Il Paese Alto di Grottammare, noto anche come Grottammare Alta o Borgo medievale, indica il nucleo urbano più antico di Grottammare, storicamente menzionato dall'XI secolo con le denominazioni di Grocte, Grupte o Subportica. Raccolto sul ciglio di un colle situato a 126 m s.l.m. che domina la sottostante costa della Riviera delle Palme, il vecchio incasato è inserito nel club de I borghi più belli d'Italia.
Il nucleo storico, che conta una popolazione residente di circa 180 abitanti, conserva una funzione residenziale e costituisce parallelamente un polo di rilievo per il turismo culturale, storico e paesaggistico della riviera delle palme. Lo sviluppo del vecchio incasato è storicamente legato alle strutture difensive cinquecentesche ed erette in funzione anti-pirateria, le quali racchiudono un tessuto urbano di vicoli e piazze monumentali che offrono ampi scorci panoramici sul litorale Adriatico.
Storia
Origini ed epoca picena e romana Il territorio comunale vanta origini protostoriche, essendo stato un importante centro insediativo e una sede religiosa e civile degli antichi Piceni. Le prime evidenze archeologiche dell'area, afferenti a una vasta necropoli disposta sulle alture collinari, sono databili a partire dal V secolo a.C. In epoca classica la zona ospitava il celebre "Cuprae Fanum", il santuario pagano dedicato al culto della dea Cupra sul cui sito sorge l'attuale chiesa di San Martino. A testimonianza dell'importanza monumentale del tempio in epoca imperiale, all'interno del luogo di culto si conserva un'epigrafe romana che ne attesta il restauro e la ricostruzione operati per munificenza dell'imperatore Adriano.
Le invasioni barbariche e l'incastellamento
Il crollo dell'Impero romano d'Occidente e le successive invasioni barbariche costituirono un radicale momento di svolta geopolitica e urbanistica per il territorio. Durante l'epoca romana la popolazione locale viveva distribuita in insediamenti rurali sparsi lungo la pianura costiera e le vallate interne, privi di difese strutturali.
Tra il V secolo e il VI secolo, le ondate migratorie e distruttive dei popoli germanici determinarono una forte instabilità e un clima di precarietà, spingendo gli abitanti ad abbandonare i pianori litoranei. Le ville romane e i luoghi di culto di pianura divennero facili prede di saccheggi, costringendo la popolazione a trasferirsi in massa sulla sommità della collina litoranea. Questo fenomeno di incastellamento pose le basi per la nascita del nucleo urbano fortificato del Vecchio Incasato (Grottammare Alta), un sito naturalmente protetto e idoneo alla difesa per via della morfologia del colle. L'instabilità geopolitica dell'Alto Medioevo favorì così la transizione da un sistema agrario frammentato a una vera e propria comunità cittadina coesa, inserita nei secoli successivi sotto l'influenza e la giurisdizione della vicina città-stato di Fermo, di cui Grottammare costituì lo storico castello superiore avanzato sul mare.
L'evoluzione dei sistemi difensivi La mentalità difensiva originatasi durante l'Alto Medioevo condizionò la pianificazione urbanistica della città anche nei secoli successivi. Allorché nel XVI secolo la principale minaccia militare si spostò verso le incursioni dei pirati dalmati e saraceni, Grottammare potenziò e ampliò le proprie barriere medievali. Nel quadro di queste opere di fortificazione vennero eretti manufatti militari tuttora conservati, tra i quali si segnalano: Torrione della Battaglia: imponente bastione fortificato edificato intorno al 1540 a ridosso del primitivo scalo portuale per proteggere Porta Marina; Cinta muraria del Paese Alto: le cortine perimetrali e i camminamenti di ronda medievali, interamente rinforzati e muniti di feritoie d'artiglieria nel corso del Cinquecento.
