Fossa è una località costiera del comune di Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza, situata lungo la Costa degli Achei sul Mar Ionio.

La zona è caratterizzata dalla presenza di una depressione sottomarina unica in Italia, che raggiunge profondità abissali a breve distanza dalla battigia.

Storia

Secondo ricostruzioni orali e testimonianze locali, la zona era conosciuta in epoca greco-romana con il nome di Vorago Nigra o Fossa Nigra, denominazione che richiamava le acque scure e profonde della baia. La conformazione naturale della baia, protetta dai venti e dalle correnti, la rendeva un porto di fortuna. Le due punte di terra che delimitano l'insenatura e le alture retrostanti offrivano un riparo sicuro durante le tempeste, rendendola un approdo strategico lungo le rotte del Mare Nostrum.

L'area fa parte della Costa degli Achei, un tratto di litorale calabrese ricco di riferimenti mitologici: secondo alcune interpretazioni della tradizione omerica, Ulisse potrebbe essere approdato in questi luoghi durante il suo viaggio di ritorno verso Itaca; nel mito infatti vengono descritti dettagliatamente i paesaggi che sembrano rispecchiare l'ambiente circostante.

Nel periodo medievale il nome si trasformò in Vurga Nigra, dal termine dialettale vurga, che indicava grandi recipienti utilizzati per contenere olio o vino.

A testimonianza dell'uso consolidato del toponimo nel XIX secolo, documenti storici relativi al brigantaggio post-unitario riportano che nel marzo 1866 la zona era già identificata come "contrada Fossa". In tale località avvenne uno scontro armato in cui perse la vita il brigante Andrea Todaro.

Nel XX secolo la baia ospitava un piccolo villaggio di pescatori stagionali, provenienti principalmente dalla Costiera Amalfitana e da Cetraro, che vi si stabilivano nei mesi dedicati alla pesca del pesce azzurro. La pesca era incentrata sui pesci pelagici, in particolare sulle sarde e sulla “neonata”, da cui si ricavava la Sardella; la ricchezza planctonica delle acque e le correnti moderate rendono la baia un habitat favorevole per la riproduzione di queste specie.

Sempre nel XX secolo la località della Fossa ha mantenuto stretti legami socio-economici con i territori limitrofi e con il comune di Longobucco, dal quale si trasferirono cinque famiglie per insediarvisi stabilmente.

Gli scambi commerciali dell'epoca vedevano la Fossa legata anche all'approvvigionamento alimentare: ad esempio, il mercato cittadino (allestito nella piazza di Longobucco detta "Fosso") era il punto di arrivo di muli e asini impiegati per trasportare il pesce pescato alla Fossa o i prodotti agricoli dai comuni vicini.

Le condizioni meteo-morfologiche particolari permettevano la facile messa in sicurezza delle imbarcazioni in caso di mareggiata, un'azione di pesca più semplice e agevole e la costruzione di abitazioni temporanee in legno, canne e paglia, chiamate pagghiari; il contesto dava quindi vita a un piccolo insediamento stagionale.

Nel 2018 l'apneista italiano Antonio Mogavero ha scoperto e individuato la baia come luogo ideale per l'allenamento e la pratica dell'apnea profonda.

Geografia e geologia

La località di Contrada Fossa fa parte della frazione Fossa-Solfara Mare, nata dall'accorpamento delle contrade Fabbrica, Fossa e Zolfara. L'area si estende tra Capo Trionto, a est, e la foce del Torrente Coserie, a ovest. Il paesaggio circostante è formato da colline degradanti verso il mare e da spiagge sabbiose con ciottoli di varie dimensioni.

La depressione sottomarina ha un'estensione di circa 600 metri e si distingue per la limpidezza delle acque, con visibilità compresa tra 18 e 35 metri a seconda della stagione. Il fondale marino è composto prevalentemente da sabbia e fango, mentre verso ovest si estende una grande prateria di posidonia oceanica.

