Eidotea () o Idotea () oppure EurinomeZenodoto in scolio a Omero, Odissea, IV, 366: «Ζηνόδοτος δὲ τὴν Εἰδοθέαν Εὐρυνόμην φησὶ καλεῖσθαι» ("Zenodoto dice che Eidotea era chiamata Eurinome".) (), è un personaggio della mitologia greca. Fu una divinità del mare.
Etimologia
Il nome Idotea ( anche tradotto in Eidotea) è stato oggetto di diverse interpretazioni filologiche volte a spiegarne l'origine e il significato: "Brillante d'aspetto": secondo una prima ipotesi, potrebbe trattarsi di un termine composto da eîdos (, "forma", "aspetto") e da thoós (, "brillante", "rapido"). "Di forma divina": una seconda interpretazione suggerisce che la seconda parte del composto derivi direttamente da theá (, "dea"), conferendo al nome il significato di "che ha l'aspetto di una dea" o "dalla forma divina". "Simile a un dio": una terza ipotesi propone che il nome sia una derivazione o un capovolgimento speculare del classico epiteto omerico theoeidḗs (), con il significato di "simile a una divinità".
Genealogia
Figlia di Proteo.
Non sono noti i nomi di suoi eventuali sposi o progenie.
Mitologia
Eidotea compare nel quarto libro dell'Odissea durante il racconto di Menelao a Telemaco e dove dice che una volta giunto sull'isola di Faro e ritrovatosi bloccato da venti contrari che soffiavano da venti giorni, Eidotea provò compassione per lui e gli apparve.
La dea spiegò a Menelao che l'unico modo per lasciare l'isola era costringere suo padre Proteo a rivelare la rotta del ritorno e fu lei ad ideare l'inganno, così scorticò quattro foche appena uccise dal mare e fornì le pelli a Menelao ed ai suoi tre compagni più fidati per permettere loro di nascondersi all'olfatto del dio marino, cospargendo inoltre i loro nasi di ambrosia per mitigare il fetore delle bestie. Grazie alle sue dettagliate istruzioni, l'agguato ebbe successo e Proteo fu costretto a profetizzare la rotta del ritorno degli eroi a Sparta.
Note
Categoria:Discendenti di Poseidone