The Octoroon; or, Life in Louisiana, comunemente noto come The Octoroon, è un melodramma in cinque atti del drammaturgo irlandese Dion Boucicault, rappresentato per la prima volta il 5 dicembre 1859 al Winter Garden Theatre di New York. L'opera è tratta dal romanzo The Quadroon di Thomas Mayne Reid ed è ambientata nella piantagione immaginaria di Terrebonne, in Louisiana.
La vicenda è incentrata sull'amore fra George Peyton e Zoe, giovane di ascendenza mista che, secondo le leggi schiaviste dell'epoca, fa parte della proprietà della famiglia Peyton. Il dramma combina l'intreccio sentimentale con la rappresentazione della schiavitù, delle gerarchie razziali e della crisi economica di una piantagione del Sud degli Stati Uniti.
L'opera conobbe un'ampia diffusione negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Australia. La sua storia scenica fu caratterizzata dalla circolazione di finali diversi: nella versione statunitense in cinque atti Zoe muore avvelenata; a Londra Boucicault approntò anche una conclusione nella quale la protagonista sopravvive, ma il finale tragico continuò a essere rappresentato in altre produzioni.
Trama Dopo la morte del giudice Peyton, la piantagione di Terrebonne, in Louisiana, è gravata dai debiti e rischia di essere venduta all'asta. George Peyton, nipote ed erede del giudice, torna da Parigi nel tentativo di salvare la proprietà. A Terrebonne incontra Zoe, figlia del giudice e di una donna schiava, allevata dalla vedova Peyton come una componente della famiglia. George si innamora di lei, sebbene la ricca Dora Sunnyside desideri sposarlo e sia disposta a contribuire economicamente al salvataggio della piantagione. Zoe ricambia l'amore di George, ma gli rivela che, in quanto persona per un ottavo di ascendenza africana, è considerata schiava dalla legge e non può sposarlo.
Jacob M'Closky, già sorvegliante di Terrebonne e principale creditore della proprietà, intende impadronirsi della piantagione e di Zoe. La famiglia Peyton attende da Liverpool una lettera recante il pagamento di un vecchio debito, grazie al quale sarebbe possibile evitare l'asta. Quando Paul, un giovane schiavo, torna con la posta insieme al nativo americano Wahnotee, M'Closky lo uccide servendosi del tomahawk dell'amico e sottrae la lettera. Il delitto viene tuttavia registrato accidentalmente dall'apparecchio fotografico che Paul e Wahnotee stavano usando.
In assenza del documento che potrebbe salvare Terrebonne, la proprietà e le persone tenute in schiavitù che vi abitano vengono messe all'asta. Si scopre inoltre che l'atto con il quale il giudice Peyton aveva liberato Zoe non può sottrarla ai creditori: la giovane viene quindi venduta insieme agli altri beni della tenuta. Dora fa acquistare Terrebonne dal padre, ma M'Closky offre la somma più alta per Zoe e ne diventa proprietario. Nel frattempo Wahnotee, sospettato dell'uccisione di Paul, rischia di essere linciato.
La lastra fotografica viene infine recuperata e rivela che l'assassino è M'Closky. Questi riesce a fuggire e appicca il fuoco a un battello a vapore, ma viene raggiunto e ucciso da Wahnotee. La lettera sottratta viene ritrovata e la proprietà può tornare a George. Zoe, convinta tuttavia di non avere alcuna possibilità di vivere liberamente con lui, ha già ingerito del veleno e muore fra le sue braccia. Questo è il finale della versione originariamente rappresentata negli Stati Uniti.
Composizione e rappresentazioni Boucicault ricavò il soggetto dal romanzo The Quadroon, pubblicato da Thomas Mayne Reid nel 1856, modificandone però ampiamente personaggi, struttura e intreccio. Il dramma è pertanto generalmente considerato un'opera autonoma piuttosto che una semplice riduzione teatrale del romanzo.
La prima rappresentazione ebbe luogo il 5 dicembre 1859 al Winter Garden Theatre di New York. L'opera debuttò in un momento di forte tensione politica intorno alla schiavitù, pochi giorni dopo l'esecuzione dell'abolizionista John Brown e meno di un anno e mezzo prima dello scoppio della guerra di secessione americana.
La prima londinese si tenne il 18 novembre 1861 all'Adelphi Theatre, con Agnes Robertson, moglie di Boucicault, nel ruolo di Zoe. La produzione presentò inizialmente il finale tragico già rappresentato negli Stati Uniti. Il dramma circolò inoltre molto presto nei teatri australiani, dove il finale con la morte di Zoe continuò a essere utilizzato anche dopo la comparsa delle versioni modificate a Londra.
Temi e caratteristiche Il conflitto centrale del dramma nasce dalla contraddizione fra l'aspetto e l'educazione di Zoe, indistinguibili da quelli dei personaggi bianchi, e la sua condizione giuridica di persona schiavizzata. Secondo il principio legale per cui i figli ereditavano lo status della madre, la discendenza da una donna schiava rende Zoe parte dei beni della piantagione, nonostante il padre avesse cercato di liberarla.
