Il Lago di Maglione è un sito di interesse comunitario (cod.IT1110061) della Regione Piemonte, istituito nell'ambito della direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat), designato inoltre come Zona Speciale di Conservazione. Comprende un'area di 17 ettari nel territorio di vari comuni del Canavese, nella Città metropolitana di Torino.

Storia Il piccolo lago morenico si trova citato in un documento risalente al 1280 come lacus Mocagatae. Appartenne in passato ai Conti di Masino. Divenuto in seguito di proprietà pubblica, nel 1941 fu venduto ad un privato, Virgilio Causone, dal comune di Borgomasino, che in quegli anni aveva anche assorbito all'interno del proprio territorio il comune di Maglione. Nel 1949 il lago passò ancora di proprietà arrivando a Riccardo Chivino, ed è tutt'ora di proprietà privata.

Territorio

Il SIC/ZSC comprende un piccolo lago collocato nell'area pianeggiante posta all'interno dell'Anfiteatro morenico di Ivrea e si trova in sinistra idrografica rispetto al corso della Dora Baltea. Si estende inoltre lungo le rive dello specchio d'acqua e in una zona pianeggiante collocata a nord-ovest dello stesso. Si trova nella parte meridionale del territorio comunale di Maglione, nei pressi del confine con Moncrivello.

Flora e vegetazione La principale ragione per la tutela naturalistica dell'area è la presenza di varie specie vegetali igrofile in regressione o in via di estinzione nel resto dell'Italia settentrionale. Tra essa si possono ricordare Marsilea quadrifolia e Lindernia palustris . Nella zona sono inoltre presenti Ludwigia palustris e varie specie di carici tra le quali C.acutiformis, C.elata, C. leporina, C.pallescens, C.vesicaria e C.vulpina.

Le misure di gestione specifiche del sito prevedono la salvaguardia della zona umida tramite una serie di divieti (ad esempio quello di effettuare nuovi prelievi idrici, dell'uso di prodotti fitosanitari nocivi per la fauna acquatica e dell'immissione di specie alloctone ai fini della pesca sportiva) e di prescrizioni, come la corretta manutenzione dei fossi e dei canali e la graduale trasformazione dei boschi cedui presenti nell'area in fustaie disetanee, il tutto volto a preservare la biodiversità della zona.

Fauna Nell'area lacustre vivono alcune specie rare o minacciate. Tra queste in particolare si possono citare l'anfibio Triturus carnifex (tritone crestato italiano) e Aythya ferina (il moriglione).

Habitat Tra gli habitat naturali di interesse comunitario presenti nell'area protetta sono compresi: Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition (cod. 3150), Querceti di farnia o rovere subatlantici e dell'Europa centrale del Carpinion betuli (cod. 9160), Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae) (cod. 91E0), Foreste miste riparie di grandi fiumi a Quercus robur, Ulmus laevis e Ulmus minor, Fraxinus excelsior o Fraxinus angustifolia (Ulmenionminoris) (cod. 91F0).

Attività La zona del SIC/ZSC essendo di proprietà privata non è normalmente visitabile.

Cartografia

Note

Voci correlate Siti di interesse comunitario del Piemonte

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