Il bastione Toledo, noto anche come torrione Toledo, è un baluardo del XVI secolo appartenente alle mura di Crotone, situato nel settore occidentale della cinta fortificata del centro storico. Realizzato nell'ambito della grande rifortificazione vicereale promossa da Pedro de Toledo e impostata secondo i principi della fortificazione alla moderna, costituiva uno dei cinque principali bastioni del circuito urbano; fra Toledo e il vicino bastione Marchese si apriva inoltre la Porta di Terra, principale accesso terrestre alla città.

I primi interventi sul sito risalgono al 1546, mentre la costruzione delle strutture principali proseguì negli anni successivi; nel 1573, quando l'ingegnere militare Ambrogio Attendolo esaminò le fortificazioni crotonesi, il Toledo risultava il più avanzato fra i bastioni cittadini e l'unico dotato della piazza superiore già completata. Conservatosi nonostante la progressiva dismissione ottocentesca della cinta, in epoca contemporanea i suoi ambienti interni sono stati recuperati per attività culturali e utilizzati, fra l'altro, come sede della galleria d'arte comunale.

Storia La costruzione Il bastione rientrava nel programma di rinnovamento delle difese di Crotone avviato nel 1541, quando il viceré Pedro de Toledo affidò a Gian Giacomo dell'Acaya la definizione del nuovo sistema fortificato della città e del castello. Il progetto prevedeva la sostituzione o l'inglobamento delle precedenti strutture medievali con un circuito adatto all'impiego dell'artiglieria, formato da cortine scarpate, bastioni poligonali, casematte e opere destinate al tiro radente.

Nel settore destinato al Toledo i lavori ebbero inizio nell'autunno del 1546: furono predisposte opere provvisorie, impalcature e scavi per le fondazioni dello spontone, ma alcuni crolli provocati dalle forti piogge costrinsero a interrompere il cantiere e a concentrare uomini e risorse sul vicino bastione Don Pedro. L'attività riprese nel gennaio 1547, interessando dapprima la lamia e il terrapieno retrostante; la scarsità di risorse finanziarie rallentò tuttavia l'avanzamento dell'opera, tanto che nell'autunno del 1549 era ancora in corso lo scavo del torrione.

Una fase decisiva fu raggiunta il 20 dicembre 1549, quando la documentazione della regia fabrica registra il completamento delle fondazioni del fianco e del naso del bastione rivolti verso Don Pedro, insieme all'avvio della scarpa muraria. Anche durante l'inverno successivo il lavoro fu condizionato dalle infiltrazioni d'acqua e dalle frane di terreno, che imposero ripetute operazioni di svuotamento degli scavi.

Nel giugno 1550 la Regia Corte affidò al mastro crotonese Cola Joanne Yacomino il completamento degli scavi del torrione e della cortina diretta verso la porta cittadina; l'affioramento di grandi quantità di roccia rallentò nuovamente il cantiere, mentre i carpentieri approntavano le centine per le volte delle casematte. Nello stesso periodo furono realizzati i riempimenti dei contrafforti e degli ambienti voltati, oltre alla porta di accesso alla casamatta, e vennero predisposti condotti per far giungere l'acqua necessaria alla preparazione della malta.

Il completamento della fortificazione Quando Ambrogio Attendolo visitò Crotone nel maggio 1573, il sistema difensivo cittadino presentava ancora uno stato di avanzamento disomogeneo. Nella relazione trasmessa al viceré il bastione Toledo, contrassegnato con la lettera B, è descritto come il più vicino al completamento: era infatti l'unico dei baluardi urbani ad avere già terminata la piazza superiore e necessitava soltanto di interventi residuali. Diversa era la situazione della cortina che lo collegava al bastione Marchese, nella quale si trovavano il vecchio accesso alla città e la nuova porta ancora in costruzione; il contromuro e il relativo terrapieno risultavano soltanto parzialmente realizzati.

La posizione del Toledo assumeva particolare rilievo all'interno del circuito: collocato fra il bastione Don Pedro e il Marchese, proteggeva il tratto della cinta rivolto verso la campagna e contribuiva alla difesa dell'ingresso principale. Con il completamento delle opere, il bastione entrò a far parte del sistema di fiancheggiamento della fortezza vicereale, nel quale le diverse opere poligonali assicuravano la protezione reciproca delle cortine mediante il fuoco delle artiglierie.

