La legge Sabatini è la denominazione con cui è comunemente indicata la legge 28 novembre 1965, n. 1329, recante Provvedimenti per l'acquisto di nuove macchine utensili, e, per estensione, l'insieme degli strumenti agevolativi che su quella disciplina si sono innestati nel tempo, fino alla cosiddetta nuova Sabatini introdotta nel 2013.

Il provvedimento del 1965 non prevedeva contributi pubblici: regolava le modalità con cui le macchine utensili nuove potevano essere vendute con pagamento dilazionato, introducendo una forma di riserva della proprietà opponibile ai terzi e un privilegio legale a garanzia del venditore. Il carattere agevolativo si affermò diciotto anni più tardi, quando la legge divenne il presupposto per la concessione di contributi in conto interessi.

Origine e denominazione La legge prende il nome da Armando Sabatini (1908-2003), operaio della Fiat e sindacalista, segretario nazionale della Federazione Italiana Metalmeccanici, deputato della Democrazia Cristiana per quattro legislature e sottosegretario al Lavoro e alla previdenza sociale nei governi Scelba e Segni I tra il 1954 e il 1957.

La disciplina del 1965 Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 311 del 14 dicembre 1965, la legge si applica alla vendita con riserva della proprietà, con pagamento rateale o differito, e alla locazione con patto di trasferimento della proprietà, di macchine utensili o di produzione nuove di prezzo unitario non inferiore a 500.000 lire.

Il meccanismo poggia su tre elementi: il contrassegno: ogni macchina deve recare in modo visibile il nome del venditore o del locatore, il tipo, il numero di matricola, l'anno di fabbricazione e il tribunale nella cui circoscrizione l'atto viene trascritto; la trascrizione del contratto in un registro tenuto presso la cancelleria del tribunale, che rende la riserva della proprietà opponibile ai terzi che abbiano acquistato diritti sul bene successivamente; le cambiali emesse dall'acquirente, con scadenza superiore a dodici mesi e non oltre cinque anni, che il venditore può scontare presso un istituto di credito a medio termine.

L'effetto combinato è che il venditore incassa subito il prezzo, l'acquirente lo paga a rate e il credito resta assistito da una garanzia che segue il bene. La disciplina è tuttora vigente e i relativi registri sono ancora tenuti dalle cancellerie dei tribunali.

L'innesto dell'agevolazione Il sostegno pubblico arrivò con la legge 19 dicembre 1983, n. 696, che autorizzò gli istituti di credito a corrispondere direttamente i contributi in conto interessi sulle operazioni di finanziamento per l'acquisto di macchine utensili disciplinate dalla legge del 1965. L'istruttoria e il risconto delle cambiali facevano capo al Mediocredito Centrale.

Da allora l'espressione «legge Sabatini» passò a indicare, nel linguaggio corrente delle imprese, non più la garanzia sul bene ma l'agevolazione. Negli anni successivi la gestione si articolò anche su base regionale, con misure costruite sullo stesso impianto: la Sabatini del Friuli-Venezia Giulia, amministrata da Mediocredito Centrale, ha operato fino alla fase di chiusura.

La nuova Sabatini Con l'articolo 2 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, il nome venne ripreso per uno strumento di natura diversa, rivolto alle piccole e medie imprese e articolato su due componenti: un finanziamento bancario o in leasing compreso tra 20.000 e 4 milioni di euro, di durata massima quinquennale, originariamente alimentato da un plafond costituito presso la Cassa depositi e prestiti; un contributo statale in conto interessi, calcolato in misura forfettaria su un tasso convenzionale: 2,75% per gli investimenti ordinari e 3,575% per i beni riconducibili al modello Industria 4.0 e per quelli a finalità ambientale.

Sono finanziabili macchinari, impianti, attrezzature, beni strumentali a uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali destinati a strutture produttive situate in Italia. Il contributo è concesso in esenzione ai sensi del regolamento generale di esenzione per categoria in materia di aiuti di Stato ed è erogato in un'unica soluzione per i finanziamenti non superiori a 200.000 euro, in quote annuali per gli importi maggiori.

Dimensione della misura Secondo la relazione ministeriale sugli interventi di sostegno alle attività economiche e produttive pubblicata nel settembre 2025, la nuova Sabatini rientra tra i regimi di aiuto delle amministrazioni centrali caratterizzati da continuità pluriennale: nel periodo 2018-2024 ha concesso agevolazioni per 3.488,53 milioni di euro, pari al 4,12% del totale nazionale, a fronte di una dotazione finanziaria di 4.196,11 milioni. Gli investimenti agevolati sono passati da 6,4 miliardi di euro nel 2023 a 6,1 miliardi nel 2024.

Note

Voci correlate Armando Sabatini Aiuti di Stato Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese Industria 4.0 Piccole e medie imprese Politica industriale

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Sabatini Categoria:Storia economica dell'Italia