Biografia Nato in una zadruga nel villaggio di Gručići, area a maggioranza serba del Vilayet di Bosnia si formò come fabbro e divenne poi un aiduco scalando i ranghi del brigantaggio e divenendone harambaša: allo scoppio della prima rivolta serba si unisce agli insorti, venendo convocato dall'archimandrita Melentije Stevanović su indicazione di Jakov Nenadović, e prende parte all'assedio di Užice, distinguendosi successivamente per il suo coraggio, tanto da portare Karađorđe a volerlo incontrare personalmente.

Nell'incontro, il leader serbo gli dà il soprannome di Kara-Marko e davanti alla sua richiesta di un esercito per liberare l'Osat gli concede quello guidato da Lazar Mutap: i suoi attacchi falliscono, e continua a combattere al fianco di Melentije che nel 1810 si trasferisce in Russia, portando dunque Karađorđe a nominarlo voivoda di Rača, ruolo che mantenne sino al 1813.

A seguito della soppressione della rivolta è tra i pochi promotori a non fuggire dalla Serbia, si trasferisce a Topola riprendendo l'attività da brigante: tuttavia per la sua fedeltà a Karađorđe viene fatto uccidere da Miloš Obrenović, che consegna la sua testa al visir di Belgrado e il corpo ai parenti, che lo seppelliscono a Grabovac.

Note