Le trasformazioni tra XVIII e XIX secolo A partire dalla fine del XVII secolo l'area interna alle mura nei pressi del bastione iniziò a perdere parte del carattere esclusivamente militare. Dopo la costruzione dell'oratorio della congregazione dell'Immacolata Concezione, risalente al 1684, nel secolo successivo botteghe, macelli e altre costruzioni furono progressivamente addossati alla cinta; nel 1745, dietro l'oratorio, vennero realizzati quattro macelli, mentre dagli anni sessanta del Settecento si moltiplicarono le concessioni di suolo pubblico per l'edificazione di botteghe in prossimità della porta principale.

Anche la denominazione dell'opera mutò nel corso del tempo: nella pianta della città redatta dall'ingegnere Emanuele Giovine nella prima metà del XVIII secolo compare come «Baluardo Toledo detto Santa Margarita», riferimento alla circoscrizione parrocchiale in cui ricadeva; durante il Decennio francese è invece indicato come «Bastion delle Chianche ou dell'Immacolata», denominazioni legate rispettivamente alla presenza dei macelli e al vicino oratorio. Nella cartografia militare ottocentesca si affermò infine il nome «Bastione delle Armi», ancora utilizzato nel Piano dimostrativo della cinta e del Castello di Cotrone con le indicazioni delle proprietà militari del 1872.

La perdita di funzione della cinta, accelerata nella seconda metà dell'XIX secolo dall'abolizione delle servitù militari e dall'espansione urbanistica della città, comportò demolizioni e trasformazioni di diversi tratti delle mura; il Toledo, a differenza della vicina Porta di Terra, sopravvisse tuttavia agli interventi che modificarono profondamente il fronte occidentale della fortificazione.

Architettura Il bastione presenta l'impianto poligonale caratteristico delle opere bastionate cinquecentesche ed è costituito da murature scarpate raccordate alle cortine della cinta. Al suo interno erano ricavate due casematte, documentate già durante il cantiere del 1550 e destinate a ospitare le postazioni difensive; la parte superiore era invece organizzata come piazza d'armi, risultando già pressoché completata al momento dell'ispezione di Attendolo del 1573.

La muratura appartiene alla tecnica costruttiva impiegata nella cinta vicereale crotonese, caratterizzata dall'uso di blocchi di calcarenite locale e di materiali lapidei di reimpiego disposti in corsi prevalentemente orizzontali; le superfici esterne erano protette da malta e intonaco rustico, mentre la marcata inclinazione a scarpa delle pareti contribuiva alla resistenza dell'opera al tiro dell'artiglieria.

Il lato rivolto verso l'antico ingresso urbano si raccordava alla cortina Toledo-Marchese, nella quale si apriva la Porta di Terra; verso l'altro lato il sistema proseguiva invece in direzione del bastione Don Pedro. Le trasformazioni edilizie intervenute nei secoli successivi hanno modificato soprattutto il rapporto fra il bastione e il tessuto urbano interno, sul quale si affacciano oggi piazza Immacolata e gli edifici sviluppatisi lungo il margine della fortificazione.

Uso culturale e restauri In epoca contemporanea parte degli ambienti ricavati sul lato interno del bastione è stata recuperata dal Comune di Crotone per funzioni culturali. Il complesso, conosciuto anche come Galleria comunale o centro culturale Bastione Toledo, ha ospitato nel tempo esposizioni, incontri, manifestazioni teatrali e convegni; nei suoi locali era inoltre conservata Zeusi, opera del pittore crotonese Giovanni Scalise, trasferita nel 2023 per essere sottoposta a interventi conservativi.

Nel marzo 2025 sono stati avviati nuovi lavori nell'ambito dell'intervento «Bastioni rivellini» del programma Antica Kroton, finalizzati al recupero della parte storica e degli ambienti utilizzati come sala convegni; il progetto prevede inoltre la rimozione di alcune strutture contemporanee e la rifunzionalizzazione del complesso per attività ed eventi culturali.

Note

Bibliografia

Voci correlate Mura di Crotone Porta di Terra Bastione Don Pedro Rivellino Miranda Porta Pescheria Castello di Carlo V (Crotone) Fortificazione alla moderna

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