Biografia Fu sorella dei cantanti Arturo Pavón e Tomás Pavón, anche lui un importante cantante di flamenco, e zia di Arturo Pavón, il primo pianista di flamenco. I due fratelli, Pastora e Tomás, insieme al cantante Manuel Torre, furono i modelli di ispirazione per la successiva generazione di cantanti come Antonio Mairena, Pepe de la Matrona o Fosforito, che guidarono il movimento per la riscoperta delle forme tradizionali negli anni '50-'70.
Nata nel quartiere dell'Alameda de Hércules, a Siviglia, iniziò a esibirsi in pubblico all'età di otto anni, durante la Fiera di primavera di Siviglia. In seguito, mentre cantava al Café de la Marina, un café cantante di Madrid, le venne attribuito il soprannome La Niña de los Peines ("La ragazza dei pettini"), che non apprezzò mai particolarmente. Il soprannome derivava da una strofa che era solita cantare nello stile dei tangos: "Peinate tú con mis peines, mis peines son de canela".
Non imparò mai a leggere e scrivere e apprese a cantare soltanto in età adulta. La sua famiglia versava in gravi difficoltà economiche e Pastora iniziò quindi a esibirsi regolarmente come professionista alla Taberna de Ceferino, a Siviglia, per poi trascorrere un periodo a Madrid e Bilbao. In quest'ultima città, a causa della giovane età, le fu vietato di cantare in pubblico e posò come modella per il pittore Ignacio Zuloaga. Tornata in Andalusia, si esibì in diversi cafés cantantes di Jerez, Siviglia, Malaga e altre città. Nel 1910 realizzò le sue prime registrazioni e nel 1920 il Teatro Romea le riconobbe il compenso più alto mai corrisposto fino ad allora a un artista. Da quel momento iniziò una lunga serie di tournée in tutta la Spagna.
Note
Categoria:Cantanti flamenco Categoria:Morti nel 1969 Categoria:Nati nel 1890