La Liga Nacional de Básquet 2020-2021 è stata la trentasettesima edizione della Liga Nacional de Básquet, la massima divisione del campionato argentino di pallacanestro.

La stagione ebbe inizio il 4 novembre 2020 con un formato a «bolle sanitarie», adottato come risposta alla pandemia di COVID-19, dopo l'approvazione del Ministero del Turismo e dello Sport, secondo quanto disposto dal Ministero della Salute.

La ripresa degli allenamenti fu autorizzata il 23 settembre 2020, mentre lo svolgimento della stagione ricevette l'approvazione definitiva il 2 novembre.

La stagione prese ufficialmente il via il 4 novembre con l'assegnazione della Coppa Osvaldo Arduh, istituita in memoria dell'ex allenatore dell, scomparso poco prima dell'inizio del campionato a causa delle complicazioni dovute al COVID-19.

Il 18 novembre, in seguito a un focolaio di contagi sviluppatosi nei giorni precedenti, il Ministero del Turismo e dello Sport dispose la sospensione del campionato, revocando temporaneamente l'autorizzazione allo svolgimento delle attività sportive per squadre e staff coinvolti nella competizione. Il torneo riprese il 4 dicembre con una modifica della formula di svolgimento.

Il 7 gennaio 2021, nel corso di una riunione tra i presidenti dei club e l'AdC, fu deciso di introdurre una Final Four tra le migliori squadre al termine del girone d'andata per assegnare il titolo del Torneo Súper 20 2020.

L'8 aprile 2021 venne decretata la retrocessione del , sconfitto da nella seconda gara della serie al meglio delle tre partite per la permanenza. Per il Bahía Basket si concluse così una permanenza di otto stagioni consecutive nella massima serie, mentre il club di Córdoba riuscì a mantenere la categoria per il secondo anno consecutivo.

Il 15 maggio 2021 il sconfisse il nella finale, conquistando il quinto titolo nazionale consecutivo.

Ripercussioni della pandemia

La pandemia di COVID-19 e il lungo periodo di quarantena imposto in Argentina crearono un clima di forte incertezza attorno ai campionati professionistici di pallacanestro del Paese, inducendo numerosi giocatori a trasferirsi in nazioni dove le competizioni erano già riprese. Alla già grave crisi economica del Paese si aggiunsero le difficoltà finanziarie dei club e degli sponsor, che ridussero sensibilmente gli investimenti destinati alla stagione. Un caso emblematico fu quello del , che a metà 2020 annunciò, nel corso di un'assemblea societaria, una riduzione del 50% del budget destinato alla sezione cestistica.

Anche il valutò la possibilità di cedere il proprio titolo sportivo a causa delle gravi difficoltà economiche. Tuttavia, non essendosi presentato alcun acquirente disposto a pagare i 9 milioni di pesos richiesti, il club rimase iscritto alla Liga Nacional.

A metà agosto, in assenza di risposte da parte delle autorità governative, iniziò a circolare l'ipotesi di disputare il campionato con un sistema di «bolle sanitarie», sul modello adottato dalla NBA 2019-2020 per completare la stagione. Nello stesso periodo, il presidente dell'AdC, Gerardo Montenegro, dichiarò che il ministro del Turismo e dello Sport Matías Lammens non aveva ancora fornito indicazioni sulle modalità di ripresa del campionato. In quel momento si ipotizzava già un avvio della stagione nel mese di novembre.

Alla fine di agosto Matías Lammens e Fabián Borro si incontrarono per discutere principalmente dell'adozione del sistema delle bolle sanitarie, della sospensione del Torneo Súper 20 e delle difficoltà nel far ripartire anche la Liga Argentina, la Liga de Desarrollo e il Torneo Federal de Básquetbol. Il progetto prevedeva la ripresa degli allenamenti collettivi nel mese di ottobre e lo svolgimento del campionato in bolle sanitarie fino al miglioramento della situazione epidemiologica.

