Il Badakhshan (in persiano بدخشان, Badaḵšān; in tagico Бадахшон, Badakhšon; in pashtu بدخشان) è una regione storica montuosa dell'Asia centrale, oggi divisa principalmente tra l'Afghanistan nord-orientale e il Tagikistan orientale. Il suo territorio corrisponde soprattutto all'attuale provincia del Badakhshan afghana e alla Regione autonoma del Gorno-Badakhshan tagica; in un'accezione geografica più ampia vi vengono talvolta associate anche zone limitrofe del Gilgit-Baltistan pakistano e dello Xinjiang cinese.
I limiti della regione sono cambiati notevolmente nel corso della storia. La prima attestazione sicura del nome, nel VII secolo, sembra riferirsi soltanto a un piccolo regno centrato approssimativamente sul basso bacino del Kokcha, nell'attuale Afghanistan. L'estensione del nome verso Wakhan, Shughnan, Roshan e gran parte dei Pamir avvenne soprattutto dopo le conquiste mongole del XIII secolo.
Il Badakhshan occupa uno dei grandi nodi montuosi dell'Asia. Comprende vallate dell'alto Amu Darya, qui chiamato soprattutto Panj, settori dell'Hindu Kush e del Pamir e il lungo corridoio del Wakhan. Questa posizione ne fece per secoli un punto di collegamento, per quanto difficile da attraversare, fra Transoxiana, Battriana, bacino del Tarim, Kashmir e subcontinente indiano.
La regione è inoltre famosa fin dall'antichità per le sue pietre preziose. Le miniere di Sar-e Sang, nell'attuale Afghanistan, rappresentano una delle più antiche fonti conosciute di lapislazzuli e furono probabilmente all'origine di parte della pietra importata in Mesopotamia già nel IV millennio a.C. Il Badakhshan storico divenne celebre anche per gli spinelli rossi e rosa delle montagne del Pamir, commercializzati in Europa e nel mondo islamico come «rubini balas».
Nome L'origine del nome Badakhshan è collegata probabilmente al titolo amministrativo iranico medio bēdaxš o badaxš, attestato in partico, medio persiano, armeno, greco e siriaco e riferito a un alto dignitario o governatore. Una delle etimologie proposte riconduce il titolo a una forma iranica ricostruita *pati-axša, forse con il significato di «sovrintendente» o «ispettore». Un'altra interpretazione lo collega invece a una forma equivalente a «secondo sovrano», cioè un funzionario immediatamente subordinato al monarca. Il suffisso -ān, comune nei toponimi iranici, avrebbe indicato il «territorio del badaxš» o una terra assegnata in feudo a un dignitario con quel titolo. Il nome compare per la prima volta con sicurezza nel resoconto del pellegrino buddhista cinese Xuanzang, che attraversò la regione nel VII secolo e trascrisse il toponimo come Po-to-chang-na. La parola europea balas, usata storicamente per indicare gli spinelli rossi provenienti dall'Asia centrale, deriva a sua volta da forme medievali del nome Badakhshan e non costituisce l'origine del toponimo.
Geografia
Il Badakhshan non possiede confini naturali o politici immutabili. Il nucleo storico più antico si trovava nel bacino del Kokcha, a sud del Panj, mentre dal Medioevo il nome si estese progressivamente verso le regioni montuose circostanti. Nella sua accezione storica più ampia comprende: le vallate del Kokcha e dei suoi tributari nell'Afghanistan nord-orientale; il medio e alto corso del Panj; il Darvaz; le regioni di Shughnan e Roshan; il Wakhan; gran parte dei Pamir occidentali e, in alcuni periodi storici, zone oggi comprese nel Tagikistan orientale, nel Pakistan settentrionale e nelle regioni di frontiera dello Xinjiang. A sud la regione è separata dal resto dell'Afghanistan dall'Hindu Kush, che per lunghi periodi costituì uno dei suoi confini più stabili. A nord e a est il territorio entra invece nel sistema del Pamir, dove la distinzione fra Badakhshan, Wakhan, Shughnan e altri principati storici cambiò frequentemente.
