Il Museo civico archeologico di Fiesole è l'istituto museale del Comune di Fiesole, che conserva i materiali documentanti le vicende della città e del suo territorio dall'età del bronzo all'alto medioevo, con particolare riguardo alle fasi etrusca, romana e longobarda, e una sezione antiquaria formata dalle donazioni di collezionisti privati.
L'edificio sorge all'interno dell'area archeologica, che rientra nella pertinenza dell'istituto: la denominazione ufficiale, Museo civico archeologico - Scavi e teatro romano, comprende infatti anche i monumenti del recinto, ossia il teatro e le terme romani e il tempio etrusco-romano, ai quali si accede dal medesimo ingresso.
Storia Il museo fu istituito nel 1878, quando la raccolta fu sistemata al pianterreno del palazzo pretorio, oggi sede del Comune; l'iniziativa si deve al sindaco Temistocle Pampaloni e a una commissione archeologica di cui facevano parte fra gli altri Guido Carocci, Demostene Macciò e il marchese Carlo Strozzi.. Il nucleo originario era costituito dai reperti restituiti dagli scavi del teatro e degli altri monumenti dell'area, cui si aggiunsero rapidamente i doni di enti e di privati.
Nel 1914 le collezioni furono trasferite nell'edificio neoclassico costruito appositamente su progetto dell'architetto Ezio Cerpi, dove il museo si trova tuttora; l'ordinamento allora curato da Edoardo Galli privilegiava i materiali di provenienza fiesolana.. Alla ripresa degli scavi promossa nel 1952 da Giacomo Caputo seguì, nel 1957, un progetto di riordinamento elaborato dalla soprintendenza dopo la messa in luce delle strutture del tempio etrusco..
Il riallestimento complessivo degli anni 1977-1981 introdusse la partizione ancora oggi riconoscibile, che separa nettamente i materiali di provenienza fiesolana, esposti nelle sale del piano terra secondo un criterio topografico, da quelli di collezione antiquaria, collocati sui ballatoi.. Nel 1986 l'acquisizione della collezione donata da Alfiero Costantini rese necessari lavori di adattamento che portarono alla luce imponenti strutture di età ellenistica, mentre l'apertura nel 1997 di un passaggio sottostradale verso l'ex asilo infantile permise di ampliare il percorso e di includervi i materiali longobardi dei rinvenimenti più recenti..
Percorso espositivo
L'accesso avviene dalla terrazza che si apre sopra il teatro romano. Nel portico d'ingresso sono esposti alcuni pezzi lapidei, fra i quali frammenti architettonici del tempio, un'epigrafe del I secolo a.C. relativa al rifacimento dell'edificio sacro e il cippo di confine con iscrizione etrusca rinvenuto nel 1905 in via Marchi..
Il piano terra ospita la sezione topografica, nella quale i reperti sono ordinati per luogo di rinvenimento. Vi figurano i materiali protostorici dall'area del tempio, le stele fiesolane, i bronzetti votivi delle stipi dei due santuari urbani, il torso bronzeo noto come lupa o leonessa e i materiali provenienti dai tre monumenti dell'area archeologica; le ultime sale sono dedicate all'età longobarda, con la ricostruzione di alcune sepolture e i corredi funerari. Lungo il percorso restano visibili tratti di muri di terrazzamento della città etrusca e strutture di età romana individuate negli scavi di via Marini alla fine degli anni ottanta.
Sui ballatoi del piano rialzato sono ordinate le collezioni antiquarie..
Le collezioni La più antica è quella della Società Colombaria di Firenze, che donò al museo appena istituito quaranta buccheri usciti dagli scavi che la Società aveva condotto fra il 1859 e il 1861 nel Chiusino e nell'area di Sovana, cui si aggiunsero in seguito vasi italici..
La raccolta del marchese Albites di San Paterniano fu donata in più riprese fra il 1878 e il 1922 e comprende ceramica greca, etrusca e italiota, sculture e ritratti di età imperiale, urne funerarie: solo pochi pezzi provengono da Fiesole, mentre la maggior parte fu acquistata sul mercato antiquario, soprattutto romano. Il marchese, che aveva partecipato con Carlo Strozzi agli scavi del teatro, aveva tentato di costituire un proprio museo in alcune sale al piano terreno dell'attuale sede comunale, iniziativa non riuscita anche per l'opposizione del soprintendente Milani..
La collezione Costantini, acquisita a metà degli anni ottanta, riunisce ceramiche greche, magnogreche ed etrusche raccolte nel tempo sul mercato antiquario e prive di indicazione di provenienza, comprese fra il VI e il III secolo a.C.. Altri fondi si devono a donatori legati alla vita pubblica fiesolana, fra cui il primo direttore del museo, Pietro Stefanelli, e Giorgio Carocci..
Nei depositi sono conservati la raccolta epigrafica, numerosi frammenti di lastre marmoree dal teatro, una collezione di lucerne, una raccolta numismatica di alcune migliaia di pezzi e un gruppo di urne etrusche in buona parte di produzione chiusina..
Note
Bibliografia
Voci correlate Fiesole (città antica) Area archeologica di Fiesole Pietre fiesolane
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Collegamenti esterni
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