L'opera utilizza la struttura caratteristica del melodramma, con una netta opposizione fra vittime virtuose e antagonisti malvagi, coincidenze, rivelazioni e scene spettacolari. Fra i principali effetti scenici figurano l'asta degli schiavi, l'omicidio accidentalmente registrato da una macchina fotografica, l'incendio del battello a vapore e il combattimento conclusivo fra Wahnotee e M'Closky.
La fotografia assume una funzione decisiva come prova apparentemente oggettiva del delitto: l'immagine permette di identificare M'Closky e sostituisce la testimonianza verbale che Wahnotee non riesce a fornire. Il dispositivo tecnologico collega così lo spettacolo melodrammatico a una riflessione sulla visibilità, sull'identificazione e sull'autorità delle prove.
Benché sia stato frequentemente interpretato come un dramma antischiavista, The Octoroon presenta una posizione complessa e non priva di contraddizioni. La denuncia della vendita di Zoe e della riduzione degli esseri umani a proprietà convive con le convenzioni razziali e gli stereotipi del teatro ottocentesco, compresi quelli legati al blackface e al minstrel show.
Finali alternativi Nella versione statunitense originale il quinto atto termina con il suicidio di Zoe. La giovane, convinta che la propria condizione giuridica renda impossibile una vita con George, ingerisce del veleno e muore fra le sue braccia.
Quando il dramma debuttò a Londra nel novembre 1861, questo finale fu inizialmente mantenuto. Le reazioni negative di parte del pubblico alla morte della protagonista indussero tuttavia Boucicault a preparare una nuova conclusione nella quale Zoe sopravvive e può lasciare gli Stati Uniti insieme a George.
Circolò successivamente anche una versione abbreviata in quattro atti: Zoe non muore né sposa esplicitamente George, ma rimane silenziosa fra le sue braccia mentre i personaggi assistono all'incendio del battello Magnolia. Le ricerche sui copioni di scena e sui programmi teatrali hanno dimostrato che le diverse conclusioni continuarono a essere rappresentate contemporaneamente in Gran Bretagna e nelle colonie, senza che una versione sostituisse definitivamente le altre.
Accoglienza e fortuna Fin dalla prima rappresentazione il dramma suscitò un dibattito sul rapporto fra teatro, schiavitù e politica. Il quotidiano filoschiavista New York Herald temeva che l'opera rafforzasse il movimento abolizionista; il New York Times, dopo averla inizialmente descritta come politicamente innocua, riconobbe pochi giorni dopo che il dramma era divenuto oggetto di una vasta discussione pubblica.
In occasione della prima londinese, The Illustrated London News dedicò particolare attenzione alla scena dell'asta, apprezzandone la rappresentazione contenuta ma esplicita della compravendita legalizzata di esseri umani. La stessa recensione rilevò la forte partecipazione del pubblico alla sorte di Zoe e la sua insoddisfazione per il finale tragico.
Il dramma è menzionato anche nell'epitaffio poetico «Walter Simmons» dell'Antologia di Spoon River (1915) di Edgar Lee Masters, nel quale il personaggio ricorda di avere interpretato il ruolo del cattivo in The Octoroon.
L'opera è rimasta oggetto di studi sulla rappresentazione teatrale della schiavitù, dell'identità razziale e delle relazioni interrazziali. Nel 2014 il drammaturgo statunitense Branden Jacobs-Jenkins ne realizzò una rielaborazione metateatrale intitolata An Octoroon, che riprende personaggi e parti del dialogo originale per sottoporre a critica le convenzioni razziali e teatrali del testo ottocentesco.
Adattamenti Nel 1912 il dramma fu adattato nel film muto australiano The Octoroon, diretto da George Young e prodotto dall'Australian Film Syndicate. Il film, oggi considerato perduto, riprendeva il finale tragico con la morte di Zoe.
Un secondo adattamento cinematografico, anch'esso intitolato The Octoroon, fu diretto nel 1913 da Sidney Olcott per la Kalem Company, su sceneggiatura di Gene Gauntier. Il cortometraggio statunitense, distribuito in tre rulli, fu girato a Jacksonville, in Florida.
La riscrittura teatrale An Octoroon di Branden Jacobs-Jenkins debuttò nella sua forma definitiva a New York nel 2014 e contribuì a rinnovare l'interesse per il dramma di Boucicault e per la sua problematica rappresentazione della razza.
Note
Bibliografia
Deirdre McFeely, Dion Boucicault: Irish Identity on Stage, Cambridge, Cambridge University Press, 2012, ISBN 978-1-107-00793-2. Lisa Merrill e Theresa Saxon, «Replaying and Rediscovering The Octoroon», in Theatre Journal, vol. 69, n. 2, 2017, pp. 127-152. Patrick Lonergan, «Race, Minstrelsy, and the Irish Stage: The Origins and Afterlives of Dion Boucicault's The Octoroon», in Malcolm Sen e Julie McCormick Weng (a cura di), Race in Irish Literature and Culture, Cambridge University Press, 2024, pp. 59-80.
Collegamenti esterni
Testo integrale di The Octoroon; or, Life in Louisiana su Progetto Gutenberg. Scheda della prima produzione nell'Internet Broadway Database.
Categoria:Opere teatrali del 1859 Categoria:Opere teatrali di autori irlandesi Categoria:Opere teatrali ambientate negli Stati Uniti d'America