Biografia e contesti dei governatorati

Primo mandato (944-946) Appartenente alla nobile fazione araba degli Azd, Ibn Attaf fu inviato in Sicilia all'inizio del 944 dal secondo califfo fatimide al-Qa'im bi-amr Allah. Il suo insediamento seguì l'improvviso richiamo in Ifriqiya del brutale predecessore Khalil ibn Ishaq, il quale aveva represso nel sangue le insurrezioni indipendentiste di Palermo e Agrigento, lasciando l'isola in uno stato di devastazione e totale anarchia.Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, 2ª ed., Vol. II, 1935, pp. 188-189. Per circa due anni, Ibn Attaf cercò di ristabilire l'ordine amministrativo frenando i soprusi dei condottieri berberi e dei nobili lasciati sul territorio dal precedente governo, ma senza disporre delle forze necessarie per una pacificazione profonda.

L'interregno di Muhammad b. Ash'at (946-947) Nel maggio del 946, in concomitanza con la morte del califfo al-Qa'im e l'ascesa al trono del successore al-Mansur bi-Nasr Allah, la corte di Mahdia scelse di rimpiazzare Ibn Attaf con un profilo più marcatamente militare, il generale Muḥammad ibn Ashʿat.Alex Metcalfe, The Muslims of Medieval Italy, Edinburgh University Press, 2009, p. 45. Quest'ultimo sbarcò a Palermo nel tentativo di riprendere il controllo delle residue sacche di ribelli e riorganizzare le guarnigioni fedeli al regime.

Secondo mandato e la rivolta del 947-948 Il mandato di Ibn Ash'at crollò rapidamente a causa delle mai sopite ostilità dei palermitani (prevalentemente sunniti) contro le truppe berbere fatimidi di dottrina ismailita. Nell'aprile del 947, la popolazione di Palermo si sollevò in armi, scacciò Ibn Ash'at e rifiutò l'autorità imperiale.Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, 2ª ed., Vol. II, 1935, p. 192.

Per tamponare la crisi e scongiurare la perdita definitiva della provincia, il califfo al-Mansur decise di riaffidare d'urgenza il mandato a Ibn Attaf al-Azdi, ritenuto più idoneo a trattare con la fazione araba palermitana. Ibn Attaf assunse nuovamente gli affari di Stato nell'anno 336 dell'Egira (corrispondente al periodo tra il luglio 947 e il luglio 948).Cfr. le fonti d'archivio in The Fatimid and Kalbite Governors in Sicilia: 909-1044, Ismu, p. 14. Nonostante il reinsediamento, il governatore si trovò privo di risorse economiche e militari per sedare il tumulto delle fazioni cittadine.

Costatata l'inefficacia dei governatori temporanei e revocabili, il califfo lo richiamò definitivamente in Nord Africa nel 948, decidendo di mutare radicalmente la struttura istituzionale dell'isola: la Sicilia venne concessa in feudo al generale Hasan al-Kalbi, dando inizio al periodo di consolidamento dinastico dei Kalbiti.Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, 2ª ed., Vol. II, 1935, pp. 193-194.

Note

Bibliografia Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, 2ª edizione riveduta e modificata da C. A. Nallino, Vol. II, Catania, Romeo Prampolini, 1935. Alex Metcalfe, The Muslims of Medieval Italy, Edinburgh, Edinburgh University Press, 2009. ISBN 978-0-7486-2008-1.

Voci correlate Governanti islamici di Sicilia Storia della Sicilia islamica Califfato fatimide

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