La chiesa di Santa Maria della Purità, detta anche chiesa delle Anime del Purgatorio o semplicemente del Purgatorio, è una chiesa di Giugliano in Campania, nella città metropolitana di Napoli, situata lungo il corso Campano. Considerata uno degli edifici di culto architettonicamente più notevoli dell'area a nord di Napoli, è un esempio di barocco napoletano a pianta ottagonale, la cui progettazione è attribuita a Domenico Antonio Vaccaro.
Storia Le origini Le vicende della chiesa risalgono alla metà del XVII secolo, quando alcuni fedeli della piazza di San Nicola erano soliti riunirsi a recitare il rosario davanti a un'immagine della Madonna ai cui piedi erano raffigurate le anime del Purgatorio. Nel 1652 i devoti acquistarono alcuni locali dove edificare una cappella per la celebrazione di messe in suffragio delle anime del Purgatorio. A causa di dissidi con il parroco della chiesa di San Nicola, Don Francesco Pragliola, contrario alla costruzione di un campanile accanto alla cappella, il 4 marzo 1657 se ne edificò un'altra poco distante, entro la giurisdizione della parrocchia di San Giovanni Evangelista, con il titolo di "Santa Maria della Purità, Anime del Purgatorio, San Gregorio e San Gaetano".
La costruzione (1700-1747) Grazie alle numerose donazioni raccolte nel tempo (quasi 5000 ducati), verso il 1690 si decise di erigere una chiesa di ben maggiore prestigio architettonico, con pianta a base ottagonale ispirata alla chiesa del Pio Monte della Misericordia di Napoli. La direzione dei lavori fu affidata all'ingegnere Onofrio Parascandolo, mentre il progetto della cupola e il disegno degli stucchi interni sono attribuiti a Domenico Antonio Vaccaro, uno dei maggiori architetti del Settecento napoletano; secondo Bernardo De Dominici l'intervento di Vaccaro si sarebbe limitato alle decorazioni e agli stucchi.
Lo scavo delle fondamenta iniziò il 2 luglio 1700 e la prima pietra fu posta il 5 luglio, con la benedizione di Don Fabio Santoro. I lavori si interruppero più volte per mancanza di fondi e si protrassero per decenni: la chiesa fu completata il 12 marzo 1747 e benedetta il successivo 24 marzo da Don Domenico Pragliola. Il campanile fu eretto nel 1765 su progetto dell'ingegnere Gaetano Barba, al quale si devono anche gli stucchi che ornano la facciata; il coro fu realizzato nel 1770, cui seguirono la sacrestia e il giardino retrostante.
Nel 1762, nell'ambito del censimento generale delle opere d'arte promosso nel Regno di Napoli, lo stesso Barba redasse la Platea della Venerabile Chiesa di Santa Maria delle Purità ed anime del Purgatorio, documento prezioso per la ricostruzione dello stato dell'edificio; il volume, ritrovato dallo storico Emmanuele Coppola e donato al comune di Giugliano, è stato restaurato nel 2019.
Decadenza e restauro Rimasta chiusa al culto durante la seconda guerra mondiale, la chiesa fu in seguito affidata a vari rettori. Per circa un decennio, fino all'ottobre 1998, ospitò provvisoriamente la parrocchia di Sant'Anna, la cui sede era stata gravemente danneggiata dal terremoto del 1980. Successivamente l'edificio rimase di fatto abbandonato: il distacco di calcinacci e di alcune piastrelle maiolicate della cupola indusse i vigili del fuoco a inibirne l'accesso per motivi di sicurezza, e la struttura, inserita anche tra i "beni culturali abbandonati" censiti dal Ministero della cultura, restò chiusa per circa vent'anni.
Dopo vari progetti di recupero rimasti senza esito, nel 2023 il comune di Giugliano ha avviato i lavori di bonifica, consolidamento e riqualificazione, comprendenti il risanamento della cupola e della lanterna, il ripristino delle coperture lignee dell'abside e della sacrestia, il rifacimento del campanile e del prospetto principale e il recupero delle pavimentazioni e dei marmi.
Descrizione Esterno La facciata, rivolta a nord verso il corso Campano e preceduta da un breve spiazzo, è caratterizzata da quattro paraste di ordine ionico e da un grande portale sormontato da un timpano curvo, sotto il quale sono scolpiti tre teschi, espliciti richiami alla caducità dell'esistenza e al tema delle anime del Purgatorio; il coronamento è a timpano curvo spezzato con due cuspidi. Sopra il portale si legge l'iscrizione DOM (Deo Optimo Maximo), un tempo accompagnata da una dedica alle anime del Purgatorio.
Il campanile, addossato a destra della facciata ma con essa dialogante per l'affinità delle decorazioni, si sviluppa su tre livelli: il secondo, che ospita le campane, presenta quattro aperture ad arco acuto sormontate da timpani triangolari, mentre il terzo è cinto da una balaustra con aperture ellissoidali; si conclude con un cupolino a cuspide.
L'elemento più caratteristico è la grande cupola a otto spicchi con nervature estradossate, di profilo ogivale, rivestita di maioliche policrome (gialle, verdi, bianche e nere) disposte "a squame di pesce" che ne scandiscono il ritmo; alla sommità si eleva un cupolino, un tempo sormontato da una sfera bronzea con croce, poi rimossa per sicurezza.
Interno L'interno è a pianta centrale ottagonale, ottenuta dall'intersezione di due croci greche, la maggiore in asse con l'ingresso e l'abside, la minore ruotata di 45°, con otto grandi pilastri poligonali che reggono il tamburo e la cupola. Attorno allo spazio centrale si dispongono due cappelloni e alcune cappelle minori; il vano absidale, con l'altare maggiore, è coperto da una volta a crociera e vi si accede da due gradini. L'ambiente è illuminato dagli otto finestroni della cupola ed è riccamente decorato a stucchi; la pavimentazione attuale, in graniglia, risale agli anni sessanta-settanta del Novecento.
Opere Sull'altare maggiore si trovava la grande tela Santa Maria della Purità con san Gregorio Magno e le anime del Purgatorio, realizzata nel 1656 dal pittore di origine aversana Carlo Mercurio, allievo di Battistello Caracciolo. Nei due cappelloni erano collocate La Crocifissione e La Sacra Famiglia (nota anche come Riposo durante la fuga in Egitto), opere del giuglianese Nicola Cacciapuoti eseguite tra il 1738 e il 1744, cui si aggiungevano altre quattro tele dello stesso autore nelle cappelle minori. In seguito alla chiusura dell'edificio, le principali tele sono state trasferite e sono conservate presso la sala consiliare del municipio di Giugliano; la chiesa custodiva inoltre le statue di san Gerardo Maiella e del Sacro Cuore di Gesù. All'esterno, a sinistra dell'ingresso, si trova una maiolica raffigurante la Madonna della Preghiera, realizzata nel 2000 da Mimmo Savino.
Note
Bibliografia Fabio Sebastiano Santoro, Scola di Canto Fermo, Napoli, Stamperia di Novello de Bonis, 1715, pp. 93-94.
AA.VV., Guida storico artistica di Giugliano in Campania, Giugliano, Pro Loco, 2010.
Voci correlate Domenico Antonio Vaccaro Pio Monte della Misericordia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Chiese di Giugliano in Campania Categoria:Chiese barocche della Campania Categoria:Chiese dedicate a Maria Maria della Purità