Biografia Era figlio di Uberto Pallavicino e di Caterina Rossi.
Nel 1360 venne chiamato dalla magistratura di Siena a svolgere l'incarico di conservatore.
Nel 1363, dalla parte dei ghibellini, fu al servizio dei Visconti in qualità di condottiero al seguito di Bernabò Visconti e il 6 aprile venne catturato durante la battaglia di Solara e tradotto a Padova dai Carraresi. Venne liberato solo l'anno dopo.
Passò nel 1374 dalla parte dei guelfi provocando le ire di Bernabò, che provvide a confiscargli alcuni feudi, tra cui Bargone e alcune case a Milano.
Dopo la morte di Bernabò nel 1385, Niccolò entrò nelle grazie del suo successore Gian Galeazzo Visconti che lo ripristinò nei suoi possedimenti ed entrò al suo servizio. Nel 1391 venne eletto consigliere ducale del duca di Milano e ottenne la cittadinanza di Pavia.
Nel 1394 Venceslao di Lussemburgo concesse a Niccolò l'investitura di numerosi feudi nelle zone di Volterra, Lucca, Piacenza e Cremona.
Nel 1397 fu ambasciatore della città di Parma.
Morì nel 1401, forse avvelenato dalla moglie.
Discendenza Niccolò sposò in prime nozze nel 1360 Antonia Casali di Cortona e in seconde nozze Maria di Giovanni Attendolo, sorella del famoso condottiero Giacomo Attendolo, "Muzio Sforza".
Ebbe un figlio naturale, in seguito riconosciuto e legittimato, Rolando detto "il Magnifico" (1393-1457), uno degli esponenti più importanti della casata.Pompeo Litta, Famiglie celebri italiane. Pallavicino, Tav. XXVIII, Torino, 1838.
Note
Bibliografia Pompeo Litta, Famiglie celebri italiane. Pallavicino, Tav. XXVIII, Torino, 1838.
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