Sante Geltrude e Lucrezia è un dipinto a olio su tela (235,5 × 145,5 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, intorno al 1645 e conservato nella Galleria Sabauda di Torino. Storia Il dipinto è citato da Carlo Cesare Malvasia nella Felsina pittrice, sotto l’anno 1645: «Al sig. Duca d’Altemps un quadro d’altare con S. Lucretia Vergine e S. Geltrude, mandato in Alemagna». Tuttavia qui il Malvasia ommette un errore, perché il dipinto non era destinato in Germania, ma a Roma, nella chiesa di San Niccolò da Tolentino.
Il pagamento dell'opera è registrato nel Libro dei conti.Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. Alla data 8 giugno 1645 è annotato: «Dall'Em:mo Sig:r Card:le Macchiavelli per il Duca Altem[p]s si è ricevuto ducato:ni 260 per il Quadro di Santa Lucrezia e Santa Geltruda fatto al medemo Sig:r Duca che fano L 1300 è sono Scudi 325».
Il prezzo, abbastanza elevato (solitamente Guercino per una figura intera percepiva 100 ducatoni, probabilmente è conseguenza dell'aumentata fama del pittore, acquisita dopo il trasferimento a Bologna nel 1642.
Il committente era Pietro Altemps, III duca di Gallese, che aveva sposato in seconde nozze Isabella Lante, figlia di Marcantonio Lante e Lucrezia della Rovere. Quest'ultima possedeva il terzo altare a destra nella chiesa di San Niccolò da Tolentino, a Roma. È possibile che Pietro Altemps avesse commissionato il dipinto a Guercino per farne un dono prestigioso alla suocera.
In questa sede fu vista da Filippo de' Rossi e successivamente da Giovanni Battista Passeri. Rimase sull'altare fino al 1781, quando fu rimossa e sostituita con una copia. Per ripianare alcuni debiti familiari, fu inserita in una lista di dipinti compilata da Jean-Baptiste Wicar e posta in vendita. Nel 1817 fu acquistata per mille scudi dal conte Vincenzo Pianciani. Il figlio Luigi la vendette a sua volta allo Stato italiano, che ne dispose la collocazione nella Galleria Sabauda. Descrizione La composizione raffigura santa Lucrezia di Mérida e santa Geltrude di Nivelles a figura intera, poste in primo piano davanti a un paesaggio appena accennato. La santa di sinistra, identificabile come Lucrezia, è raffigurata con lo sguardo rivolto verso l'alto e con le mani aperte in atteggiamento di preghiera, mentre Geltrude, sulla destra, indossa l'abito monastico e tiene tra le mani un libro. Sullo sfondo si distinguono solo pochi elementi architettonici: a sinistra l'avvio di un colonnato e, sul lato opposto, la facciata di una chiesa con il campanile. Nella parte superiore della scena due angioletti recano gli attributi delle sante: un ramo di palma, simbolo del martirio di Lucrezia, e una corona di fiori intrecciati, riferibile a Geltrude.
ll dipinto appartiene alla fase matura della stile del Guercino, quando si era stabilito a Bologna, dopo la morte di Guido Reni "Alla forza della maniera giovanile, che si esprimeva nel contrasto di luci ed ombre giovanile, e linee spezzate, si sostituisce la delicatezza ...che si esprime nello sfumato e nei passaggi cromatici sottili....Al contrasto si sostiuisce un fare più quieto ed equilibrato. Note
Bibliografia
Salerno, Luigi, I dipinti del Guercino, Roma: Ugo Bozzi Editore, 1988, ISBN 978-88-7003-020-4.
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nella Galleria Sabauda Categoria:Dipinti su santa Gertrude di Nivelles Categoria:Dipinti su santi