Il lavoro attraente è un saggio filosofico scritto da Camillo Berneri, pubblicato postumo nel 1938https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/b/berneri_camillo/il_lavoro_attraente/pdf/il_lav_p.pdf.
Il testo esplora la possibilità di trasformare il lavoro da un'attività alienante e faticosa a un'esperienza dignitosa, piacevole ed espressione della propria personalità, criticando lo sfruttamento del sistema capitalistico. L'autore riprende concetti già appresi su influenza dell'utopista francese Charles Fourier.
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La critica al taylorismo e allo stacanovismo L'autore - anarchico e socialista libertario - contesta duramente i sistemi di razionalizzazione del lavoro industriale del suo tempo. Se da un lato attacca in particolare il taylorismo e la catena di montaggio capitalista dell'Occidente per la loro capacità di svuotare il lavoro di qualsiasi senso creativo, dall'altro non risparmia critiche al modello sovietico. Berneri analizza infatti anche lo stacanovismo, definendolo una sorta di trasferimento dello "sport" e della competizione forzata nel campo della produzione, volto unicamente a intensificare i ritmi di sfruttamento della classe operaia sotto il controllo statale.
Il concetto di "lavoro piacevole" Prendendo le distanze dall'idea che il lavoro debba essere intrinsecamente un dovere doloroso o una pura sottomissione materiale, il filosofo sostiene che un'attività diventa "attraente" quando risponde a un impulso spontaneo e vocazionale dell'individuo. Secondo Berneri, «ogni lavoro è tanto più faticoso quanto meno è interessante». Per superare l'alienazione, la società deve riorganizzarsi per garantire due condizioni essenziali: la durata della giornata lavorativa deve essere strettamente proporzionata allo sforzo fisico o mentale richiesto; ogni individuo deve essere lasciato libero di scegliere e svolgere l'attività produttiva per la quale manifesta maggiore attitudine e inclinazione personale.
L'opera riflette l'approccio teorico di Berneri, caratterizzato da un forte anti-dogmatismo tipico del pragmatismo libertario. L'autore non propone un'utopia astratta o una formula rigidamente prefissata per il futuro, ma spinge per una revisione empirica dell'anarchismo (che promuove uno "Stato libertario" in cui sono i comuni e gli enti locali a legiferare e non un Parlamento centrale). Il lavoro attraente viene così teorizzato non come una visione fantascientifica, ma come una necessità psicologica e sociale immediata per esaltare e perfezionare la personalità umana, liberando l'operaio dall'ideologia del "sacrificio" e preconizzando pure la nascita di una società dei consumi, che l'autore non farà in tempo a vedere. Auspicava, infine, la collettivizzazione della grande e media industria, che avrebbe fornito la comunità dell'indispensabile, ma lasciava libero campo all'iniziativa individuale, poichéCarlo De Maria, Una famiglia anarchica. La vita dei Berneri tra affetti, impegno ed esilio nell'Europa del Novecento, Viella, Roma, 2019, pp. 233-234.: L'attività lavorativa deve essere ripensata come un mezzo in cui la personalità umana si esalta, si esprime e trova una reale emancipazione, anziché essere annullata. Nel libro, Berneri sposta il focus dalle sole rivendicazioni sindacali per ottenere invece un impiego alla necessità di conquistare tempo libero e dignità personale.
Pubblicazione Il saggio venne pubblicato postumo nel 1938 a Ginevra, un anno dopo l'assassinio di Berneri da parte degli stalinisti dell'Esercito repubblicano spagnolo a Barcellona nel maggio 1937, durante la guerra civile spagnola. La prima edizione in volume cartaceo uscì come opuscolo per conto della Biblioteca di Coltura Libertaria, curata dall'editore anarchico Carlo Frigerio. Il testo riprendeva in gran parte una serie di articoli sul tema della razionalizzazione del lavoro che il filosofo aveva già elaborato e parzialmente pubblicato a puntate tra il settembre e il novembre 1936 sul periodico anarchico italo-americano L'Adunata dei Refrattari di New York.
In Italia il saggio è ricomparso all'interno della monumentale raccolta di scritti editi e inediti di Camillo Berneri intitolata Anarchia e società aperta e in raccolte curate da storici del movimento anarchico. Nel 2023 è stato ripubblicato su iniziativa della Fondazione Anna Kuliscioff che ne ha realizzato una ristampa.
Note
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