Nonostante la morte in giovane età, Ángel realizzò una trentina di tele, alcune delle quali sono conservate in collezioni di rilievo, come quella del Museo nacional de arte o del Banco Nacional de México. Nel 2024, a cent'anni dalla sua morte, è stata organizzata una retrospettiva in suo onore al Museo d'arte moderna (MaM) di Città del Messico.

Biografia Ultimo di cinque figli, Abraham Ángel Card Valdés nacque a El Oro nel 1905. Il padre, Lewis Edward Card Burke, era un minatore gallese, mentre la madre Francisca Valdez era originaria di Sinaloa. Il padre abbandonò la famiglia poco dopo la nascita di Abraham e il fratello maggiore Adolfo divenne il capofamiglia. I Card Valdés si trasferirono quindi a Puebla e poi a Città del Messico nel 1911.

All'età di sedici anni, decise di frequentare la Accademia di San Carlo; il fratello Adolfo si oppose a questa decisione e quando Abraham perseverò con la carriera artistica fu ripudiato dalla famiglia. Abbandonò quindi il doppio cognome dei genitori e decise di chiamarsi semplicemente "Abraham Ángel". Sempre nel 1921 conobbe il pittore Manuel Rodríguez Lozano, che fu suo mentore e amante per diversi anni. La relazione terminò quando Maugard lasciò Ángel per Julio Castellanos.

Poco dopo l'abbandono da parte dell'amante, Abraham Ángel fu trovato morto in una camera d'albergo a soli 19 anni. La causa fu un'overdose di cocaina, ma non è chiaro se si trattasse di un incidente o di un suicidio.

Stile Al contrario di contemporanei come Diego Rivera and José Clemente Orozco, Ángel non abbracciò una filosofia artistica volta a celebrare ideali nazionali o post-rivoluzionari, bensì intenta a rappresentare l'interiorità dei soggetti. La sua opera rivela un grande interesse per temi come gioventù e bellezza, ma anche un'acuta consapevolezza della loro caducità. I giovanni soggetti vengono solitamente ritratti in momenti contemplativi, isolati da altri personaggi o dall'ambiente esterno perché assorti o distratti. Fu inoltre uno dei primi artisti messicani a infondere una vena omoerotica nelle sue tele.

Opere Concepción (1921), Jorge Garza Aguilar Collection Y la serpiente, furiosa, perseguía a las mariposas que libaban de un rosal... (1922), Museo de Arte Moderno del Estado de México La bañadora (1922) Me mato por una mujer traidora (1922), Museo de Arte Moderno Retrato de Manuel Rodríguez Lozano (1922), Museo di Aguascalientes Iztapalapa (1923) Tepito (1923), Hood Museum of Art Cuernavaca [I] (1923) Cuernavaca [II] (1923) Paisaje o La mulita (1923), Museo de Arte Moderno Autorretrato (1923), Museo nacional de arte Retrato o La chica de la ventana (1923), Museo de Arte Moderno Concha (1923) La inda o La indita (1923), Museo nacional de arte La mesera (1923), Museo de Arte Moderno Lupe y María (1923), Museo de Arte Moderno El cadete (1923), Museo de Arte Moderno Retrato (1923) Los novios (1924), collezione privata La familia (1924). Museo de Arte Moderno La chica (1924), Colección de pintura del Banco Nacional de México Retrato de Cristina Crespo (1924), Museo nacional de arte Sigue adelante (1924) Retrato de Hugo Tighman (1924), Museo nacional de arte Retrato (1924)

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