Descrizione
L'area, racchiusa entro le mura castellane, sorge in posizione collinare sulla sommità del colle di Monte Castello, a un'altitudine di 126 m s.l.m. a ridosso del litorale adriatico. La popolazione residente è ridotta e si stima intorno ai 180 abitanti; all'interno del nucleo originario, numerosi edifici d'epoca sono stati riconvertiti in seconde case destinate alle vacanze estive o in attività ricettive e di ristorazione.
Il tessuto storico, interconnesso da una rete interna di vicoli stretti e terrazze panoramiche con affaccio sul mare, si sviluppa attorno a piazza Peretti, fulcro monumentale dell'antico borgo. Sulla piazza e lungo le vie adiacenti si affacciano le storiche dimore patrizie locali, la chiesa di San Giovanni Battista, il Palazzo Priorale, l'Altana dell'Orologio e il settecentesco Teatro dell'Arancio provvisto del sottostante loggiato belvedere. In corrispondenza dell'accesso al vecchio incasato è inoltre situata una fonte di impianto medievale.
Nel settore settentrionale dell'abitato si eleva la facciata della seicentesca chiesa di Santa Lucia, attribuita all'architetto Lattanzio Ventura e fortemente voluta da papa Sisto V; da questo snodo si snoda la via d'arroccamento che conduce ai ruderi della fortezza e a Porta Castello. Lungo il camminamento delle mura fortificate, parzialmente conservate, è possibile visitare il restaurato Torrione della Battaglia, struttura militare del XVI secolo che ospita al proprio interno il *Museo Torrione della Battaglia*, incentrato su una cospicua collezione di opere dello scultore Pericle Fazzini.
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiese Chiesa di Sant'Agostino
Collocata sulla ripida strada che collega la marina al borgo antico, la chiesa ha origine cinquecentesca e conserva un affresco di Vincenzo Pagani raffigurante la Madonna della Misericordia, oltre ad alcune tavole di scuola crivellesca databili tra il XV e il XVI secolo. Sotto il profilo architettonico, l'edificio presenta un'abside merlata e un campanile mozzato; quest'ultimo, secondo la tradizione locale, subì tale riduzione poiché nel convento annesso fu ospitato il monaco agostiniano Martin Lutero durante il suo viaggio verso Roma, poco prima dello scisma protestante. La sobria facciata in laterizio giallo ocra ingloba materiali di spoglio costituiti da antiche pietre incise e lapidi frammentarie.
Al di sopra del portale d'ingresso si conservano i resti di alcuni bacili cinquecenteschi in maiolica disposti a croce, in corrispondenza dei quali è inserito un mattone inciso con la data 1517, anno di fondazione del monastero. L'edificio presenta una pianta longitudinale a navata unica con tetto a capanna e copertura a capriate lignee. Sul lato meridionale si sviluppa un chiostro quadrangolare ad arcate in muratura a tutto sesto poggianti su pilastri a base rettangolare, originariamente provvisto di un pozzo centrale oggi scomparso.
Chiesa di Santa Lucia La chiesa venne edificata per volontà di papa Sisto V (Felice Peretti), nato il 13 dicembre 1521 — giorno di santa Lucia — in un'abitazione preesistente sullo stesso sito. La progettazione venne originariamente affidata all'architetto pontificio Domenico Fontana; l'idea iniziale è testimoniata da una medaglia bronzea esposta presso il locale Museo Sistino (nella chiesa di San Giovanni Battista), che raffigura un tempio monumentale diviso in due piani e preceduto da una scalinata. Il disegno originario prevedeva una struttura a mausoleo con una chiesa inferiore a croce greca (concepita come cripta e corrispondente all'attuale ingresso) e una superiore a croce latina rivolta a oriente, il cui accesso principale si sarebbe sviluppato in corrispondenza di Porta Castello, legando l'edificio alla strada per Montalto delle Marche, elevata a diocesi dallo stesso pontefice.