Il 31 agosto l'AdC pubblicò ufficialmente il nuovo formato, confermando le indiscrezioni circolate nelle settimane precedenti. Il campionato sarebbe stato suddiviso in una zona Nord e una zona Sud, con inizio previsto il 1º novembre 2020. Intervistati da Basquet Plus, gli allenatori Osvaldo Arduh e Federico Fernández espressero perplessità sui tempi di preparazione, giudicando eccessivo disputare diciotto partite in quaranta giorni, mentre la maggior parte degli altri tecnici accolse positivamente il ritorno all'attività.

L'8 settembre fu autorizzata la ripresa degli allenamenti all'aperto per i club della Liga Nacional. In quel periodo erano in corso le valutazioni per ospitare le bolle sanitarie a Mar del Plata per la zona Sud e a Villa Carlos Paz per la zona Nord. Successivamente si candidarono anche San Nicolás de los Arroyos, Buenos Aires e Corrientes, ma alla fine l'organizzazione optò per concentrare entrambe le bolle nella provincia di Córdoba.

Il 23 settembre il Ministero della Salute autorizzò ufficialmente la ripresa degli allenamenti per le squadre della Liga Nacional.

Il 10 ottobre, a causa dell'aggravarsi della situazione epidemiologica nella provincia di Córdoba, fu deciso di non organizzare più le bolle sanitarie in quella sede. Pochi giorni dopo il ministro Matías Lammens annunciò che il campionato sarebbe ripreso nel mese di novembre e che entrambe le bolle sarebbero state allestite nella Città di Buenos Aires.

Nel novembre 2020, dopo la firma ufficiale del Capo di Gabinetto, furono confermate sia le sedi delle due bolle, entrambe nella capitale federale, sia la nuova formula del campionato, modificata rispetto a quella annunciata in precedenza.

Protocollo COVID-19 Il protocollo COVID-19 fu elaborato congiuntamente dall'AdC e dalla CABB per consentire lo svolgimento dell'attività professionistica durante la pandemia. Il documento, composto da diciassette pagine, definiva le procedure relative agli allenamenti, ai trasporti, all'accesso agli impianti, alla sanificazione delle strutture, alle modalità di allenamento e alla gestione dei casi di positività.

Tra gli argomenti affrontati figuravano inoltre l'ambito di applicazione della normativa, le informazioni generali, i principi fondamentali, gli obiettivi, le caratteristiche della disciplina, le raccomandazioni per tutti gli operatori coinvolti, la gestione dei casi sospetti, le modalità di allenamento e l'assistenza fisioterapica.

Cessione del titolo dell'Estudiantes Concordia Un'altra importante conseguenza della pandemia fu la decisione dell' di mettere in vendita il proprio titolo sportivo, dopo aver perso gran parte del sostegno economico necessario alla partecipazione al campionato.

Il 4 settembre la cessione del titolo sportivo divenne effettiva, mentre l'AdC aveva fissato al 31 agosto il termine entro il quale le trattative avrebbero dovuto concludersi. Pochi giorni dopo emerse l'interesse dell ad acquisire il titolo sportivo.

Il 12 settembre l'AdC approvò ufficialmente la trattativa tra le due società, confermando l'interesse del club di Oberá. Il trasferimento fu definitivamente confermato il 19 settembre, consentendo all di esordire nella massima serie argentina, diventando il secondo club della provincia di Misiones a partecipare alla Liga Nacional dopo il nella stagione 1995-1996.

Modifiche regolamentari

Nel comunicato ufficiale del 25 agosto 2020, l'AdC pubblicò una serie di modifiche regolamentari, alcune introdotte come risposta alla pandemia di COVID-19 e altre finalizzate a regolarizzare i rapporti contrattuali tra club e giocatori. Tra le misure previste per la stagione 2020-2021, la cui disputa restava subordinata all'approvazione delle autorità nazionali, figuravano l'adozione del protocollo COVID-19, l'ufficializzazione del sistema delle bolle sanitarie e la suddivisione del campionato in due conference (Nord e Sud) fino al 20 dicembre 2020.

