La chiesa Santa Maria Assunta è la parrocchiale di Albano Vercellese, in provincia e arcidiocesi di Vercelli.; fa parte del vicariato di Arborio-Buronzo.
Storia Il paese di Albano è menzionato in alcuni diplomi imperiali risalenti al 999, al 1027 e al 1152, mentre la prima citazione esplicita della sua pieve è contenuta nella bolla di papa Urbano III recante la data del 2 giugno 1186.
Dagli atti relativi alla visita pastorale effettuata nel 1666 dall'arcivescovo Michelangelo Broglia si apprende che la parrocchia della Beata Vergine Assunta era di libera collazione.
Nel 1835 venne edificata la nuova chiesa in paese, mentre precedentemente il ruolo di parrocchiale era ricoperto da quella di antica origine ubicata presso il camposanto; la benedizione fu impartita nel 1837 e nel 1903 l'arcivescovo Carlo Lorenzo Pampirio celebrò la consacrazione.
Negli anni settanta del Novecento si procedette all'esecuzione dell'adeguamento liturgico mediante l'aggiunta dell'altare rivolto verso l'assemblea e del leggio.
I lavori di ripristino della cappella delle Anime presero avvio nel 2011, mentre l'anno successivo si provvide a risanare la facciata e a restaurare gli affreschi dell'interno.
Descrizione Esterno La facciata della chiesa, rivolta a oriente e coronata da una statua raffigurante la Beata Vergine Assunta, è abbellita da lesene e presenta al centro il portale d'ingresso; il prospetto è preceduto da un pronao tetrastilo, le cui colonne, d'ordine tuscanico, sorreggono la trabeazione con la dedica "B. M. V, in coelum assumptæ" e il timpano, all'interno del quale campeggia la scritta "D. O. M.".
Integrati nella facciata sono i due campanili gemelli, ognuno dei quali presenta una cella a base esagonale caratterizzata da quattro aperture e sormontata da una piccola guglia.
Interno L'interno dell'edificio si compone di un'unica ampia navata, sulla quale si affacciano quattro cappelle laterali, introdotte da archi a tutto sesto, e le cui pareti sono scandite da semicolonne terminanti con capitelli ionici e sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante, al di sopra della quale si imposta la volta a cupola; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di alcuni gradini e chiuso dall'abside di forma semicircolare.
Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali la pala avente come soggetto lAssunta, eseguita da ignoto autore nel 1840, e la tela raffigurante San Giuseppe, risalente al 1839.
Note
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