Biografia Si formò presso l'Accademia di belle arti di Bologna, città nella quale ha poi stabilito la propria attività. Esordì nel 1976 con una mostra personale alla Galleria Ferrari di Verona; nel 1978 espose alla Galleria Mario Diacono di Bologna e alla Galerie Michèle Lachowsky di Bruxelles, mentre nel 1980 tenne una personale presso la galleria Françoise Lambert di Milano.

Nel 1982 partecipò a Documenta 7, dove presentò il ciclo di sculture Momenti di pietra e l'opera Cieli. Nel 1984 avviò il ciclo delle Pagine. L'anno seguente soggiornò a Colonia, dove realizzò le Kölner Seiten, successivamente esposte alla Galerie Reckermann e al Frankfurter Kunstverein. Nel 1986 le Pagine furono presentate alla Galleria civica di Modena; nello stesso anno Violetta partecipò alla XLII Biennale di Venezia e quindi alla Quadriennale di Roma.

Nel 1989 realizzò le sculture monumentali in bronzo Wind e Place of sound per la città giapponese di Mito e partecipò a Prospect 89 a Francoforte. Nel 1992 prese parte alla mostra Cadencias al Museo de Arte Contemporáneo de Caracas Sofía Ímber e l'anno seguente espose alla Maison des Arts di Laon.

Dal 1994 la figura umana, con personaggi provenienti dalla storia e dalla mitologia, divenne centrale nella sua produzione plastica. Nel 1999 Giorgio Cortenova curò una sua personale alla Galleria d'arte moderna Palazzo Forti di Verona; nello stesso anno Violetta partecipò alla XIII Quadriennale nazionale d'arte di Roma.

Nel 2002 presentò il gruppo scultoreo Il viaggio di Ulisse alla Galleria d'arte moderna di Bologna. Nel 2014 il Museo della città di Rimini ospitò la personale Lascia che avvenga la sovversione, curata da Massimo Pulini. Nel 2023 il Museo internazionale delle ceramiche di Faenza gli dedicò una mostra personale; in tale occasione l'artista donò al museo la scultura Pagina del 1984. Nel 2024 la Raccolta Lercaro di Bologna organizzò la retrospettiva Movimenti, comprendente sculture e opere grafiche realizzate tra il 1983 e il 2021.

Ricerca artistica In un'intervista del 2020 Violetta ha ricondotto la nascita di Utopia, realizzata nel 1976, alle proprie sperimentazioni con la carta catramata e ha indicato nella terracotta il materiale prevalente della sua ricerca a partire dall'inizio degli anni ottanta.

Nei cicli delle Pagine e dei Movimenti la terracotta è attraversata da incisioni, solchi e linee e posta in relazione con lo spazio circostante. Lo stesso artista ha collegato l'impiego della grafite alla modulazione del rapporto tra luce e ombra e alla percezione del movimento. I principali cicli della sua produzione ceramica comprendono le Pagine, sviluppate tra il 1984 e il 1989, e i Torsi, realizzati tra il 2008 e il 2019.

Nella fase figurativa avviata negli anni novanta, il segno grafico e la componente pittorica assunsero rilievo sulla superficie della scultura. La scheda catalografica regionale dedicata a Omnia vincit Amor, richiamando gli studi di Claudia Collina e Massimo Ferretti, colloca l'opera nel contesto della neofigurazione postmoderna e ne evidenzia la tensione tra figurazione e astrazione, forma e informe. Nel catalogo della mostra riminese del 2014, Massimo Pulini interpretò la produzione più recente come un incontro tra corpo e materia, nel quale la creta assume insieme un valore fisico e simbolico.

La ricerca sul movimento si estende anche ai disegni: nella retrospettiva del 2024 il gesto tracciato a matita, carboncino o inchiostro è stato posto in rapporto con la pressione esercitata sulla materia scultorea e con la medesima indagine dello spazio.

Opere principali Tra le opere e i cicli documentati da cataloghi istituzionali, collezioni pubbliche e istituzioni museali figurano: Momenti di pietra (1980), ciclo scultoreo presentato a Documenta 7 nel 1982; Cieli (1982), presentata a Documenta 7; Pagina (1984), terracotta e grafite, Museo internazionale delle ceramiche in Faenza; Pagina (1986), terracotta e grafite, 100 × 70 cm, collezione permanente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna; Wind e Place of sound (1989), sculture monumentali in bronzo realizzate per la città di Mito; Narciso (1990), scultura in bronzo composta da due elementi, collezione della Fondazione Carisbo; Omnia vincit Amor (1999), bronzo e doratura, collocata a Ravenna; Il viaggio di Ulisse (2002), gruppo scultoreo accompagnato da un testo poetico di Roberto Roversi e presentato alla Galleria d'arte moderna di Bologna; Gli occhi del poeta (2004), scultura pubblica del Museo d'arte contemporanea all'aperto di Taverna; Parola (2005), Museo civico di Taverna.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

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