Video Games Chronicle (VGC) è un sito web britannico di intrattenimento dedicato alla copertura dei videogiochi, pubblicato in modo indipendente da 1981 Media. Diretto dal caporedattore Andy Robinson, il team è composto in gran parte da ex membri della redazione di Computer and Video Games. Lanciato nel maggio 2019 in collaborazione con Gamer Network, VGC descrive la propria linea editoriale come un punto d'incontro tra il giornalismo professionale di settore e quello rivolto al grande pubblico. Secondo dati diffusi dalla stessa testata, a dicembre 2020 il sito aveva raggiunto cinque milioni di lettori mensili e sette milioni di visualizzazioni di pagina. Il sito è stato candidato ogni anno a partire dal 2022 al premio Media Brand of the Year ai MCV/Develop Awards, vincendolo nel 2025, ed è noto per alcune esclusive giornalistiche nel settore videoludico e per una disputa del 2021 con l'editore Activision in merito a una richiesta di rimozione ai sensi del DMCA. Dal 2024 il sito integra le entrate pubblicitarie con un programma di finanziamento diretto da parte dei lettori su Patreon e nel 2025 ha pubblicato la sua prima raccolta cartacea.

Storia Il sito Video Games Chronicle (VGC) è stato lanciato il 2 maggio 2019 da un gruppo di ex redattori di Computer and Video Games (CVG), guidato dal caporedattore Andy Robinson, dopo che il progetto, concepito subito dopo la chiusura di CVG nel 2015, si era concretizzato solo nel 2019. Il sito è pubblicato in modo indipendente attraverso 1981 Media Ltd, mentre Gamer Network si occupa della gestione della pubblicità e delle vendite.

Secondo dati diffusi dalla stessa testata, nell'aprile 2020 il sito ha registrato 1,24 milioni di lettori unici e 1,7 milioni di visualizzazioni di pagina, saliti a cinque milioni di lettori e sette milioni di visualizzazioni entro dicembre, con un incremento annuo superiore al 400%. VGC si è ampliato nei contenuti video con il programma quotidiano di notizie VGC Source da aprile 2020, seguito dal talk show VGC Off the Record da luglio, e nel febbraio 2023 da un podcast settimanale realizzato in collaborazione con Stak.

VGC è stato il primo a riportare la notizia della riorganizzazione di Japan Studio nel febbraio 2021, della cancellazione della versione in presenza dell'E3 2021 nel marzo dello stesso anno, e della violazione dei dati di Twitch nell'ottobre 2021.

Controversia con Activision Nell'aprile 2021 gli account Twitter di Robinson e di VGC sono stati temporaneamente sospesi dopo che Activision aveva presentato richieste di rimozione ai sensi del Digital Millennium Copyright Act (DMCA), in relazione alla copertura di contenuti non ancora annunciati di Call of Duty: Warzone. Secondo IGN, le notizie erano state ottenute in modo legittimo e i tweet di Robinson e VGC non contenevano materiale protetto da copyright. Richieste simili erano già state presentate nell'agosto precedente contro diverse testate, tra cui VGC, per la copertura di informazioni relative a Call of Duty: Black Ops Cold War successive al suo annuncio ufficiale. Ian Walker di Kotaku ha descritto l'episodio come un esempio di effetto Streisand, poiché l'iniziativa di Activision non ha fatto che confermare l'autenticità della fuga di notizie.

Riconoscimenti e collaborazioni VGC ha vinto il premio Media Brand of the Year ai MCV/Develop Awards nel 2025, dopo essere stato candidato ogni anno a partire dal 2022. Nel 2022 il sito ha collaborato con l'Italian Interactive Digital Entertainment Association (IIDEA) per trasmettere in streaming gli Italian Video Game Awards a un pubblico anglofono, raggiungendo spettatori in diretta. La collaborazione è proseguita nel 2023. Nelle edizioni successive del premio, tenutesi nel 2024 e nel 2025, il ruolo di partner mediatico per la diretta streaming è stato ricoperto da Multiplayer.it.

Pubblicazioni a stampa All'inizio del 2025 la redazione di VGC ha pubblicato il proprio primo libro, VGC: The 2025 Guide to Video Games, una raccolta rilegata dei propri contenuti pubblicati durante l'anno, edita da Pen & Sword Books, con un'uscita ritardata rispetto alla data prevista di fine febbraio a causa di un attacco informatico alla tipografia britannica CPI.

Note

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