Villa Tropeano, già Villa Petrone, è un complesso monumentale di Napoli, situato nel quartiere di Ponticelli, lungo via Angelo Camillo De Meis, al confine con Cercola. Sorta come dimora di campagna nel XVIII secolo, dal 1928 ospitò l'Istituto di medicina pedagogica fondato dal medico Giuseppe Tropeano, considerato il primo istituto di medicina sociale del Mezzogiorno. Chiuso all'inizio degli anni novanta, l'edificio è da allora abbandonato.
Storia L'Istituto di medicina pedagogica La villa settecentesca era già in stato di abbandono quando, nel 1928, Giuseppe Tropeano ne riutilizzò le strutture per aprirvi un istituto sanitario. Tropeano, docente di igiene e medicina sociale, aveva fondato nel 1918 l'ospedale pediatrico Pausilipon e nel 1925 era stato allontanato dagli incarichi pubblici dal regime fascista. La scelta di Ponticelli, allora area agricola priva di servizi sanitari, viene letta da alcuni come una forma di confino.
L'Istituto di medicina pedagogica Tropeano aprì nell'agosto del 1928 e fu la prima struttura del genere nell'Italia meridionale. Accoglieva bambini e adolescenti con disabilità fisiche e neurologiche, ma anche minori in condizioni di povertà estrema, orfani, figli di detenuti e ragazzi raccolti per strada. Durante la seconda guerra mondiale la struttura offrì rifugio a cittadini che si dichiararono malati per sottrarsi alle deportazioni tedesche.
Dopo la morte del fondatore la gestione passò ai figli. L'istituto restò un punto di riferimento per l'intero Sud fino agli anni sessanta, quando cominciarono le difficoltà economiche che portarono alla cessione a una società a partecipazione statale. Le attività si interruppero nel 1993.
L'abbandono e le iniziative dei cittadini Chiuso l'istituto, il complesso fu ripetutamente vandalizzato e spogliato degli arredi. Vincolato per il suo interesse storico e culturale, dopo un sequestro e un successivo dissequestro giudiziario è entrato nel 2004 nel patrimonio immobiliare della Provincia, poi Città metropolitana di Napoli.
Il progetto di recupero Nel novembre 2021 il sindaco Gaetano Manfredi autorizzò la candidatura del complesso a un bando dell'Agenzia per la coesione territoriale, in partenariato con l'Università degli Studi di Napoli Federico II e gli altri atenei napoletani. Il progetto fu ammesso a finanziamento nel giugno 2022 per 17,5 milioni di euro, interamente a carico del fondo statale. Prevede il restauro dell'edificio e la sua trasformazione in centro culturale e didattico, sede di alcune strutture dell'ecosistema dell'innovazione campano, con l'apertura del parco alla cittadinanza.
Descrizione Il complesso si trova all'interno di un'area boschiva di circa cinquantamila metri quadrati, oggi circondata da edilizia residenziale pubblica. Un viale alberato conduce all'ingresso, di gusto neoclassico, dove due colonne a base quadrata sostengono una volta a crociera; l'impianto è organizzato attorno a una corte centrale e si sviluppa su tre livelli. Oltre lo scalone si aprono ottanta stanze, che consentivano di ospitare fino a poco meno di duecento minori. Due padiglioni staccati, di costruzione più recente, ospitavano le sale d'attesa, il reparto di isolamento e gli alloggi del medico di guardia e della capoinfermiera. L'istituto disponeva inoltre di palestre, campi da gioco, locali per la riabilitazione e una piccola cappella.
Della struttura originaria si conserva la facciata, mentre in molti ambienti i solai sono crollati.
Note
Tropeano Categoria:Architetture di Napoli