La mafia georgiana () è un'organizzazione criminale di stampo mafioso attiva principalmente in Georgia, Israele e Russia.
Sviluppatasi principalmente durante l'era sovietica, è stata storicamente associata alla figura dei ladri nella legge. Le organizzazioni georgiane sono caratterizzate da rapporti di tipo clanico, simile alla mafia siciliana (da cui hanno preso ispirazione per stilare "regole" e costumi).
Tra i principali centri della criminalità organizzata georgiana si indicano Tbilisi e Kutaisi, sedi dei due più potenti clan. A partire dagli anni novanta, la mafia georgiana ha esteso il proprio raggio d'attività e oggi è considerata una mafia transazionale, con forti interessi in Europa.
Storia Dalle origini all'epoca zarista Le forme di criminalità organizzata presenti nel territorio georgiano precedono la nascita dell'Unione Sovietica. Durante il periodo dell'Impero russo, la Georgia fu interessata da fenomeni di banditismo, contrabbando e altre forme di criminalità, ma non è generalmente corretto ricondurre tali fenomeni alla successiva struttura della criminalità organizzata sovietica. La particolare tradizione criminale associata alla Georgia si sviluppò soprattutto nel corso del XX secolo, all'interno del sistema penitenziario sovietico.
Il periodo sovietico Dagli anni trenta, all'interno del sistema carcerario e del gulag sovietico, si sviluppò la fraternità criminale dei ladri nella legge. Questi costituivano un'élite criminale caratterizzata da un proprio codice di condotta e da norme volte a regolare i rapporti tra criminali, la risoluzione delle controversie e la distribuzione dell'autorità all'interno dell'ambiente criminale.
La Georgia divenne uno dei principali centri di questa tradizione criminale nell'Unione Sovietica. Per ragioni non completamente chiarite dagli studiosi, i ladri nella legge raggiunsero nella RSS Georgiana una presenza particolarmente elevata rispetto ad altre repubbliche sovietiche. Nel corso del periodo sovietico, criminali di origine georgiana acquisirono un'importante posizione all'interno delle reti criminali dell'URSS.
A partire dagli anni sessanta e settanta, la criminalità organizzata georgiana consolidò ulteriormente la propria influenza. I ladri nella legge non costituivano una singola organizzazione gerarchica, ma una rete di figure criminali di alto livello, gruppi e affiliati collegati da norme e relazioni personali. La loro influenza si estendeva anche all'economia informale e alla risoluzione extragiudiziale delle controversie.
L'indipendenza e gli anni novanta Il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991 provocò una profonda trasformazione delle reti criminali georgiane. La crisi economica, l'indebolimento delle istituzioni statali e i conflitti politici e militari degli anni novanta crearono condizioni favorevoli all'espansione della criminalità organizzata.
Durante questo periodo la mafia georgiana raggiunse il massimo dell'influenza nella Georgia post-sovietica. Le organizzazioni criminali penetrarono nell'economia legale e mantennero rapporti con esponenti delle istituzioni politiche. Gli affiliati svolgevano funzioni di protezione, riscossione di denaro e risoluzione delle controversie, esercitando un'autorità parallela a quella dello Stato.
La criminalità organizzata georgiana sviluppò inoltre importanti collegamenti con le reti criminali presenti in Russia e negli altri Stati sorti dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica. In questo periodo acquisirono particolare importanza i gruppi legati alle città di Tbilisi e Kutaisi, che in seguito sarebbero stati descritti come due dei principali poli della criminalità organizzata georgiana.
La mafia georgiana contemporanea Nel corso degli anni 2010 la criminalità organizzata georgiana continuò a essere presente soprattutto attraverso reti transnazionali operanti in Russia e in diversi paesi europei. Nel 2013 un'importante operazione internazionale coordinata da Europol portò, ad esempio, all'arresto di numerosi esponenti del clan di Kutaisi.
Le organizzazioni criminali di origine georgiana presenti in Europa sono state coinvolte soprattutto in reati contro il patrimonio, tra cui furti e rapine, oltre che in attività di riciclaggio e in altre forme di criminalità organizzata.
La repressione attuata in Georgia ha tuttavia modificato la struttura del fenomeno: invece di basarsi prevalentemente sul controllo diretto del territorio nazionale, una parte delle reti criminali georgiane opera attraverso gruppi e individui stabiliti all'estero. Di conseguenza, la criminalità organizzata georgiana contemporanea non costituisce un'unica organizzazione centralizzata, ma un insieme mutevole di gruppi, clan e reti criminali transnazionali.
Attività internazionale
In Italia Le attività della mafia georgiana in Italia sono concentrate principalmente nella città di Bari, dove gruppi criminali georgiani sono stati coinvolti in diverse attività illecite, tra cui il traffico di armi e uranio.
Uno dei più noti esponenti della mafia georgiana è Merab Dzhangveladze, detto Jango, è stato indicato dalle autorità italiane come figura di vertice del clan di Kutaisi. Dzhangveladze ha avuto a lungo la propria base a Bari, dove è stato arrestato nell'ambito dell'operazione Shodka e successivamente condannato per associazione per delinquere.
Esponenti di spicco Tariel Oniani, classe 1952, uno dei capi del clan di Kuatisi. Legato anche alla mafia russa, è ritenuto uno degli esponenti più influenti. Lasha Shushanashvili, classe 1964, considerato uno dei boss più potenti, ha diretto personalmente varie attività illecite in Europa occidentale. Merab Dzhangveladze, classe 1961, boss indiscusso della mafia georgiana a Bari.
Note
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