Lo Sposalizio mistico di santa Caterina è un dipinto a olio su tela (115 × 152 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, intorno al 1650 e conservato presso la Galleria Estense di Modena. Storia Carlo Cesare Malvasia, nella Felsina pittrice, annovera il dipinto tra le opere eseguite dal Guercino nel 1650: «[Fece] Lo Sposalizio di Gesù Bambino con s. Caterina, e la B.V. al sig. Cesare Cavazza Guardarobba del Serenissimo di Modona.»
Il relativo pagamento è registrato nel Libro dei conti. Alla data del 25 ottobre 1650 si legge: «Dal Sig.r Cesare Cavazza si è ricevuto doble di Italia n.o 42 per il Sposalitio di S.ta Caterina, la Madonna, et putino e questi fano di questa Monetta L 621-12, che sono ducatoni 124, Scudi 155.»
Secondo Giuseppe Campori, il dipinto, insieme ad altre opere del Guercino, passò dalla raccolta di Cesare Cavazza a quella del conte Paolo Toschi. Non è tuttavia certo se Cavazza, guardarobiere del duca di Modena e vecchio amico del Guercino, avesse commissionato il dipinto per sé, cedendolo in seguito alla famiglia Toschi, oppure se avesse agito fin dall'inizio come intermediario per uno dei suoi membri. Denis Mahon riteneva più plausibile la prima ipotesi, mentre Adolfo Venturi sembrava propendere per la seconda.
Nel 1681 il principe Ignazio d'Este acquistò la collezione del conte Prospero Toschi. Il dipinto è registrato in un inventario della raccolta, datato 16 giugno 1685, ed è successivamente ricordato nella medesima collezione da Lalande e da Pagani. nella cui collezione è registrato in un inventario del 16 giugno 1685. Il dipinto è citato sempre nella collezione suddetta da Lalande e da Pagani.
Fu requisito dalle truppe napoleoniche nel 1796 ed esposto al Louvre. Nel 1945 fu inserito da Rodolfo Pallucchini nel catalogo della Galleria Estense. È stato successivamente catalogato anche da Luigi Salerno. Descrizione e stile
A differenza della versione giovanile, conservata nella, Gemäldegalerie (Berlino), nella quale i personaggi sono disposti secondo uno sviluppo verticale e le forme, voluminose e sovrapposte, risultano addossate le une alle altre, nel dipinto di Modena le tre mezze figure sono distribuite orizzontalmente e nettamente separate nello spazio. Sulla destra santa Caterina porge l'anulare della mano sinistra al Bambino Gesù, che le infila l'anello. La santa, raffigurata di profilo, indossa una veste giallo ocra e un mantello rosso e porta sul capo una piccola corona dorata. Sulla sinistra la Vergine, avvolta nel tradizionale manto blu che lascia intravedere parte della veste rosata, tiene sulle ginocchia il Bambino, raffigurato in piedi mentre si protende verso santa Caterina.
Nella versione di Berlino il tocco è fluido e vigoroso, mentre in quella di Modena appare più delicato e raffinato. Anche il colore, potente e intenso nel dipinto giovanile, assume nella tela modenese tonalità più tenui e pastello. La manica di santa Caterina, resa con particolare finezza, raggiunge una qualità tale da poter essere quasi considerata una natura morta.
«La calma poesia e i colori delicati di questo dipinto indicano una certa astrazione formale e distillazione stilistica del classicismo barocco del Guercino ed un mutamento verso una specie di purismo che era particolarmente diffuso in Francia, e ricorda l'ultimo Simon Vouet. La qualità del trattamento delle due figure femminili è altissima.»
Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nella Galleria Estense Categoria:Dipinti su Maria Categoria:Dipinti sul matrimonio mistico di santa Caterina d'Alessandria Categoria:Dipinti su Gesù Bambino