Lincursione sul Medway — nota anche come battaglia del Medway o battaglia di Chatham — fu un'offensiva olandese contro la flotta della Marina militare britannica e i cantieri navali di Chatham e Gillingham, nel Kent. L'attacco, lanciato tra il 6 e il 14 giugno 1667, rientrò nel contesto della seconda guerra anglo-olandese, un conflitto armato tra l'Inghilterra e le Province Unite dei Paesi Bassi svoltosi nella seconda metà del XVII secolo.
Questa incursione, generalmente considerata la più grande vittoria navale olandese e la peggior sconfitta navale inglese, decise le sorti della Seconda guerra anglo-olandese. Gli inglesi avviarono subito trattative di pace che portarono al Trattato di Breda, favorevole agli olandesi, firmato il 31 luglio 1667.
Contesto e preparazione Nel marzo 1667 furono avviate le trattative per concludere la pace dopo la Prima guerra anglo-olandese ma il re Carlo II d'Inghilterra ritardò il processo di pace; da parte loro, gli olandesi pensarono che la guerra dovesse concludersi rapidamente con una vittoria decisiva, che avrebbe ovviamente portato a condizioni di pace molto più favorevoli.
La flotta olandese era composta da circa sessanta navi pesanti armate di cannoni, quindici navi leggere manovrabili e dodici cosiddetti bruciatori, destinati a speronare le navi nemiche in fiamme e farle prendere fuoco. A De Ruyter furono messi a disposizione circa mille soldati, alcuni dei quali provenivano dal neonato corpo dei Mariniers, addestrato agli attacchi anfibi, il primo di questo genere al mondo.
La pianificazione operativa fu fatta da Willem Joseph van Ghent, ex colonnello dei Mariniers e tenente ammiraglio. Avrebbe guidato l'operazione di sbarco.
Descrizione
L'idea di uno sbarco di truppe nelle Isole Britanniche non era nuova. Tali piani erano già stati elaborati dopo la vittoria della flotta olandese nella Battaglia dei Quattro Giorni. Nell'estate del 1666, l'ammiraglio Michiel de Ruyter aveva guidato circa 6000 soldati all'estuario del Tamigi per poter intervenire a sostegno di una rivolta della popolazione inglese contro Carlo II. Ma tale rivolta non si concretizzò e dopo una tempesta le navi da trasporto furono rimandate nei porti olandesi.
Gli olandesi salparono il 4 giugno 1667 con 62 fregate, più 15 navi più leggere e 12 brulotti. La flotta fu organizzata in tre squadroni: il primo era comandato dallo stesso De Ruyter, il secondo era comandato dal tenente ammiraglio Aert Jansse van Nes ed il terzo era comandato da Willem Joseph van Ghent..
L'attacco colse gli inglesi di sorpresa. Lo schieramento difensivo inglese era stato dislocato ad Harwich (oltre 110 km da Londra) e addirittura in Scozia e non erano stati fatti preparativi per un attacco nel cuore dell’isola. William Coventry dichiarò che era altamente improbabile che gli olandesi sbarcassero vicino a Londra; al massimo, per rafforzare il morale, gli olandesi avrebbero lanciato un attacco simbolico su un obiettivo di medie dimensioni ed esposto come Harwich, che era quindi stato pesantemente fortificato in primavera.
L'Inghilterra aveva solo un piccolo esercito e le poche unità disponibili furono disperse perché le intenzioni olandesi erano poco chiare. Questo spiega perché non furono adottate contromisure efficaci, anche se ci vollero circa cinque giorni perché gli olandesi raggiungessero Chatham, manovrando lentamente attraverso i banchi di sabbia, lasciando le navi più pesanti come forza di copertura. Poterono avanzare a tappe solo quando la marea era favorevole.
La marina militare olandese disponeva di un corpo di uomini addestrati sia per il combattimento sulle navi sia per il combattimento a terra. Questo corpo era stato istituito da van Ghent. Mille soldati con questo addestramento furono impiegati per quest’operazione. Il 9 giugno trenta navi olandesi si approssimarono all’estuario del Tamigi al largo di Sheerness. Le trenta navi appartenevano allo squadrone di fregate di Van Ghent. Contemporaneamente una squadra di incursori sbarcò sull'Isola di Grain (una penisola dove il fiume Medway incontra il Tamigi).
La flotta olandese raggiunse l'isola di Sheppey il 10 giugno e lanciò un attacco contro il forte incompleto di Garrison Point. Il capitano Jan van Brakel, seguito da altre due navi da guerra, navigò il più possibile vicino al forte per attaccarlo con il fuoco di cannone. Gli inglesi avevano lasciato solo una nave a difesa della posizione, la fregata ‘’Unity’’, che era stanziata davanti al forte. Il contrattacco inglese fu superato facilmente e Garrison Point fu fatto esplodere. Circa 800 Mariniers sbarcarono a un miglio di distanza..
L’11 giugno gli inglesi stesero sulle due rive del Medway (nei pressi della località di Gillingham) la catena difensiva in ferro per sbarrare l’accesso alle navi nemiche. La catena che attraversava il fiume fu protetta da batterie leggere. Furono fatte affondare 4 grandi navi e tre piccole per ostruire la navigabilità del fiume.
Lo squadrone di Van Ghent avanzò il 12 giugno lungo il fiume Medway e attaccò le difese inglesi alla catena. Il brulotto del comandante Jan Daniëlsz van Rijn ruppe la catena. Gli olandesi distrussero tutte le navi che erano a tiro; poche riuscirono a fuggire. Tra le perdite inglesi vanno contate anche trenta navi deliberatamente affondate.
Il 13 giugno, l'intera riva del Tamigi, fino a Londra, era in preda al panico e molti cittadini benestanti fuggirono dalla città, portandosi via i loro beni più preziosi. Gli olandesi continuarono l'avanzata verso i moli di Chatham; altre navi inglesi furono colpite e incendiate. L'incursione costò agli inglesi quattro delle otto navi rimaste con più di 75 cannoni. Tre delle quattro navi più grandi della marina andarono perse..
Conseguenze L'assalto al fiume Medway fu un duro colpo alla reputazione della corona inglese. Carlo si sentì personalmente offeso dal fatto che gli olandesi avessero attaccato mentre lui aveva attraccato la sua flotta e le trattative di pace erano in corso. Il suo risentimento fu una delle cause della Terza guerra anglo-olandese (1672-74).
Nel breve termine, il Lord Cancelliere, Edward Hyde, fu dichiarato capro espiatorio, destituito e costretto all'esilio.
Note
Bibliografia Samuel Pepys, Journal, Robert Laffont, 1994.
Voci correlate Korps Mariniers Storia dei Paesi Bassi
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