Rilievi Il paesaggio è dominato da montagne elevate, profonde valli fluviali e altopiani. Nel settore afghano l'Hindu Kush comprende numerose vette superiori a 6.000 m; il Noshaq, presso il confine con il Pakistan, raggiunge circa 7.490 m ed è la montagna più elevata dell'Afghanistan. Verso nord-est l'Hindu Kush si collega ai Pamir. Il Pamir occidentale è caratterizzato da profonde incisioni fluviali e fortissimi dislivelli, mentre il Pamir orientale presenta altopiani più aperti, aridi e freddi. Nel Wakhan e nel Piccolo e Grande Pamir vaste zone abitate si trovano oltre i 3.000 m.
Idrografia Il principale asse idrografico è il Panj, uno dei due grandi rami sorgentizi dell'Amu Darya. Nel settore orientale il Panj nasce dalla confluenza dei sistemi del Wakhan e del Pamir e scorre quindi verso ovest, formando oggi gran parte del confine tra Afghanistan e Tagikistan. Il Kokcha raccoglie invece le acque di buona parte del Badakhshan afghano centrale e occidentale e confluisce nel Panj. Fra gli altri corsi importanti figurano i fiumi di Shughnan, Roshan, Bartang, Yazghulom e Vanj sul versante settentrionale. La maggior parte dei fiumi è alimentata da neve e ghiacciai e presenta portate massime durante la stagione calda.
Vie di comunicazione Nonostante l'estrema difficoltà del terreno, le vallate del Badakhshan costituirono fin dall'antichità una rete di collegamenti tra regioni molto lontane. L'alto Panj e il Wakhan permettevano di raggiungere i Pamir e il bacino del Tarim, mentre i passi dell'Hindu Kush conducevano verso Chitral, Kabul e l'India nord-occidentale. Non si trattava di una singola «Via della seta», ma di una rete mutevole di itinerari commerciali, militari e pastorali. La regione ebbe quindi un'importanza sproporzionata rispetto alla sua scarsa popolazione.
Popolazione e lingue La frammentazione del territorio in vallate relativamente isolate ha favorito una notevole diversità linguistica e culturale. Nel Badakhshan afghano occidentale e centrale predominano comunità di lingua persiana, generalmente identificate come tagiche. Il dari costituisce inoltre una lingua franca fra gruppi differenti. Nel Pamir occidentale vivono numerose comunità parlanti le cosiddette lingue pamiriche, appartenenti prevalentemente al ramo iranico orientale. Fra queste figurano: lo shughni e varietà strettamente affini come rushani, khufi, bartangi e roshorvi; il wakhi; lo yazghulami; l'ishkashimi e altre varietà locali. Il munji, parlato sul versante afghano meridionale, viene spesso incluso nel più ampio insieme delle lingue pamiriche, pur occupando una posizione linguistica distinta. Nel corso del XX secolo gli abitanti pamiri del Tagikistan svilupparono in misura crescente una propria identità collettiva, accanto alle identità locali di valle e all'identità civica tagica. Nel Badakhshan afghano occidentale sono presenti anche comunità uzbeke e gruppi pashtun insediatisi soprattutto in epoca relativamente recente. Nel Pamir orientale vivono inoltre comunità kirghise, tradizionalmente dedite alla pastorizia mobile. Non esiste una singola statistica etnica affidabile per l'intera regione storica, poiché essa è divisa fra più stati e le categorie censuarie utilizzate in Afghanistan, Tagikistan, Pakistan e Cina non sono direttamente confrontabili.
