La cattedrale metropolitana di Santiago de Guatemala () è il principale edificio di culto cattolico di Città del Guatemala, capitale del Guatemala. È sede dell'Arcidiocesi di Santiago di Guatemala.

In passato era conosciuta come Cattedrale Primaziale dell'America Centrale, in quanto unica cattedrale metropolitana dell'istmo dal 1743 al 1913. Si trova di fronte al lato est della Plaza de la Constitución, nel centro storico della capitale guatemalteca.

Storia In seguito ai terremoti di Santa Marta del 1773, si decise di trasferire la capitale del Guatemala dalla valle di Panchoy alla valle dell'Ermita, non senza una forte opposizione da parte dell'arcivescovo di Guatemala, che temeva che i principali ordini religiosi perdessero gran parte delle loro rendite. La cattedrale fu trasferita nella nuova capitale il 22 novembre 1779. Le pale d’altare, gli arredi e gli strumenti dell’antica Cattedrale di Santiago rimasero nella vecchia chiesa, anche se nel 1783 furono rimossi e conservati nell'antico edificio dell’Università di San Carlos Borromeo ad Antigua Guatemala e nella sacrestia della chiesa di El Sagrario, che operava anch’essa all’interno del complesso della cattedrale.

Inizialmente, la cattedrale fu ospitata provvisoriamente in una piccola cappella, ma questa subì rapidamente dei danni, costringendo la cattedrale a trasferirsi nel 1786 al Beaterío de Santa Rosa, dove rimase fino a quando non fu trasferita nella sua sede attuale nel 1815.

L'architetto Marcos IbáñezSistema de Información Cultural - Catedral Metropolitana, Centro Histórico Guatemala, Guatemala, il disegnatore tecnico Antonio Bernasconi —giunto dalla Spagna nel luglio del 1777— e l’ingegnere Joaquín de Isasi furono incaricati di redigere i progetti della nuova Cattedrale di Santiago e, dopo due anni, ottennero l’approvazione dei progetti tramite una Real Cédula del 6 novembre 1779, giunta in Guatemala nel febbraio del 1780.

L'arcivescovo di Guatemala, Cayetano Francos y Monroy, benedisse il terreno e pose la prima pietra della Cattedrale nel 1782.

I lavori di costruzione iniziarono formalmente il 13 agosto 1783, con la realizzazione delle fondamenta per le cripte, le pareti e le colonne della Cattedrale.

Il 15 marzo 1815 la venerata immagine di Nostra Signora del Soccorso fu portata in processione dal suo trono nella Cattedrale Provvisoria nel Beaterio di Santa Rosa e collocata sull’altare maggiore della sua cappella, dove è rimasta da allora. Nel 1815 la maggior parte della chiesa era ormai completata e vi furono trasferiti l’organo e numerose effigi di santi, oltre a quella di Nostra Signora del Soccorso, tutte trasportate in solenne processione. La chiesa fu inaugurata ufficialmente in quella data con una solenne messa di ringraziamento.

Nel 1816 fu rimosso l’oro dalle pale d’altare della vecchia cattedrale e con lo stesso oro furono dorate le pale d’altare della nuova cattedrale. Nel 1821 furono costruite le due torri sul lato orientale – torri minori che all'epoca si affacciavano sul cimitero della città – nelle quali furono collocati i primi campanili; nel 1826 furono realizzate le porte sul lato orientale, meridionale e occidentale, nonché le inferriate alle lucernari delle cripte.

Il 23 luglio 1860 fu installato il nuovo altare in marmo di Carrara, che sostituì l'antico altare maggiore, realizzato in legno dorato e di dimensioni maggiori; l’antico altare fu trasferito al Beaterio di Santa Rosa.

Dal bronzo dei cannoni del forte di San José fu fusa la campana maggiore della Cattedrale, che fu benedetta nel 1871 in occasione del Concilio Vaticano I e da allora è conosciuta come «La Chepona».

Nel 1917 si registrò una serie di scosse sismiche che ebbero inizio il 17 novembre e comportarono la distruzione di alcuni centri abitati nei dintorni di Amatitlán. Il 25 e il 29 dicembre dello stesso anno, e il 3 e il 24 dell'anno successivo, le scosse si ripeterono, ma con forza molto maggiore, tanto da distruggere numerosi edifici pubblici e abitazioni private a Città del Guatemala e ad Antigua Guatemala.

La Cattedrale Metropolitana non resistette all'impatto dei terremoti: crollarono le torri e il frontespizio. La cupola crollò sull’organo proveniente dall’antica cattedrale e sull’altare di marmo. La volta rimase gravemente danneggiata, con numerose crepe negli archi e nelle pareti. La Cattedrale rimase in rovina per più di un anno, finché l’arcivescovo Julian Riveiro y Jacinto riuscì a raccogliere i fondi necessari per avviare i lavori di restauro.

Nell'ottobre del 1919, il consiglio comunale incaricò l'architetto italiano Guido Albani, uno dei più rinomati specialisti in cemento armato, del restauro della Cattedrale. L'anno successivo iniziarono i lavori con la demolizione delle cupole, delle torri e delle volte. Il progetto prevedeva il rafforzamento della facciata e delle torri, la ricostruzione della volta centrale e la realizzazione di una nuova cupola in cemento armato, che fu ridisegnata in forma ellittica, più grande e più alta, con un tamburo a semisfera che ne garantiva un migliore assetto; i lavori si conclusero nel 1924.

L'ingegner Juan Domergue si occupò della costruzione del frontespizio e delle torri, che furono realizzate meno alte per garantirne una maggiore stabilità; i lavori si conclusero nel 1932.

Mercoledì 4 febbraio 1976 alle 03:01:43 ora locale (09:01:43 UTC) si registrò un forte terremoto di magnitudo 7,5 gradi sulla scala Richter con epicentro nei pressi della città di Los Amates, nel dipartimento di Izabal, a 160 km a nord-est della capitale guatemalteca. In pochi secondi un terzo della capitale è stato ridotto in macerie e migliaia di edifici sono crollati, compresa la Cattedrale. Il terremoto è stato avvertito anche in Belize, El Salvador, Honduras e Messico, dove le sue onde sismiche sono state percepite fino a Città del Messico. Si registrò inoltre un gran numero di scosse di assestamento, le più forti delle quali furono di magnitudo 5,8, 5,7 e 5,2. Gli effetti del terremoto furono devastanti: circa ventitremila persone persero la vita, settantaseimila rimasero ferite e si contarono oltre un milione di sfollati. Il sisma causò danni anche al patrimonio culturale della nazione, poiché non solo distrusse la Cattedrale, danneggiandone le torri, ma anche numerose chiese ed edifici pubblici centenari; a differenza del governo di Manuel Estrada Cabrera, la risposta del presidente generale Kjell Eugenio Laugerud García fu efficiente e la Cattedrale fu completamente restaurata nei cinque anni successivi.

Note

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