La Real Cavallerizza di Napoli fu un'istituzione di corte del Regno di Napoli, attiva dal periodo del viceregno spagnolo fino all'Unità d'Italia. Era preposta all'amministrazione delle scuderie reali, all'organizzazione delle cerimonie equestri di corte, all'allevamento e all'addestramento dei cavalli destinati alla casa reale e alla formazione dei cavalieri della nobiltà.
L'istituzione era diretta dal Cavallerizzo Maggiore del Regno, una delle principali cariche della corte napoletana. Tra il XVI e il XVII secolo la Real Cavallerizza costituì uno dei principali centri di attività della Accademia equestre napoletana, presso la quale operarono maestri quali Pirro Antonio Ferraro e Giovanni Battista Ferraro.
Storia
Le origini e la Regia Cavallerizza del Borgo Loreto L'esistenza di una struttura destinata ai cavalli reali nell'area orientale di Napoli è documentata già nel XVI secolo. Una descrizione della città ricorda, nel Borgo Loreto, fuori dalla Porta del Carmine e nei pressi del mare, una grande cavallerizza con le stalle regie, nella quale venivano allevati e addestrati cavalli destinati anche al servizio della corte.
Una struttura denominata Regia Cavallerizza presso il Ponte della Maddalena è attestata inoltre a partire dal 1581, durante il viceregno di Juan de Zúñiga y Requeséns. L'edificio era destinato all'addestramento dei cavalli e dei cavalieri e comprendeva anche spazi per l'attività equestre. Secondo una descrizione settecentesca della città, presso la cavallerizza si svolgeva una scuola di equitazione affidata a maestri destinati alla formazione dei nobili.
Nel corso del XVII secolo la struttura della Maddalena subì modifiche e restauri. Una fonte settecentesca ricorda che la cavallerizza fu temporaneamente abbandonata e successivamente ripristinata, prima di essere destinata a funzioni militari.
La scuola equestre napoletana La cavallerizza reale si inseriva nella più ampia tradizione della Accademia equestre napoletana, sviluppatasi a Napoli nel XVI secolo e divenuta uno dei principali riferimenti europei per l'arte dell'equitazione e dell'addestramento del cavallo.
Tra i principali esponenti di questa tradizione figurano Federico Grisone, autore degli Ordini di cavalcare pubblicati a Napoli nel 1550, e Giovanni Battista Ferraro, autore del trattato Delle razze, disciplina del cavalcare et altre cose pertinenti ad essercitio così fatto, pubblicato nel 1560.
Alla generazione successiva appartenne Pirro Antonio Ferraro, autore del Cavallo frenato, pubblicato a Napoli nel 1602. Nel frontespizio dell'opera Ferraro è qualificato come «cavallerizzo della Maestà Cattolica di Filippo II Re di Spagna [...] nella Real Cavallerizza di Napoli», fornendo una delle più dirette testimonianze documentarie del rapporto tra la struttura reale e la scuola equestre napoletana.
Il Cavallo frenato comprende inoltre la precedente opera di Giovanni Battista Ferraro e tratta, tra gli altri argomenti, dell'allevamento, dell'addestramento e della cura dei cavalli, oltre che delle imboccature e delle tecniche di equitazione.
Il Cavallerizzo Maggiore Il Cavallerizzo Maggiore era uno dei principali ufficiali della Casa Reale e aveva competenze relative ai cavalli, alle scuderie e al servizio equestre della corte.
La carica è documentata nell'organizzazione della corte borbonica ancora nel XIX secolo. Nell'Almanacco della Real Casa e Corte di Napoli del 1830 il Cavallerizzo Maggiore figura tra i principali uffici della Casa Reale, accanto al Maggiordomo Maggiore, al Somigliere e al Capitano delle Reali Guardie del Corpo.
La documentazione relativa alla riorganizzazione della Casa Reale del 1820 conferma inoltre il ruolo del Cavallerizzo Maggiore tra i quattro principali capi di corte, responsabili delle strutture e del personale direttamente dipendenti dalla Casa Reale.
Nel corso del XIX secolo la carica continuò a essere assegnata a esponenti dell'aristocrazia del Regno delle Due Sicilie. Tra i titolari documentati figura il duca di Miranda, Onorato Gaetani, indicato come Cavallerizzo Maggiore nell'Almanacco della Real Casa e Corte del 1830.
Il periodo borbonico e l'allevamento dei cavalli Durante il periodo borbonico l'attività equestre della corte si inserì in una più ampia politica di miglioramento degli allevamenti equini del Regno.
A partire dal regno di Carlo di Borbone furono sviluppati programmi di selezione dei cavalli destinati all'allevamento reale, in particolare presso la Real Casina di Caccia di Persano. La politica di allevamento fu successivamente collegata anche alla Reale tenuta di Carditello, dove vennero organizzate attività di allevamento e selezione dei cavalli.
La documentazione relativa a Carditello e Persano mostra come la politica di allevamento fosse strettamente collegata all'organizzazione dei Siti Reali e alla volontà della monarchia borbonica di sviluppare una razza equina destinata alle esigenze della corte e dell'esercito.