La depressione sottomarina si trova al centro di una baia naturale che presenta condizioni di ridosso da venti, correnti sottomarine e una pendenza del fondale superiore ai 45° raggiungendo oltre 90 metri di profondità a meno di 100 metri dalla costa continuando a degradare verso il largo fino a 240m e oltre, rappresentando l'unico luogo con queste caratteristiche conosciuto in Italia.

Queste particolarità sono analoghe ad altri "blue holes", ma a differenza di questi ultimi, di origine carsica, la depressione marina di Corigliano-Rossano potrebbe rappresentare una struttura geologica originata dagli stessi processi che hanno dato vita ai grandi canyon sottomarini conosciuti di Siderno e Bovalino nella Locride. L'intero versante ionico della Calabria appartiene infatti all'arco Calabro, una regione tettonicamente molto attiva, modellata da faglie profonde che nel corso di milioni di anni hanno provocato il sollevamento della Calabria e il contemporaneo sprofondamento del bacino ionico; questi movimenti hanno reso la piattaforma continentale particolarmente stretta e ripida, permettendo al fondale di raggiungere rapidamente grandi profondità a breve distanza dalla costa.

In queste condizioni, le numerose fiumare calabresi svolgono un ruolo fondamentale. Durante le piene trasportano enormi quantità di sabbia, ghiaia e sedimenti che, invece di accumularsi sulle spiagge, possono essere intercettati dalle depressioni del fondale e convogliati verso il mare profondo attraverso correnti torbiditiche.

Un'altra ipotesi è che potrebbe avere origine vulcanica vista la vicinanza con le aree termali del territorio della Sibaritide. La presenza delle vicine Solfatare o Zolfatare dell'area "Zolfara", un tempo attive e successivamente chiuse a seguito di movimenti sismici, supporterebbero questa ipotesi.

Biodiversità

La particolare morfologia del fondale favorisce la creazione di un microambiente marino di grande interesse biologico.

Il cambiamento repentino di profondità e la ripida risalita dal fondale dirupato attiva i cicli della catena alimentare diventando zona di caccia per diversi mammiferi marini, soprattutto per varie specie di delfino tursiope,e stenelle striate, mentre a largo non è raro avvistare esemplari di capodogli e balenottera comune in fase di transito o stazionamento.

Durante i mesi di maggio-giugno e settembre-novembre è possibile osservare i delfini che spingono i banchi di pesce azzurro tra cui il tonnetto alletterato verso la risalita sottomarina, dando vita a scene di caccia visibili dalla spiaggia. L'ecosistema della Fossa è uno dei tratti costieri più vitali del basso Ionio calabrese ed è meta di biologi marini, fotografi subacquei e sportivi.

Territorio e turismo

Le caratteristiche batimetriche di questo luogo rendono “La Fossa” il principale sito italiano per l'allenamento e l'immersione sportiva in apnea.

Nel territorio della contrada si trovano diverse strutture turistiche e ricettive, tra cui l'Acquapark Odissea 2000 e numerosi villaggi turistici distribuiti lungo la litoranea ionica.

Galleria d'immagini

Note

Bibliografia Dipartimento della Protezione Civile, Progetto MaGIC – Marine Geohazards along the Italian Coasts. Critelli S., Cuppari A., Deponte M., Dominici R., Facchin L., Gordini E., Locatelli M., Muto F., Praeg D., Romeo R., Tessarolo C., Geohazard Features of the Ionian Calabrian Margin, Journal of Maps, 2024. Morelli D., Cuppari A., Colizza E., Fanucci F., Geomorphic setting and geohazard-related features along the Ionian Calabrian margin between Capo Spartivento and Capo Rizzuto (Italy), Marine Geophysical Researches, 2011. Perri F., Ohta T., Critelli S., Characterization of submarine canyon bathymetries in northern Ionian Sea, Italy, using sediment geochemical variation induced by transportation distance and basin depth, 2015.

Categoria:Corigliano-Rossano Categoria:Mar Ionio Categoria:Grotte della Calabria Categoria:Abissi marini del Mar Mediterraneo