L'assedio di Urbinum (l'odierna Urbino) fu un evento bellico cruciale verificatosi nel 538 d.C. nel contesto della Guerra Gotica, il conflitto che vide contrapposti l'Impero bizantino e il Regno degli Ostrogoti per il controllo della penisola italiana. L'operazione militare, condotta dalle forze bizantine sotto il comando generale di Belisario, si inserì in una fase strategica in cui l'Impero tentava di consolidare il controllo sulle fortezze chiave dell'Italia centrale per isolare Ravenna, capitale del regno ostrogoto.
Antefatto Nel 535 d.C., l'imperatore bizantino Giustiniano I avviò una vasta campagna militare finalizzata alla riconquista dei territori italiani, allora sotto il dominio del Regno ostrogoto. Sotto la guida del generale Belisario, affiancato da altri comandanti come Mundo e Costantiniano, l'esercito imperiale ottenne rapidamente importanti successi, conquistando la Sicilia e avanzando nella penisola italiana.
Dopo la conquista di Napoli, Belisario procedette verso Roma, entrando nell'Urbe nel dicembre del 536. Nel frattempo Vitige era stato proclamato re degli Ostrogoti; nel marzo del 537 marciò quindi verso Roma con un grande esercito e pose la città sotto assedio. Secondo Procopio di Cesarea, le forze gotiche ammontavano a circa 150.000 uomini, cifra tuttavia considerata probabilmente sovrastimata dagli storici moderni.
Durante il prolungato assedio di Roma, Belisario fece ricorso a meticolose preparazioni difensive e allo sfruttamento strategico delle Mura Aureliane, riuscendo a respingere ripetutamente i tentativi di irruzione dei Goti. Fu proprio questa resilienza difensiva, unita alla capacità di gestire le risorse logistiche in condizioni di isolamento, a creare le premesse per la controffensiva bizantina che, successivamente, avrebbe portato le truppe imperiali a puntare verso obiettivi strategici nell'Italia centrale, tra cui Urbinum.
L'assedio Nel 538, Belisario scelse di scindere le proprie schiere per condurre le operazioni contro Urbinum e Urbs Vetus simultaneamente. La posizione geografica di Urbinum, arroccata su un'altura scoscesa e di forma tondeggiante, rendeva estremamente complessa qualsiasi manovra di conquista forzata. Una volta giunte sul posto, le truppe di Belisario si attestarono sul versante orientale mentre il contingente sotto il controllo di Narsete e Giovanni si accampò sul lato opposto, mossa che generò forti contrasti tattici e intaccò l'autorità del generale in capo.
Belisario tentò inizialmente la via diplomatica, inviando emissari per negoziare la resa; tuttavia, non avendo accesso all'interno delle mura, le trattative avvennero esclusivamente in prossimità delle porte. I difensori goti, sicuri dei propri rifornimenti e della solidità delle difese, risposero con un rifiuto. In seguito a questo stallo, Giovanni e Narsete, convinti che l'impresa fosse vana, decisero di abbandonare il campo nottetempo per dirigersi verso Ariminum, ignorando le dirette richieste di Belisario affinché rimanessero.
All'alba, la guarnigione gota non perse occasione per schernire Belisario, sottolineando come le sue forze fossero state dimezzate dalla defezione dei suoi sottoposti. Imperterrito, il generale bizantino avviò i preparativi per un assalto frontale, ordinando l'approntamento di macchine d'assedio e di gallerie mobili di protezione (vinea). Tuttavia, fu un imprevisto naturale a decidere le sorti del conflitto: la sorgente d'acqua che alimentava il borgo si interruppe bruscamente, gettando il panico tra i difensori. Quando i Bizantini si mossero per l'attacco, trovarono i Goti pronti sulle mura a dichiarare la propria resa; la conquista si concluse così verso la metà del dicembre 538.
Conseguenze In seguito alla resa, Belisario integrò i Goti come sudditi imperiali, arruolandone 2.500 nel proprio esercito. Questo successo iniziale spinse Narsete a far conquistare Cesena a Giovanni, mentre Belisario si spostava per supportare l'assedio di Ariminum. Tuttavia, le persistenti divisioni tra i comandanti bizantini ne minarono l'efficacia, portando nel 539 alla caduta di Mediolanum: in questa occasione, secondo lo storico Procopio, la città fu rasa al suolo, gli uomini giustiziati e le donne vendute ai Burgundi. La catastrofe impose a Giustiniano di richiamare Narsete a Costantinopoli, lasciando a Belisario il comando unico in Italia.
Bibliografia
Fonte primaria
Fonti secondarie
Categoria:Battaglie che coinvolgono gli Ostrogoti Categoria:Guerra gotica (535-553) Categoria:Guerra nel 538 Categoria:Battaglie che coinvolgono l'Impero bizantino