La cortina della Piscaria, nota anche come cortina della Pescheria, è una cortina muraria delle mura di Crotone, realizzata a partire dal 1541 nell'ambito del rinnovamento vicereale delle fortificazioni cittadine secondo i principi della fortificazione alla moderna; collegava il bastione Villafranca al bastione Petro Nigro, poi Orsini, lungo il settore settentrionale della cinta rivolto verso il mare.
Nel 1573 la cortina risultava quasi ultimata, mentre le demolizioni avviate nel 1876 per la realizzazione della nuova viabilità costiera ne modificarono profondamente l'assetto senza determinarne la completa scomparsa, poiché alcune strutture sono tuttora conservate nel tessuto urbano contemporaneo.
Storia Il toponimo e la costruzione La denominazione della cortina riprendeva il preesistente toponimo Piscaria, riferito a un borgo situato presso il settore portuale settentrionale di Crotone e documentato almeno dalla prima metà del XV secolo: un privilegio del 20 dicembre 1440 attesta infatti la parrocchia di Sant'Angelo «in piscaria», mentre nel 1530 la chiesa di San Michele dello stesso quartiere era descritta come posta presso e fuori dalle mura cittadine; il quartiere si sviluppava presso la fascia costiera e il porto, assetto successivamente modificato dalla costruzione delle nuove fortificazioni.
La nuova cinta vicereale, progettata da Gian Giacomo dell'Acaya, trasformò profondamente questo settore urbano, raccordando i bastioni Villafranca e Petro Nigro mediante la nuova cortina; i lavori sono documentati dal luglio 1541, quando furono avviate operazioni di scavo delle fondazioni nell'area della «pischaria», presso Petro Nigro, mentre nell'estate dello stesso anno il cantiere fu condotto sotto la guida dei sovrastanti spagnoli Simoni Ferris e Dieco Azarlo, incaricati di eseguire il progetto di dell'Acaya. Le lavorazioni continuarono durante il 1542, quando le registrazioni della Regia Fabbrica attestano ripetutamente attività di scavo ed edificazione allo «spontuni et Curtina detto de petro nigro».
Completamento e trasformazioni Nel maggio 1573, durante la ricognizione delle fortificazioni compiuta dall'ingegnere militare Ambrogio Attendolo, il bastione Villafranca, la cortina della Piscaria e il bastione Petro Nigro risultavano quasi ultimati.
La costruzione del nuovo tratto murario aveva interrotto il precedente rapporto diretto del quartiere con la costa e, poco prima della congiunzione con Petro Nigro, vi si apriva la porta di soccorso della Piscaria, successivamente nota come Porta Pescheria, attraverso la quale la città manteneva una comunicazione con il mare; nel corso del tempo il tratto è documentato anche come mura della Piscaria e, nella forma italianizzata del toponimo, mura della Pescheria.
Dismissione e demolizione Nel XIX secolo la cortina fu coinvolta nel più ampio processo di dismissione delle fortificazioni crotonesi, accelerato dall'abolizione delle servitù militari nel 1865 e dalla trasformazione urbanistica delle aree immediatamente esterne alla cinta; nel 1876 il Comune avviò le procedure per acquisire dal demanio i bastioni Cavaliere, ossia Villafranca, e Orsini insieme alla cortina interposta, con l'obiettivo di demolire parte delle fortificazioni e creare un collegamento stradale più diretto fra i magazzini della marina e il porto, dando inizio allo smantellamento mentre le pratiche per la cessione erano ancora in corso.
Ottenuto nel 1877 il decreto di espropriazione per pubblica utilità, l'amministrazione proseguì gli abbattimenti e utilizzò il terrapieno delle opere militari per la costruzione della nuova strada di circonvallazione, intitolata nel maggio 1878 alla regina Margherita; la trasformazione non comportò tuttavia la completa scomparsa della cortina, poiché il progetto del porto del 1887 mostra la nuova via Regina Margherita passare sopra gli zoccoli dei due bastioni e sul terrapieno compreso fra il muro e il contromuro della Pescheria.
Struttura e resti Nel suo assetto cinquecentesco la cortina costituiva il tratto rettilineo compreso fra Villafranca e Petro Nigro e, nel 1573, era protetta internamente da un terrapieno delimitato da un contromuro parallelo, mentre verso l'esterno si affacciava sul settore costiero caratterizzato da scogli e bassi fondali.
Parti del sistema murario sono tuttora conservate: una porzione della facciata del palazzo Calojro poggia su un tratto del contromuro e ne riutilizza la muratura, mentre il documento di indirizzo alla progettazione predisposto dal Comune di Crotone nell'ambito del programma Antica Kroton dedica una specifica scheda alla cortina fra Villafranca e Orsini e indica che la villetta comunale lungo viale Regina Margherita ne occupa attualmente la parte superiore; il medesimo documento ipotizza inoltre che la cortina sia attraversata da un camminamento, del quale sono segnalate prese d'aria emergenti al livello del giardino, e ne indica l'intersezione con Porta Pescheria.
Note
Bibliografia
Voci correlate Mura di Crotone Bastione Villafranca Bastione Orsini Porta Pescheria Cortina di Terczana Fortificazione alla moderna
Categoria:Mura e porte di Crotone Categoria:Architetture militari di Crotone