensioni si concentrarono progressivamente non tra i membri dell'equipaggio, come previsto da Genovés, bensì nei confronti dello stesso ricercatore. Quando l'imbarcazione si trovò minacciata dall'arrivo di un uragano nei Caraibi, la comandante Maria Björnstam propose di interrompere temporaneamente la spedizione facendo scalo in un porto sicuro, ma Genovés si oppose, assumendo direttamente il controllo della zattera per non compromettere l'esperimento.
Successivamente, di fronte al rischio di una collisione con una nave mercantile, il comportamento del ricercatore fu giudicato inadeguato dall'equipaggio, mentre Björnastam gestì con successo l'emergenza. In seguito a tali episodi, i partecipanti decisero di privare Genovés di ogni autorità operativa, compiendo a tutti gli effetti un ammutinamento e riaffidando il controllo alla capitana svedese. L'antropologo si ritirò quindi nella cabina della zattera.
Esiti La zattera raggiunse Cozumel il 22 agosto 1973, dopo 101 giorni di navigazione, concludendo la traversata atlantica prevista dal viaggio.
I risultati dell'esperimento si rivelarono in larga parte opposti alle ipotesi di partenza di Genovés. Contrariamente alle sue aspettative, l'equipaggio non mostrò tendenze aggressive significative né una marcata competizione sessuale tra i partecipanti: le divergenze che emersero furono generalmente risolte in maniera pacifica, e la convivenza forzata non produse i conflitti a sfondo etnico, religioso o di genere che il ricercatore aveva cercato di provocare. Le donne, alle quali erano stati affidati i ruoli di comando, gestirono con efficacia le fasi più critiche della traversata, incluse le emergenze legate al maltempo e al rischio di collisione con una nave mercantile, mentre l'unica manifestazione di aggressività ripetutamente osservata durante il viaggio fu quella dello stesso Genovés, come egli stesso riconobbe nei propri appunti.
Genovés organizzò i dati raccolti a bordo e le proprie riflessioni nel volume The Acali Experiment: Five Men and Six Women on a Raft Across the Atlantic for 101 Days, pubblicato in Italia come Spedizione Acali (Bompiani, 1978), in cui alternava diario personale e analisi delle risposte fornite dall'equipaggio ai numerosi questionari somministrati durante la traversata. Lo studio non trovò tuttavia un seguito significativo nella letteratura scientifica successiva sull'origine della violenza umana, restando un episodio marginale e scarsamente ripreso nella manualistica accademica di antropologia e psicologia sociale.
Dopo la conclusione della spedizione, i partecipanti tornarono alle rispettive vite private e l'esperimento cadde progressivamente nell'oblio, restando per decenni un episodio poco noto al grande pubblico. Genovés continuò l'attività accademica presso l'Università Nazionale Autonoma del Messico fino alla morte, avvenuta nel 2013.