Larea archeologica di Stadio-Pignera è un sito archeologico urbano di Crotone, situato in prossimità dello stadio Ezio Scida e compreso nel settore centrale dell'antica Kroton. Le indagini archeologiche hanno documentato strutture residenziali, artigianali e viarie succedutesi fra il VII e il III secolo a.C., con testimonianze riferibili alle prime fasi dell'insediamento coloniale greco.
Nella documentazione archeologica il settore è stato tradizionalmente indicato come «Campo Sportivo» o «Area Stadio», mentre la denominazione «Stadio-Pignera» è utilizzata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone per il cantiere archeologico attivo nell'ambito del programma Antica Kroton.
Inquadramento nell'antica Kroton L'area appartiene al cosiddetto quartiere centrale di Kroton, esteso tra il fosso Pignataro e il fiume Esaro. Rispetto al settore meridionale della città, il reticolo viario presenta un diverso orientamento, divergente di circa 30° verso est, e comprende sia strutture residenziali sia officine ceramiche.
Le ricerche hanno consentito di riconoscere diversi assi della viabilità antica: uno stenopos, ossia una strada secondaria della maglia urbana, è stato ipotizzato lungo il lato occidentale della cosiddetta Casa VIII, mentre un ulteriore stenopos è stato individuato nel settore della Curva Nord; nell'area del Campo Sportivo è stata inoltre riconosciuta una plateia, uno degli assi viari principali, larga circa 12 metri e disposta perpendicolarmente alla linea di costa.
La compresenza di abitazioni, officine e fornaci documenta il forte rilievo assunto dalle attività produttive nel quartiere centrale, senza tuttavia configurare una loro concentrazione esclusiva nell'area del Campo Sportivo, poiché impianti artigianali sono attestati anche in altri settori dell'abitato.
Storia degli scavi Le indagini nel piazzale adiacente al Campo Sportivo furono condotte nel 1978-1979 dalla Soprintendenza archeologica della Calabria mediante una serie di saggi disposti a distanza irregolare e portarono alla luce una struttura residenziale, successivamente denominata Casa VIII, un ergasterion, ossia un laboratorio artigianale, identificato come Officina II e un edificio a funzione mista abitativa e artigianale, indicato come Officina III.
Nel 1981 ulteriori indagini a nord del Campo Sportivo documentarono, mediante tre saggi, un settore con scarichi riferibili alla produzione ceramica, convenzionalmente indicato come Area A; il 12 ottobre dello stesso anno l'area adiacente al Campo Sportivo fu sottoposta a tutela archeologica mediante decreto ministeriale.
Una nuova fase di indagine interessò alla fine degli anni Novanta il settore della Curva Nord dello stadio, dove le ricerche condotte sotto la struttura documentarono un edificio di carattere monumentale, noto attraverso le relazioni della Soprintendenza archeologica pubblicate alla fine del decennio e nel 2000.
Nell'ambito del programma Antica Kroton l'area è stata successivamente interessata da una nuova fase di indagini estensive, inserite in un più ampio insieme di interventi promossi dal Ministero della cultura in diversi settori archeologici della città. Nel 2026 la Soprintendenza indicava il cantiere di Stadio-Pignera come il più vasto fino ad allora impiantato sia all'interno della città moderna sia nell'areale dell'antica polis achea; nello stesso periodo lo scavo, esteso per oltre 4.000 m², stava riportando alla luce ampie porzioni di isolati con abitazioni e impianti artigianali prevalentemente del IV-III secolo a.C., impostati su fasi precedenti databili fra il VII e il V secolo a.C..
Descrizione Casa VIII La Casa VIII è una struttura residenziale individuata nel piazzale adiacente allo stadio, la cui fase arcaica conservata presenta una pianta approssimativamente quadrata, delle dimensioni di circa 9,20 × 11,30 metri, con murature spesse tra circa 50 e 90 centimetri. L'edificio era articolato in cinque ambienti, tre nella metà settentrionale e due in quella meridionale, mentre quello sud-occidentale è stato interpretato, con cautela, come possibile cortile aperto.
Le murature erano costituite da porzioni di arenaria di forma squadrata e dimensioni irregolari, giustapposte a secco con terra a matrice argillosa; la struttura, interpretata come abitazione, è datata tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C..
Officine e impianti produttivi L'Officina II documenta tre principali fasi legate alla produzione ceramica: la fornace I è datata intorno alla metà del VII secolo a.C., la fornace II fu attiva tra la seconda metà del VI e i primi anni del V secolo a.C., mentre tra la seconda metà del IV e i primi anni del III secolo a.C. furono realizzate la fornace III e le strutture murarie pertinenti all'officina.