La configurazione finale differisce in modo significativo dal progetto del Fontana: la posa della prima pietra avvenne il 17 aprile 1590 e la morte del pontefice nell'agosto dello stesso anno bloccò il cantiere, che fu riavviato e completato solo per iniziativa della sorella, Camilla Peretti. La facciata in laterizio, scandita da paraste con elementi decorativi in travertino, è sormontata da un campanile a vela. Il portale è arricchito da un timpano arcuato recante lo stemma araldico dei Peretti e l'emblema papale sistino (un leone rampante con un ramo di pero fruttato, una banda trasversale con stella a otto punte e un trimonzio). L'interno, a pianta quadrata con croce greca inscritta, custodisce altari barocchi, opere pittoriche e un organo del 1752 costruito da Francesco Fedeli.
Chiesa di San Giovanni Battista La chiesa sorge nel cuore del vecchio incasato, affacciata sul lato meridionale di piazza Peretti. Sotto il profilo storico e artistico, l'edificio costituisce una delle principali architetture religiose del comune e ospita al proprio interno la sede locale del Museo Sistino di arte sacra.
L'edificio sorge sul sito di un preesistente luogo di culto risalente ai secoli IX-X, ampliato una prima volta nel XVII secolo; la struttura attuale venne successivamente riprogettata e portata a compimento dall'architetto ticinese Pietro Maggi.
Il prospetto principale presenta uno stile severo ispirato ai canoni dell'architettura della Controriforma; la facciata, realizzata in mattoni a vista, è ripartita da lesene e scandita da quattro nicchie simmetriche, tre portali d'ingresso e un timpano triangolare di coronamento sulla sommità. Lo spazio interno si articola in un'aula unica a sviluppo longitudinale, con copertura a volta a botte ribassata. L'apparato decorativo e gli affreschi interni sono stati eseguiti nel corso degli anni venti del XX secolo dal pittore marchigiano Giuseppe Pauri.
Castello
Le fonti documentarie attestano la presenza di un insediamento fortificato sul colle a partire dall'XI secolo, sebbene l'origine del sito possa risalire ai secoli VIII e IX, connessa alla fondazione della curtis di San Martino da parte dei monaci farfensi. L'ordine monastico protesse il territorio erigendo mura e torri di difesa contro le incursioni dei Saraceni.
L'assetto delle fortificazioni evidenzia una stratificazione edilizia che separa il nucleo apicale più antico dagli stanziamenti successivi disposti lungo le pendici del colle, realizzati in una serie di interventi compresi tra il IX e il XII secolo. Una seconda fase costruttiva, databile tra il XV e il XVI secolo, portò all'edificazione del Torrione della Battaglia con funzioni di difesa dell'abitato e del primitivo scalo portuale, oggi insabbiato.
Nel corso del 1640-43, in occasione della guerra di Castro combattuta tra papa Urbano VIII e il duca di Parma Odoardo Farnese, Grottammare divenne il presidio militare dell'intero litorale compreso tra Ancona e i confini del Regno di Napoli; per tale ragione il castello venne ulteriormente rafforzato e armato con pezzi d'artiglieria.
La fortezza era completata da una torre cilindrica disposta su tre livelli che sorgeva nel punto più alto della rocca, assolvendo anche alla funzione di faro e, probabilmente, di orologio pubblico. Nel 1766 la torre-faro venne parzialmente demolita poiché pericolante, per poi essere definitivamente abbattuta nei primissimi anni dell'XIX secolo.
I ruderi del castello presentano un basamento costituito da muri a scarpa in laterizio dall'andamento curvilineo. Da questo basamento si elevano i resti di una torre e di una cortina muraria perimetrale che conservano i beccatelli e due feritoie d'artiglieria. A breve distanza si trova una seconda torre, anch'essa impostata su un basamento a scarpa, interamente voltata a botte e provvista di analoghi resti di beccatelli.
Torrione della Battaglia