La veterinaria e la cavalleria reale Le strutture equestri reali furono inoltre collegate allo sviluppo degli studi veterinari nel Regno di Napoli.
Nel XVIII secolo, nell'ambito della riorganizzazione della formazione veterinaria, fu istituita a Napoli una scuola destinata alla formazione dei veterinari militari. La sede fu individuata presso la struttura della cavalleria alla Maddalena, indicata nella documentazione come Reggia cavallerizza o quartiere di cavalleria.
Nel 1798 la scuola veterinaria venne ufficialmente inaugurata; alla scuola fu preposto il Cavallerizzo Maggiore, mentre la direzione scientifica fu affidata a Ignazio Dominelli. L'esperienza fu tuttavia interrotta nel 1799 in seguito agli eventi politici della Repubblica Napoletana.
Eredità La tradizione della Real Cavallerizza si inserisce nella più ampia storia dell'equitazione napoletana, che tra il XVI e il XVIII secolo contribuì alla formazione delle tecniche europee di addestramento del cavallo e alla diffusione dei trattati sull'arte equestre.
La documentazione letteraria e amministrativa relativa alla cavallerizza, ai suoi maestri e alle strutture della Casa Reale costituisce inoltre una testimonianza del ruolo attribuito all'allevamento, all'addestramento e all'impiego del cavallo nella vita politica, militare e cerimoniale della monarchia napoletana.
Le strutture della Real Cavallerizza Nel corso della storia di Napoli furono utilizzati diversi complessi destinati alle attività equestri della corte e dell'amministrazione militare. Tali strutture non devono essere necessariamente identificate con un unico edificio o con una struttura rimasta invariata nel tempo.
La Cavallerizza del Palazzo Reale Le attività equestri della Casa Reale si svolgevano anche presso il Palazzo Reale di Napoli. Una descrizione ottocentesca della città ricorda la presenza di una cavallerizza coperta all'interno del Palazzo Reale e di un'altra nella zona di via Solitaria.
La pluralità delle strutture documentate suggerisce pertanto di distinguere tra la Real Cavallerizza come servizio e istituzione della Casa Reale e i diversi edifici che, in epoche differenti, furono destinati alle attività equestri della corte.
La Cavallerizza della Maddalena La Cavallerizza della Maddalena sorse nell'area del Ponte della Maddalena, fuori dall'antico perimetro orientale della città. La struttura, già utilizzata come cavallerizza nel XVI secolo, fu successivamente interessata da diversi interventi.
Nel XVIII secolo Carlo di Borbone avviò una riorganizzazione dell'area destinata alla cavalleria. L'edificio oggi noto come Caserma Bianchini fu realizzato a partire dal 1754 da Luigi Vanvitelli per ospitare il quartiere di cavalleria, riutilizzando strutture preesistenti legate alla precedente cavallerizza.
La Cavallerizza di Chiaia
Un'altra struttura venne realizzata nel quartiere di Chiaia durante il regno di Carlo di Borbone. La costruzione della cosiddetta Cavallerizza di Chiaia ebbe inizio nel 1740 su progetto dell'architetto Giovanni Antonio Medrano. Il complesso era destinato a scuderia, maneggio, caserma e deposito di carrozze, con spazi destinati alle esercitazioni.
La struttura fu successivamente trasformata in caserma e modificata nel corso del XX secolo.
La Reggia di Persano
Con l'avvento dei Borbone nel 1734 la Real Cavallerizza fu interessata da un ampliamento delle attività legate all'allevamento equino. Carlo di Borbone promosse il miglioramento delle razze del Regno attraverso un programma di selezione avviato nella tenuta reale di Persano, dove furono incrociate giumente locali con stalloni orientali, dando origine alla cosiddetta Razza Reale di Persano.
La Reale tenuta di Carditello
Durante il regno di Ferdinando IV il programma fu ulteriormente sviluppato presso la Reale tenuta di Carditello, dove gli allevamenti e l'ippodromo contribuirono al perfezionamento della razza, che raggiunse notorietà internazionale tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo.
Note
Bibliografia
Federico Grisone, Gli ordini di cavalcare, Napoli, 1550. Pirro Antonio Ferraro, Cavallo frenato, Napoli, Antonio Pace, 1602. Francesco Liberati, Il perfetto maestro di casa, Roma, 1658. A. Antonelli (a cura di), Cerimoniale del Viceregno spagnolo di Napoli (1535–1637), Napoli, 2012. S. De Cavi, Architecture and Royal Presence: Domenico and Giulio Cesare Fontana in Spanish Naples, 1592–1627, Newcastle upon Tyne, 2009. "Almanacco della Real Casa e Corte di Napoli'', Napoli, 1830.
Voci correlate
Accademia equestre napoletana Federico Grisone Giovanni Battista Ferraro Pirro Antonio Ferraro Cavallo napoletano Palazzo Reale di Napoli Giovanni Antonio Medrano Luigi Vanvitelli
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