La cosiddetta Officina III è costituita da un edificio databile tra la fine del IV e il primo venticinquennio del III secolo a.C., nel quale il rinvenimento di sostegni di fornace e vasellame con difetti di cottura documenta attività connesse alla produzione di manufatti in argilla; la contemporanea presenza di materiali d'uso domestico ha portato a interpretare l'edificio come un impianto di tipo misto abitativo-artigianale.
A nord del Campo Sportivo, l'Area A ha restituito un contesto della seconda metà del IV secolo a.C. destinato allo scarico di materiali provenienti dalle officine vicine, tra i quali vasellame con evidenti difetti di cottura e numerosi distanziatori utilizzati nelle attività di fornace.
Scavi nell'ambito di Antica Kroton Le indagini estensive condotte nell'ambito del programma Antica Kroton hanno ampliato la superficie archeologicamente documentata rispetto ai saggi del XX secolo e, secondo i risultati preliminari resi noti nel 2026, stavano consentendo di riconoscere settori più ampi degli isolati, acquisire nuovi dati sulla loro forma e sui moduli della pianificazione urbana e riconsiderare la disposizione delle plateiai del quartiere centrale. Tra le evidenze connesse alle attività artigianali sono stati rinvenuti resti di fornaci e di altri spazi produttivi, scarti di lavorazione, ceramiche e numerosi frammenti di matrici.
Nel corso della presentazione preliminare dei risultati furono inoltre resi noti una testa fittile con caratteristiche apparentemente italiche, provvisoriamente datata al III secolo a.C., e una rappresentazione della Gorgone datata al II secolo a.C.; la prima era ancora in attesa di restauro e la sua cronologia veniva considerata suscettibile di revisione sulla base delle successive analisi, mentre la seconda fu interpretata dagli archeologi come uno scarto di produzione collegato alle attività artigianali del settore.
Settore della Curva Nord Nel settore della Curva Nord sono state individuate file di buche di palo con andamento curvilineo, attribuite a una struttura in materiali deperibili e associate a ceramica della prima metà del VII secolo a.C.; nel più ampio settore sono inoltre documentati materiali databili tra la fine dell'VIII secolo a.C. e gli inizi del VII secolo a.C., riferibili alle prime fasi dell'insediamento coloniale.
Nel corso del V secolo a.C. la struttura in materiali deperibili fu sostituita da costruzioni dotate di murature stabili e, intorno alla metà del IV secolo a.C., nello stesso settore venne edificata una struttura di maggiore impegno architettonico; nella medesima area è stato inoltre individuato uno stenopos appartenente alla maglia viaria del quartiere centrale.
Alla fine degli anni Novanta le indagini sotto la Curva Nord documentarono anche un edificio monumentale. Alcuni elementi rinvenuti durante i lavori del 1999 sono stati interpretati come probabili resti di una stoà a due ordini sovrapposti, dorico e ionico, caratterizzata da colonne in calcarenite stuccata e gronde fittili a testa leonina, che si sarebbe aperta verso uno spazio nel quale era presente un piccolo basamento in blocchi lapidei.
La discontinuità della trama degli isolati nel settore compreso tra il Campo Sportivo e la vicina area delle Cooperative è stata posta in relazione negli studi con l'ipotesi di localizzare in questa parte del quartiere centrale l'agorà dell'antica Kroton. Una ricostruzione cartografica pubblicata nel 2023 ha ritenuto tale ipotesi coerente con la discontinuità della maglia urbana e ne ha proposto una perimetrazione più precisa, continuando tuttavia a definirla «presunta agorà» e sottolineando la necessità di verifiche dirette mediante nuovi scavi.
Valorizzazione L'area rientra nel programma «Valorizzazione dell'Antica Kroton e del sistema ambientale, turistico e culturale da Crotone a Capo Colonna», all'interno della linea dedicata alla riscoperta del quartiere centrale della città antica. La rimodulazione approvata nel 2021 ha attribuito al sotto-intervento 1.2.1.3 «Area Stadio-Parco Pignera» un finanziamento di 4,4 milioni di euro per gli interventi di competenza del Comune di Crotone e di 4 milioni di euro per quelli di competenza del Ministero della cultura.
Il progetto comunale prevede la valorizzazione e la musealizzazione a cielo aperto dell'area, mettendo in relazione i ritrovamenti archeologici dello sterrato adiacente allo stadio con il Parco Pignera e inserendo entrambi nel circuito di un parco archeologico urbano a rete, attraverso percorsi di collegamento con gli altri settori archeologici della città. I lavori relativi alla componente comunale del sotto-intervento furono consegnati il 10 settembre 2025.
Note
Bibliografia
Voci correlate Kroton Stadio Ezio Scida Area archeologica G.V. Gravina
Categoria:Kroton