Per quanto riguarda i rapporti contrattuali, l'AdC rese pubblica l'esistenza della pratica dei doppi contratti tra giocatori e società. Un primo contratto veniva depositato presso l'AdC e l'AFIP, con un compenso tale da rientrare nel regime fiscale del monotributo, mentre un secondo contratto, non dichiarato alle autorità fiscali,Per «contratto in nero» si intende un accordo non dichiarato alle autorità competenti e quindi estraneo al sistema tributario argentino. prevedeva un ulteriore compenso e condizioni differenti. La nuova normativa stabilì l'obbligo di un unico contratto, pienamente conforme alla legislazione vigente e soggetto ai relativi obblighi fiscali, la cui regolarità sarebbe stata verificata da una Commissione per il controllo del bilancio.

Un'altra novità riguardò l'introduzione del nulla osta per assenza di debiti nei confronti dei giocatori stranieri. Tale strumento era già previsto per gli atleti argentini, ma non per quelli provenienti dall'estero, i quali, in caso di inadempienza da parte delle società, potevano rivolgersi esclusivamente al Basketball Arbitral Tribunal (BAT), come avvenuto nei confronti del e del .

Controversia arbitrale prima dell'inizio della stagione

Prima dell'inizio della stagione gli arbitri raggiunsero un contratto collettivo di lavoro, sottoscritto con il consenso della CABB e dell'AdC, che li riconosceva ufficialmente come lavoratori sindacalizzati. L'accordo prevedeva inoltre che tutti gli arbitri percepissero una retribuzione superiore al salario minimo vitale e mobile previsto dalla normativa argentina. Il conflitto nacque dall'interpretazione dell'intesa: gli arbitri ritenevano di avere diritto al compenso anche nei periodi in cui il campionato non era in corso, mentre l'AdC sostenne che il contratto non prevedesse tale obbligo.

In questo contesto, a quarantotto ore dall'inizio della stagione, gli arbitri proclamarono uno sciopero. In risposta, l'organizzazione designò ugualmente i direttori di gara e, constatata la loro mancata presentazione, affidò la direzione degli incontri ad arbitri appartenenti a un'altra associazione, la FEBAMBA, la federazione cestistica dell'area metropolitana di Buenos Aires.

La controversia si risolse in tempi brevi; tuttavia, le prime due giornate della stagione, relative alle gare della Zona Nord, furono dirette da arbitri appartenenti all'associazione ex SADRA.

Problemi e «collasso» della bolla sanitaria: sospensione del campionato

Secondo quanto riportato dal giornalista Mauricio Codocea per il Clarín, il sistema delle bolle sanitarie presentò fin dall'inizio numerose criticità. Le delegazioni erano ospitate negli hotel Howard Johnson Plaza di Buenos Aires, situato in Lima 653, e Ramada di Vicente López, entrambi riservati esclusivamente alle persone coinvolte nello svolgimento della stagione. Tuttavia, il protocollo sanitario non fu sempre rispettato: tra le irregolarità segnalate vi furono la contemporanea presenza di due squadre nella sala da pranzo, la distribuzione di pasti non confezionati singolarmente e la mancata sanificazione degli autobus tra uno spostamento e l'altro.

Il 14 novembre si verificò il primo grave problema del formato a bolle sanitarie. Dopo alcuni casi isolati di positività al COVID-19, tra cui quelli di Federico Sarmiento dell, risultato positivo il 3 novembre prima dell'inizio del campionato, di Diego Romero del , sottoposto a tampone il 10 novembre dopo aver accusato mal di gola e risultato positivo il giorno successivo, e di Fabián Ramírez Barrios del , risultato positivo il 13 novembre, il 14 novembre furono comunicati nove casi positivi all'interno della delegazione del e altri otto nel .

In risposta alla situazione, l'organizzazione dispose l'isolamento delle delegazioni coinvolte, assegnò la sconfitta a tavolino per le gare previste in quella giornata, rinviò la partita tra e e sospese l'intera giornata del 15 novembre, sottoponendo inoltre a tampone tutte le delegazioni partecipanti.