Religione Il Badakhshan costituisce una delle principali regioni di diffusione dell'ismailismo nell'Asia centrale. Le comunità persianofone delle regioni occidentali e più basse sono in prevalenza musulmane sunnite di scuola hanafita, mentre gran parte delle popolazioni pamiriche di Shughnan, Roshan, Wakhan e delle vallate vicine segue l'ismailismo nizarita. La tradizione regionale associa l'espansione dell'ismailismo alla figura di Nasir Khusraw, poeta, filosofo e missionario persiano dell'XI secolo che trascorse gli ultimi decenni della propria vita nel Badakhshan. Le ricerche moderne mostrano tuttavia che la formazione della tradizione ismailita badakhshana fu un processo molto più lungo. L'opera di Nasir Khusraw fornì un fondamentale riferimento dottrinale e culturale, ma la diffusione dell'ismailismo nizarita fu rafforzata da ulteriori missionari soprattutto dopo il XIII secolo. Nel Badakhshan sviluppò così una specifica tradizione religiosa in lingua persiana, incentrata sulle opere attribuite a Nasir Khusraw e sulla rete di pir e autorità religiose locali.
Economia tradizionale La maggior parte della popolazione storica viveva di agricoltura irrigua nelle strette vallate. Le colture comprendevano cereali, legumi e, nelle zone climaticamente favorevoli, alberi da frutto come noci, gelsi, albicocchi e meli. L'allevamento di pecore, capre, bovini e yak integrava l'agricoltura e i pascoli estivi delle alte montagne erano raggiunti mediante spostamenti stagionali. Nel Pamir orientale, dove l'agricoltura è quasi impossibile, il pastoralismo costituì invece la principale base economica. La posizione della regione lungo itinerari transmontani favorì inoltre attività commerciali, in particolare la circolazione di pietre preziose, cavalli, tessuti e altri prodotti ad alto valore e basso volume.
Risorse minerarie Lapislazzuli Il prodotto più celebre del Badakhshan è il lapislazzuli. Le miniere di Sar-e Sang, nella valle superiore del Kokcha, furono sfruttate fin dalla preistoria. Analisi archeologiche e la distribuzione degli oggetti antichi suggeriscono che il lapislazzuli del Badakhshan raggiungesse la Mesopotamia già intorno al 3500 a.C. La pietra venne successivamente commercializzata in Iran, Mesopotamia, Asia meridionale e Mediterraneo. Non è possibile attribuire automaticamente a Sar-e Sang ogni reperto antico in lapislazzuli, ma il Badakhshan rappresenta la principale sorgente nota per il commercio eurasiatico più antico.
Spinelli Il Badakhshan storico era noto anche per i cosiddetti «rubini balas», che dal punto di vista mineralogico sono spinelli. Le più celebri miniere storiche si trovavano nelle montagne presso l'alto Panj, nell'attuale Tagikistan. Marco Polo descrisse queste pietre nel XIII secolo e riferì che la loro estrazione era controllata dal sovrano locale. Gli spinelli del Badakhshan entrarono nelle collezioni reali dell'Asia e dell'Europa e alcune gemme celebri furono per secoli erroneamente considerate rubini.
Storia Prima del Badakhshan storico Non è noto il nome con cui la regione fosse indicata nell'antichità. Le miniere di lapislazzuli dimostrano l'inserimento dell'area in reti commerciali a lunghissima distanza già nel IV millennio a.C., ma da ciò non è possibile dedurre l'esistenza di una singola entità politica chiamata Badakhshan. Durante l'antichità le vallate successivamente comprese nella regione si trovavano ai margini di Battriana e del più ampio mondo centroasiatico. Differenti zone furono influenzate o dominate, in epoche diverse, da grandi formazioni politiche dell'Asia centrale. È quindi improprio descrivere automaticamente il Badakhshan moderno come una provincia coerente degli imperi achemenide, greco-battriano o kushan: i limiti e persino il nome della regione sono documentati soltanto molti secoli più tardi.
Il regno del VII secolo La prima descrizione riconoscibile del Badakhshan proviene da Xuanzang, che attraversò l'Asia centrale nel VII secolo. Il suo Po-to-chang-na era un territorio relativamente piccolo, probabilmente centrato sul basso bacino del Kokcha, e molto più ristretto del Badakhshan successivo. La regione apparteneva allora al più ampio spazio del Tokharistan. Nel VII secolo gran parte del Tokharistan era soggetta agli Turchi occidentali, mentre diversi principati locali conservavano propri governanti. Il buddhismo conservava una forte presenza nelle regioni circostanti, accanto allo zoroastrismo e a culti locali.
Espansione islamica