Biografia Nativo dell'oblast' dell'armata del Don, il padre era un lettore nella chiesa ortodossa: dal 1879 al 1882 studia nel seminario di Novočerkassk e, successivamente, all'accademia teologica di Kyiv: laureatori, torna come sacerdote a Novočerkassk dove rimarrà per quattro anni, per poi divenire rettore della scuola ecclesiastica di Ust'-Medvedickaja nel 1894 e della cattedrale di Vladikavkaz nel 1902.

Morta la moglie, con la quale aveva sei figli, viene nominato rettore del seminario di Saratov nel 1906 e nel 1909 riceve la tonsura da monaco, venendo l'anno successivo ordinato vescovo di Aksaj, così da poter fungere da vicario della diocesi del Don. Dopo la rivoluzione d'ottobre si avvicina ai bianchi e al termine della guerra civile fugge prima a Jalta e poi in Grecia, nel mentre venne nominato vescovo di Jekaterinoslav e Novomoskovsk.

Ormai fuori dalla Russia, aderisce alla Chiesa ortodossa russa fuori dalla Russia, che nel 1922 gli assegna il ruolo di governatore della municipalità ortodossa di Creta: nello stesso anno gli viene proposto un ruolo da arcivescovo negli Stati Uniti, che rifiuta per malattia, ritirandosi nel monastero di Novo Hopovo, dal 1924 al 1942 è membro del sinodo della Chiesa ortodossa russa fuori dalla Russia, con sede a Sremski Karlovci.

Il 3 aprile del 1942 il governo dello Stato Indipendente di Croazia istituisce la Chiesa ortodossa croata, della quale è nominato patriarca il 2 giugno 1942; riceve l'intronizzazione in una cerimonia nella Cattedrale della Trasfigurazione del Signore guidata dal patriarca Nicodemo di Romania e l'indomani giura fedeltà al regime: per tale azione viene espulso dal sinodo ortodosso russo fuori dalla Russia.

Con il crollo del regime degli ustascia e l'avanzata partigiana a Zagabria viene catturato dagli uomini di Tito: processato da una corte marziale il 29 giugno 1945 e condannato a morte, viene fucilato l'indomani insieme a tre sacerdoti.

Canonizzazione Non è canonizzato da alcuna chiesa ortodossa canonica: nel settembre 2010 la Vera Chiesa Ortodossa Russa lo dichiara martire, suscitando l'indignazione sia della Chiesa ortodossa serba che del ramo serbo del movimento vero-ortodosso le cui proteste portarono, nel dicembre dello stesso anno, alla sospensione della dichiarazione.

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